31/03/2010

Brescia, stupro di gruppo in classe

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Un 14enne e un 15enne sono stati arrestati per una presunta violenza sessuale di gruppo, avvenuta durante l'orario di lezione in una scuola media bresciana. Un terzo ragazzo non è stato arrestato perché ha meno di 14 anni. Nello stupro sarebbero coinvolti anche altri 12 compagni di classe accusati di essersi posizionati in modo da nascondere all'insegnante quanto stava avvenendo. Il docente ha dichiarato ai carabinieri di non essersi accorto di nulla.

L'agghiacciante vicenda, accaduta in una scuola di Salò, risale al febbraio scorso, ma la notizia è stata diffusa soltanto in queste ore. Oltre ai tre ragazzi accusati di aver eseguito la violenza, ce ne sono dunque altri 12, tutti sotto i 14 anni, che avrebbero nascosto quanto stava accadendo all'insegnante sarebbero: tutti non imputabili.

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Ha 12 anni la bambina che i baby delinquenti hanno costretto a rapporti sessuali durante le ore di lezione. Lo stupro sarebbe avvenuto mentre mentre il professore interrogava, quando i ragazzi si sarebbero denudati costringendo la ragazzina ad avere con loro rapporti orali.

Il ministro Gelmini: fatto molto grave, prenderemo provvedimenti
Sul raccapricciante avvenimento è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha definito "di una gravità inaudita e inaccettabile" l'episodio. "Bisogna verificare subito le responsabilità e andare a fondo", afferma la Gelmini, sottolineando che "il ministero è pronto a prendere i dovuti provvedimenti", se i fatti saranno accertati.

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Il ministro Gelmini ha telefonato al direttore dell'ufficio scolastico regionale della Lombardia per acquisire "maggiori informazioni" su quanto accaduto. Il ministro ha "immediatamente chiesto al direttore regionale un rapporto dettagliato su quanto realmente accaduto".

La terribile scoperta grazie a un tema sul terzo canto dell'Inferno
E' stato un tema sul terzo canto dell'Inferno a far scoprire alla preside della scuola media di Salò quanto era successo in una delle sue classi. Dopo aver letto quello che era stato raccontato nei compiti da numerosi ragazzi, ha infatti deciso di sospendere non solo i tre ragazzi colpevoli della presunta violenza sessuale, ma anche la vittima, prima di sapere come in realtà si erano svolti i fatti.

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La ricostruzione dello stupro in classe
Solo dopo la sospensione della figlia, i genitori hanno capito che alla ragazzina era successo qualcosa di grave in classe. E hanno presentato denuncia ai carabinieri, i quali hanno scoperto la violenza sessuale di gruppo che ha portato agli arresti dei due ragazzi, sui quali si sta indagando anche per precedenti episodi di bullismo. E ora anche la posizione della preside è al vaglio della Procura.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, mentre il professore di lingue stava interrogando senza accorgersi di nulla, tre studenti della classe hanno continuato a far cadere l'astuccio della ragazza che, dopo averlo raccolto per la terza volta, si è trovata davanti un compagno con i pantaloni abbassati, che l'ha costretta con la forza ad avere un rapporto orale. Circondata anche da altri compagni che coprivano la visuale al professore, è stato inutile il tentativo delle amiche della ragazza di aiutarla.

La voce di quanto accaduto si è poi sparsa nella scuola e un professore ha deciso di far commentare ai ragazzi due terzine del terzo canto dell'Inferno ("Ed elli a me, come persona accorta: 'Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta....") in un tema dal quale è emersa la verita su quanto avvenuto.