14/06/2010

Katy Perry - decolleté foto e video

 

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E' stata lei la protagonista degli ultimi Mtv Movie Awards. Parrucca blu e decolleté generoso. Sicuramente Katy Perry non è passata inosservata. Tanto che un ammiratore l'ha ripresa, di nascosto, durante una intervista inquadrando il seno della cantante e in un battibaleno il video caricato su YouTube ha totalizzato oltre 385mila contatti.

 

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Intanto dopo solo 4 settimane dalla pubblicazione, il nuovo singolo “California Gulrs” ha raggiunto il primo posto della classifica americana di Billboard. Il brano, che anticipa l’uscita dell’album “Teenage dream” prevista per il 31 agosto, ha già superato 1.1 milioni di download negli Stati Uniti rimanendo stabile in testa alla classifica dei brani digitali più venduti in Usa.

 

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 La due volte nominata ai Grammy, cantante e cantautrice, Katy Perry  raggiunge la top ten delle classifiche di vendita dei singoli in Australia, Canada, Finlandia, Italia e Nuova Zelanda, un successo confermato anche dai palinsesti radiofonici internazionali che vedono “California Gurls”, brano che si appresta a diventare l’inno dell’estate, ai primi posti delle classifiche radiofoniche in Germania, Europa, Olanda, Hong Kong, Giappone e Gran Breagna.

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Il video

Katy Perry at the 2010 MTV Movie Awards

 

 

 
 
 
 

26/03/2010

YouTube 2 ore offline in tutto il mondo

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(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Black out di due ore per YouTube: dalle 12 alle 14 appariva la scritta Internal server error. Ora la situazione sembra tornata regolare. Tam tam tra i blog per segnalare il disservizio, che pare abbia interessato tutto il mondo e solo pero' la homepage e i canali tematici. Andando infatti nella stringa della ricerca il link del video trovato, trasportava direttamente al filmato corrispondente, facendo dunque entrare senza problemi nel sito di video-sharing.

07/03/2010

Web: su Youtube arrivano sottotitoli

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YouTube, il servizio di condivisione video di Google, ha iniziato a offrire la sottotitolazione automatica dei filmati pubblicati. La traduzione dei sottotitoli sara' in 50 lingue, anche se per il momento la generazione automatica avviene solamente in inglese. I primi esperimenti - fanno notare i siti informatici - mostrano che la precisione non e' totale, con errori o imperfezioni. Cionostante, la funzione e' ottima per avere almeno l'idea di quello che viene detto nel filmato.

25/02/2010

Google: a Milano sentenza contro la libertà online

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Condannata Google. Era una sentenza attesa con grande interesse nel mondo di Internet: perché il processo ai dirigenti di Google davanti al tribunale di Milano, per il video di un ragazzo autistico messo in rete dai suoi compagni di scuola, investiva in pieno il tema complesso e delicato della responsabilità dei grandi motori di ricerca e i provider, per ciò che miliardi di utenti scaricano nel web. E la sentenza dice che i non possono chiamarsi fuori da questa responsabilità: i manager di Google vengono condannati a sei mesi di carcere per concorso nella violazione della privacy del ragazzo.

Niente diffamazione E' solo una condanna a metà, perché gli imputati vengono assolti dall'accusa più grave, quella di diffamazione. Ma il principio della responsabilità, cioè del dovere di controllare in qualche modo ciò che viene messo in rete, è sancito. Bisognerà attendere tre mesi, quado il giudice Magi depositerà le motivazioni, per capire come si sia arrivati ad affermare la responsabilità di Google per la violazione della privacy, ma non per la diffamazione. Su questa seconda accusa, la formula di assoluzione è inconsueta. Vuol dire, probabilmente, che se la Procura avesse inquadrato diversamente i fatti sarebbe arrivata una condanna anche per l'accusa più grave.

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La difesa Nel corso del processo le difese di Google avevano sostenuto che non esiste una possibilità concreta del motore di ricerca per vigilare su tutto quel che accade in rete, e che l'uico controllo possibile sta nel formulario elettronico che chi scarica i video deve riempire per effettuare l'upload: la formuletta per cui si garantisce che il video viene caricato con il consenso degli interessati. Ma la sentenza di oggi stabilisce che non basta quel per sollevare i Signori della rete dalle loro responsabilità.

Google attacca "Un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet". Così il portavoce di Google, Marco Pancini, commenta la sentenza di condanna di 3 tra dirigenti ed ex dirigenti del portale per violazione della privacy. Google ha preannunciato l’impugnazione della sentenza, definita "dir poco sorprendente, dal momento che i nostri colleghi non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poiché non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato". Secondo il portavoce i tre dirigenti sono stati dichiarati "penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi", pur avendo "dato prova di coraggio e dignità, poiché il fatto stesso di essere stati sottoposti a giudizio è eccessivo". Secondo i responsabili del motore di ricerca, la responsabilità è di chi carica il video in rete. "Se questo principio viene meno, cade la possibilità di offrire servizi su internet" conclude Pancini.

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L'ambasciata Usa "Siamo negativamente colpiti dalla odierna decisione di condanna di alcuni dirigenti della Google per la pubblicazione di un video dai contenuti offensivi". Lo sottolinea l’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, in riferimento alla sentenza del tribunale di Milano. "Pur riconoscendo - spiega nella nota - la natura biasimevole del materiale, non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider". Poi l'accusa: "Il principio fondamentale della libertà di Internet è vitale per le democrazie che riconoscono il valore della libertà di espressione e viene tutelato da quanti hanno a cuore tale valore". Thorne ricorda che "il segretario di Stato Hillary Clinton lo scorso 21 gennaio ha affermato con chiarezza che internet libero è un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle società libere. In tutte le nazioni è necessario prestare grande attenzione agli abusi; tuttavia, eventuale materiale offensivo non deve diventare una scusa per violare questo diritto fondamentale".

15/02/2010

YouTube e Grande Fratello - Tribunale respinge reclamo

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Cattive notizie per i fan del Grande Fratello e altri programmi Mediaset. Un'ordinanza del Tribunale di Roma ha respinto il reclamo di Youtube e confermato il provvedimento emesso il 16 dicembre che condannava l’azienda web a rimuovere dai server tutti i contenuti illecitamente caricati. Lo rende noto Mediaset in una nota.

«Il riferimento specifico - spiega l’azienda di Cologno monzese - è agli spezzoni di "Grande Fratello" ampiamente in testa nelle classifiche dei video più cliccati. Questa nuova ordinanza si inserisce nella causa iniziata nel luglio 2008 da Mediaset contro Youtube e rafforza ulteriormente il principio della tutela del diritto d’autore e della proprietà intellettuale. Un principio che finalmente diventa patrimonio di tutti gli editori e che potrà essere applicato nei confronti di ogni sito web che viola la proprietà dei diritti altrui».

«L’ordinanza odierna - continua Mediaset - ribadisce infatti che anche i siti come Youtube devono rispondere alle consuete regole commerciali: contrariamente a quanto avveniva finora, da oggi solo chi investe in contenuti ha il diritto di sfruttarli economicamente anche online attraverso la raccolta pubblicitaria o altre fonti di ricavo. Ne consegue, e l’ordinanza lo stabilisce espressamente, che gli oneri tecnologici per ottenere il rispetto di tale diritto non possono essere a carico di chi ne è titolare. Da oggi si apre quindi una nuova era per tutti gli editori italiani che potranno stringere rapporti economici con gli operatori internet, ognuno nel rispettivo ruolo, sulla base di un nuovo contesto di regole chiare e definite»