19/11/2011
Neutrini più veloci della luce: conferma da nuovi test

Riconfermata la teoria dei neutrini più veloci della luce. A dirlo, nuovi e più accurati test, effettuati ai Laboratori Nazionali dell'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso dalla Collaborazione Opera, utilizzando particolari fasci di neutrini inviati dal Cern.
I nuovi test hanno permesso di calcolare in modo più accurato la velocità delle particelle elementari e, nel corso dell'esperimento, sono stati registrati e analizzati 20 diversi eventi di superamento della velocità della luce.
Sparati in un ricevitore nel Gran Sasso, in Italia, sono arrivati 60 nanosecondi prima di quanto avrebbe fatto la luce: una differenza minima, che potrebbe minare la teoria della relatività, formulata da Albert Einstein.

Le analisi in questione confermano le conclusioni raggiunte a settembre dagli scienziati italiani, i quali avevano annunciato la scoperta di particelle sub-atomiche apparentemente in grado di viaggiare a una velocità superiore a quella della luce.
In questo contsto, l'Istituto nazionale di fisica nucleare sottolinea che non si tratta di verifiche definitive. “È un altro passo in avanti, ma la vera conferma deve ancora arrivare", dice il fisico Antonio Ereditato, coordinatore di Opera.
Secondo il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni, quella ottenuta con le nuove indagini è “una misura così delicata che ha profonde implicazioni per la fisica, richiede un eccezionale livello di approfondimento".

Il risultato positivo dei test “ci rende più fiduciosi sulle misure - aggiunge - anche se la parola decisiva può essere detta solo dalla realizzazione di esperimenti analoghi in qualche altra parte del mondo”.
Fonte: CittaOggiWeb.it
19:00 Scritto da: furor-draconis in ITALIA, SCIENZA E TECNOLOGIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, scienza, tecnologia, neutrini, neutrini piu veloci della luce, velocita della luce, velocita della luce superata, piu veloce della luce, teoria della relativita | OKNOtizie |
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18/11/2011
Spazio: l'acqua di Europa forse ospita la vita

Gli scienziati della Nasa hanno raccolto nuove prove che confermano la presenza di acqua allo stato liquido poco sotto la superficie ghiacciata di Europa, uno dei 64 satelliti di Giove, rendendo sempre più plausibile la presenza di forme di vita.
Secondo un nuovo studio che sarà pubblicato sulla rivista Nature, gli scienziati hanno rilevato la presenza di laghi a soli tre chilometri dalla crosta di ghiaccio che ricopre il satellite. Gli scienziati ipotizzano che l'acqua più superficiale si mescoli con quella degli oceani presenti su Europa a circa 30 chilometri di profondità, trasferendo sostanze nutritive in acque la cui temperatura, prossima a zero gradi centigradi, potrebbe permettere lo sviluppo di forme di vita.
Europa è stato scoperto nel 1610 da Galileo e ha un diametro di 3121 chilometri. Esperti di glaciologia ne hanno studiato per anni la composizione, cercando di spiegare le fenditure e le striature che si osservano sulla superficie liscia. Secondo Martin Siegert, glaciologo dell'Università di Edimburgo, i rigurgiti di acqua più calda che salgono dagli oceani profondi verso la superficie provocano locali scioglimenti di ghiaccio e dunque la formazione di crepe. In queste fenditure successivamente si riforma il ghiaccio, cementandosi con i blocchi preesistenti e formando delle irregolarità.
La scoperta di laghi vicini alla superficie di Europa rende sempre più plausibile una missione spaziale da parte della Nasa per raccogliere dei campioni di acqua da analizzare. Ma ancora nessuna operazione è stata annunciata ufficialmente.
12:30 Scritto da: furor-draconis in ESTERI, MISTERI, PRIMA PAGINA, SCIENZA E TECNOLOGIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: esteri, prima pagina, scienza, astronomia, giove, europa, acqua nello spazio, spazio, acqua su europa, vita extraterrestre, prove di vita extraterrestre | OKNOtizie |
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22/02/2010
Israele vara un aereo drone capace di arrivare in Iran

