26/03/2010

Pedofilia Usa, "il Papa occultò il caso"

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Nel 1996 gli allora cardinali Joseph Ratzinger e Tarcisio Bertone occultarono un caso di pedofilia di sensazionale portata. Un prete statunitense, Joseph Murphy, deceduto due anni dopo, era accusato di aver abusato sessualemente di circa 200 bambini sordi, in una scuola del Wisconsin, in cui il reverendo aveva lavorato dal 1950 al 1977.
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L'occultamento - Secondo il quotidiano "New York Times", papa Benedetto XVI, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, non rispose a due lettere inviategli dall'arcivescovo di Milwaukee, Rembert Weakland, e otto mesi più tardi il suo numero due, l'attuale segretario di stato Vaticano, ordinò ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento del reverendo pedofilo. Il processo però fu fermato dallo stesso Bertone, sollecitato da Ratzinger, che intanto  era stato raggiunto da una lettera di padre Murphy. Il prete avrebbe pregato il cardinale di non procedere, poiché già pentito per i peccati e i reati commessi, nonché in precarie condizioni di salute.
Nel dossier in mano ai giornalisti del "New York Times" - ottenuto dagli avvocati di cinque uomini che hanno fatto causa alla Diocesi di Milwaukee - non c'è traccia dell'eventuale riposta di Ratzinger, ma il reverendo, in effetti, non ricevette mai punizioni e fu invece trasferito in segreto in varie parrocchie.
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La replica del Vaticano - Non si lascia attendere una reazione del Vaticano. La replica è affidata al portavoce padre Federico Lombardi che spiega che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti furono elementi determinanti nella decisione di non punirlo: "Alla luce del fatto che padre Murphy era anziano e in salute molto precaria, e che viveva in isolamento e senza altre accuse di abusi riferite in oltre venti anni, la Congregazione per la Dottrina della Fede suggerì che l'arcivescovo di Milwaukee valutasse di affrontare la situazione, ad esempio limitando il pubblico ministero di padre Murphy ed esigendo che egli accettasse la piena responsabilità della gravità dei suoi atti. Morì quattro mesi dopo, senza che altro accadesse". Inoltre "il diritto canonico non prevede punizioni automatiche". Nel comunicato Lombardi ammette che il reverendo abusò certamente di bambini "particolarmente vulnerabili". Abusando sessualmente di "bambini che erano menomati nell'udito, ha violato la legge e, cosa ancora più importante, la sacra fiducia che le vittime avevano riposto in lui". Di quel "caso tragico", però, il Vaticano venne a conoscenza solo nel 1996, ovvero anni dopo la fine delle indagini.

La protesta delle vittime - Intanto alcuni rappresentanti dell'Associazione di vittime americane dei preti pedofili "Snap" è scesa in piazza a Roma, per protesta re di fronte al Colonnato di Piazza San Pietro. Ma i quattro, due donne e due uomini, sono stati portati via nelle auto della polizia "per accertamenti", nonostante l'opposizione della presidente Barbara Blaine, che ha chiesto più volte in inglese: "Ho fatto qualcosa di male?".  E ha esortato i fotografi presenti a riprendere quanto stava accadendo.

11/03/2010

Abusi su ragazzine, arrestati genitori e zio.

Le vittime, 11 e 12 anni, sottoposte a violenze dal 2004


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REGGIO CALABRIA -  Tre persone sono state arrestate per aver abusato di due sorelle di 11 e 12 anni. Le persone arrestate sono i genitori e uno zio delle vittime. Le violenze andavano avanti dal 2004, cioe' da quando le ragazzine avevano 6 e 7 anni.

Gli arresti sono stati fatti dai militari del Comando provinciale di Reggio Calabria e della Compagnia di Gioia tauro in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi. L'indagine che ha portato ai tre arresti era stata avviata nello scorso mese di novembre. Le due minori vittime delle violenze sono state allontanate dalla loro famiglia e portate in un centro specialistico per la tutela dell'infanzia.

Sulle due vittime, secondo l'accusa, sono state commesse violenze di gruppo che si sarebbero trascinate per anni. La vicenda è stata scoperta grazie ad una segnalazione fatta ai carabinieri dei responsabili delle scuola frequentata dalle due sorelle, che avevano notato anomalie nel comportamento delle minori. Le indagini si sono basate anche su intercettazioni ambientali che sono state effettuate dai carabinieri nei momenti in cui venivano commessi gli abusi sessuali con la partecipazione, in contemporanea, sia dei genitori che dello zio delle due minori.

I fatti sono accaduti a Gioia Tauro in un contesto sociale e culturale, fanno rilevare gli investigatori, particolarmente degradato. A commettere gli abusi sessuali sarebbero stati il padre ed un fratello della madre delle due minori. Alla mamma delle bambine viene contestato, in particolare, di avere omesso di segnalare alle forze dell'ordine le violenze cui venivano sottoposte le figlie, che avvenivano anche in sua presenza. Comportamento che sarebbe anche da collegare ad una condizione di forte assoggettamento psicologico cui la donna era sottoposta ad opera del padre e del fratello. Fondamentale per l'esito delle indagini si è rivelato il racconto fatto dalle due bambine ai magistrati della Procura di Palmi.






05/03/2010

Vescovo Ratisbona:abusi su ragazzi coro

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(ANSA) - BERLINO, 5 MAR - Il vescovo di Ratisbona ammette che vi sono stati abusi nel coro dei ragazzi, di cui e' stato direttore anche il fratello del papa. Georg Ratzinger ha detto di non essere a conoscenza di casi di pedofilia commessi all'epoca in cui era direttore. 'La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania' riferisce il vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, aggiungendo che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso Ratisbona.

05/01/2010

DON MASSAFERRO IN CARCERE ACCUSATO DI PEDOFILIA

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Interrogatorio fiume ieri per don Luciano Massaferro in Procura a Savona. Da metà pomeriggio il parroco di Alassio, arrestato e rinchiuso in carcere a Chiavari da martedì scorso per violenza sessuale su una undicenne, ha risposto alle domande del pm Giovanni Battista Ferro che sta sostituendo la collega Alessandra Coccoli. Ad affiancare il sacerdote il suo avvocato difensore Alessandro Chirivì che dopo l'annullamento della richiesta di scarcerazione presentata al gip Emilio Fois ha deciso di ricorrere al Tribunale del Riesame di Genova. Il prete, finito in carcere per i racconti della ragazzina e quindi dei suoi famigliari, ha negato ogni addebito e in sua difesa si sono schierati anche i parrocchiani della San Vincenzo e di San Giovanni che lo hanno sempre apprezzato per le sue doti umane assolutamente convinti della sua innocenza. "Non può aver commesso una cosa del genere, hanno detto di lui ancora oggi fuori dalla chiesa di San Vincenzo ".