15/11/2011
Muore in carcere tre giorni dopo arresto

"Mi hanno pestato mentre mi arrestavano: sono stati i poliziotti alla stazione Termini...". L'ipotesi di un nuovo caso Cucchi è stata avanzata ieri dal garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni in relazione al caso di un 37enne romano arrestato nella capitale e poi trasferito in un reparto sanitario collegato al carcere «Mammagialla» di Viterbo, dove è deceduto.

Il giallo ha per protagonista Cristian De Cupis, residente alla Garbatella: l'uomo avrebbe denunciato l'aggressione ai medici del pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito, lo scorso 9 novembre. Il giorno dopo De Cupis è stato trasferito in ambulanza nell'ospedale Belcolle di Viterbo che ha un reparto per i detenuti collegato al carcere «Mammagialla»: lì sarebbe stato sottoposto a una serie di accertamenti clinici, compresa una Tac. Il 12 novembre, l'uomo è deceduto. Saranno i risultati dell'autopsia, eseguita lunedì 14 novembre, a chiarire le cause della morte.

I familiari «sono stati avvisati dopo la morte di De Cupis - spiega Marroni - e l'autopsia è stata fatta solo con il medico nominato dal Pm». Secondo le notizie raccolte dal garante, due giorni prima del fermo la vittima stava cercando lavoro nel centro di orientamento per gli ex detenuti e i tossicodipendenti: voleva fare il giardiniere. Marroni invita anche la magistratura «a fare al più presto chiarezza».
De Cupis, secondo Marroni affetto da diverse patologie, viene arrestato il 9 novembre alla stazione Termini per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Condotto al pronto soccorso del Santo Spirito l'uomo, che aveva delle escoriazioni sulla fronte, avrebbe riferito ai medici di essere stato percosso dagli agenti che lo hanno arrestato. A chi lo ha incontrato nei giorni del ricovero l'uomo è parso a tratti agitato, ma non in condizioni tali da far immaginare gravi problemi di salute. Il 10 novembre era stato anche convalidato il fermo ed erano stati disposti gli arresti domiciliari non appena finita la degenza.
Autore: Francesco Di Frischia
Fonte: roma.corriere.it
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Terremoti, nove scosse tra Eolie e Sicilia la più forte di magnitudo 4

Nove scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 4.0, sono satte registrate in poco più di tre ore, dalle 5,59, a sud-ovest delle isole Eolie di fronte alla costa tra Capo d'Orlando e Sant'Agata di Militello, nel Messinese.
La scossa di maggiore intensità, di magnitudo 4.0, è stato rilevato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia proprio alle 5.59. L'ipocentro è stato relativamente poco profondo, 1,6 chilometri e la scossa è stata nettamente avvertita dalla popolazione.

A questo sisma, tra le 6.19 e le 9,27, hanno fatto seguito altre otto scosse, non avvertite, che potrebbero essere repliche, di energia compresa tra i 2.0 e i 2.8 gradi di magnitudo. L'ipocentro è stato localizzato a una profondità compresa tra 7 e 10,3 chilometri. Secondo i primi accertamenti non si registrano danni a cose o persone.
Una scossa di magnitudo 3 è stata intanto registrata a sud della costa calabrese alle 8,23, al largo di Melito Porto Salvo e Roghudi, a una profondità di 37,8 chilometri. Anche qui non si segnalano danni.
Fonte: il messaggero.it
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Salvata dopo due giorni la speleologa ferita

E' stata riportata in superficie, all'alba di stamane, Anna Bonini, la speleologa bresciana di 36 anni rimasta intrappolata da domenica pomeriggio in una grotta sull'altopiano di Cariadeghe. Le operazioni di salvataggio della donna, ferita, erano cominciate nel tardo pomeriggio di domenica. La Bonini, le cui condizioni non sono preoccupanti, era a 250 metri di profondità.

"Sono stati i miei eroi, con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata". Così la speleologa bresciana ha commentato a caldo il suo salvataggio. La donna è stata subito fatta salire su un'ambulanza e portata all'ospedale più vicino.

"Io mi sento bene, certo sono un po' frastornata - ha detto Anna, che nella caduta si è fratturata due ossa della caviglia sinistra - in tutte queste ore però mi sono anche riposata, hanno fatto tutto loro".

Anna ha poi aggiunto che ora vuole solo riprendersi, tornare al suo lavoro, ai genitori e al fidanzato. Alla domanda se continuerà con la sua passione di speleologa ha risposto: "Adesso sono un po' spaventata, ma credo di sì, certo, è la mia passione, è vero ho avuto un incidente ma chi cade deve rialzarsi e continuare".


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