Sempre più scontro tra Israele e Iran. L'aviazione militare israeliana ha presentato domenica un nuovo modello di aereo drone, Heron TP, 26 metri di apertura alare, capace di raggiungere l'Iran, sospettata dall'Agenzia per l'energia atomica delle nazioni Unite (Aiea) di stare costruendo una bomba atomica. Di fronte a questa escalation le autorità militari israeliane hanno fatto sapere della costruzione del drone. Secondo fonti dell'Air Force israeliana, l'aereo senza pilota ha un'autonomia di volo di 20 ore e può essere utilizzato principalmente per missioni di sorveglianza e per il trasporto di merci. Il velivolo è stato realizzato dalla Industria aerospaziale israeliana. Intanto si apprende che una delegazione israeliana di alto profilo si recherà alla fine del mese in Cina, per spingere Pechino verso l'adozione di nuove sanzioni contro l'Iran. Come riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, la delegazione sarà guidata da ministro per gli Affari Strategici, Moshe Yaalon, e dal governatore della Banca d'Israele, Stanley Fischer.

I delegati spiegheranno alla controparte cinese che se l'Iran riuscirà a dotarsi dell'arma nucleare ci saranno gravi ripercussioni in Medio Oriente e si scatenerà una corsa al nucleare nella regione. La delegazione discuterà anche dei rapporti bilaterali tra Israele e Cina.
Nelle ultime settimane si sono intensificati i colloqui tra i sei Paesi coinvolti nel negoziato sul dossier nucleare iraniano (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania), e sembra sempre più probabile l'adozione di una nuova serie di sanzioni.
La Cina, affamata di petrolio iraniano, è però riluttante, e chiede che sia dato ancora spazio alla diplomazia.
22:00 Scritto da: furor-draconis in CRONACA, ESTERI, SCIENZA E TECNOLOGIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cronaca, estero, scienza, tecnologia, militare, aereo, drone, israele, iran, aviazione | OKNOtizie |
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16/02/2010
Tumori: un super-raggio per «bruciarli» con i protoni

Inizia dal 15 febbraio la nuova guerra ai tumori, con armi di ultima generazione progettate e costruite interamente in Italia. A Pavia apre i battenti il primo Centro Nazionale di Adroterapia oncologica (Cnao), che userà un super-raggio di carbonio e protoni per bombardare il cancro risparmiando i tessuti sani. Inaugurata dai ministri Ferruccio Fazio, Giulio Tremonti e Umberto Bossi, insieme al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, la struttura è stata realizzata in 4 anni dalla Fondazione Cnao. È il quarto centro al mondo di questo tipo, dopo quelli di Chiba e Hyogo in Giappone e di Heidelberg in Germania, e si concentrerà in particolare nella cura dei tumori solidi resistenti alla radioterapia o difficilmente operabili, grazie a una radioterapia mirata che utilizza al posto dei normali raggi X particelle subatomiche chiamate adroni.
SPERIMENTAZIONE - La struttura, costata 125 milioni di euro, avvia oggi la sua fase di sperimentazione, che si concluderà nell'ottobre 2011. Entro la fine di quest'anno, invece, partiranno i primi test sull'uomo che coinvolgeranno 230 pazienti. I primi trattamenti di cura saranno invece effettuati verso la fine del 2011, e il Centro si prevede lavorerà a pieno regime entro il 2013, quando sarà in grado di curare circa 3 mila pazienti ogni anno in circa 20 mila sedute. Il cuore del Centro è il sincrotrone, la macchina cioè che produce i protoni e gli ioni carbonio con i quali verranno bombardati i tumori, e che è stata realizzata dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). La particolarità di queste particelle è che sono in grado di penetrare in profondità nel corpo umano, arrivando a colpire anche gli organi più difficili da raggiungere con la chirurgia, «senza danneggiare - dicono gli esperti - se non in minima parte i tessuti sani circostanti».
SEDUTE DI 25 MINUTI - Secondo il Cnao, «bastano due o tre minuti per irradiamento e in media una decina di sedute della durata di 25 minuti per curare una varietà sempre più importante di patologie». Tuttavia, aggiunge Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao, «questa terapia non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma è un'arma in più a disposizione di medici e pazienti che può essere utilizzata in aggiunta o in sostituzione dei trattamenti tradizionali. Degli oltre 120 mila pazienti che ogni anno vengono sottoposti a radioterapia, si stima che circa il 5% dei casi possa essere curato con i fasci di adroni». La realizzazione del Centro, concludono i suoi responsabili, «consentirà ai pazienti italiani che potrebbero trarre vantaggi dall'adroterapia di non doversi più recare all'estero per la necessaria cura, spesso con onere a carico del Servizio sanitario nazionale. La valutazione dell'efficacia e dei costi della terapia sarà fra gli obiettivi della sperimentazione clinica: si tratta comunque di costi sostenibili all'interno dell'Ssn» . (Fonte Agenzia Ansa)
10:00 Scritto da: furor-draconis in ITALIA, MEDICINA E SALUTE, SCIENZA E TECNOLOGIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, medicina, salute, scienza, tecnologia, super-raggio, antitumori, sperimentazione, tumore | OKNOtizie |
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12/02/2010
Medicina: E' italiano il vaccino antitumore

L’Istituto Superiore della Sanità, ha già avviato, attraverso un protocollo, la sperimentazione di un vaccino antitumorale. Parliamo di un vaccino, che permette al sistema immunitario di sviluppare una risposta contro le cellule tumorali, riuscendo a contrastarle. Il vaccino è stato studiato dai ricercatori Gilberto Filaci, Francesco Idiveri e Paolo Traverso, della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova.
Afferma il dott. Filaci che “si tratta di un vaccino a tutti gli effetti perché si inoculerà questa sostanza e il sistema immunitario imparerà a rispondere contro, esattamente come avviene quando utilizziamo procedure di vaccinazione per esempio contro il virus influenzale. L’unica differenza è che, nel nostro caso si tratta di un vaccino terapeutico e non preventivo.
Non può sostituire ma può essere complementare alle altre terapie.”
Il protocollo consiste, nel ricorrere ad una molecola di nome Telomerasi, inesistente nelle cellule sane, ma presente in elevatissime quantità in quelle tumorali, infatti la Telomerasi ne determina addirittura la sopravvivenza. I medici sono dell’idea che con il vaccino i linfonodi, impareranno a riconoscere la molecola, e cominceranno a distruggere le cellule tumorali.
La sperimentazione è iniziata una settimana fa su un unico paziente, che per ora non ha presentato effetti collaterali o reazioni di rigetto, il dott. Traverso riferisce inoltre che la sperimentazione continuerà su altri 10 malati affetti da tumori alla prostata e al rene. I 10 pazienti sono stati scelti perché ad uno stadio avanzato della malattia, a loro verranno somministrati, nell’arco di tre mesi, otto richiami intradermici del vaccino antitumorale.
Dunque per ora, si interverrà solo su due tipi di tumore ossia quello alla prostata e quello al rene, ma i medici pensano sia possibile agire anche sugli altri, dal momento che la Telomerasi è presente nelle cellule di tutte le forme tumorali, dunque essi si augurano di poter sperimentare presto il vaccino ad ogni tipo di tumore.
10:00 Scritto da: furor-draconis in MEDICINA E SALUTE, PRIMA PAGINA, SCIENZA E TECNOLOGIA | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: medicina, salute, prima pagina, scienza, tecnologia, tumori, vaccino antitumore, ricerca contro il cancro | OKNOtizie |
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