15/11/2011

Samarate: donna uccisa in casa, conoscente confessa il delitto

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E' stato fermato nella notte il presunto assassino di Marianna Ricciardi, la 35enne uccisa lunedì sera nella sua abitazione a Samarate, in provincia di Varese. L'uomo è stato individuato dai carabinieri del reparto operativo e della compagnia di Busto Arsizio. Il presunto assassino, un 42enne di Gallarate, era a un conoscente della vittima e avrebbe ucciso la donna nel corso di una lite. Il 42enne ha confessato il delitto durante l'interrogatorio con il sostituto procuratore di Busto Arsizio Mirko Monti, che ne ha disposto il fermo.

 

Ucciso a colpi di pistola nella sua ditta a Desio

 

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Un uomo di 51 anni, Paolo Vivacqua, originario di Agrigento, è stato ucciso a colpi di pistola a Desio, in Brianza, nell'ufficio della ditta di famiglia che si occupa di rottamazione di metalli. A trovare il cadavere è stata la compagna dell'uomo, raggiunto da almeno cinque colpi. I carabinieri al momento non formulano ipotesi sul movente del delitto.
Il cadavere è stato trovato attorno alle 16 dai carabinieri, allertati dal 118 a cui si era rivolta la compagna dell'uomo, preoccupata perché non lo vedeva rientrare. Il 51enne, domiciliato a Carate Brianza, avrebbe piccoli precedenti per reati fiscali ed è stato freddato mentre era seduto alla sua scrivania.

Gli investigatori non escludono che si possa trattare di un omicidio per mano della criminalità organizzata. Nonostante siano stati esplosi sette colpi di pistola, non ci sono persone che hanno sentito o visto qualcosa. La vittima non era mai stata coinvolta in alcuna inchiesta di mafia o 'ndrangheta ma lavorava in un settore in cui gli interessi del crimine sono molto radicati.

Samarate, varese: Donna massacrata in casa

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Una donna di 35 anni è stata uccisa nella sua abitazione a Samarate, nel Varesotto. Marianna Ricciardi è stata trovata con il cranio fracassato, in una pozza di sangue, dal marito, avvertito dai parenti preoccupati perché la donna non era andata a prendere la figlia di 7 anni alle scuole elementari.
Nella villetta alla periferia del Paese, dove Marianna Ricciardi, che lavorava in un centro per disabili a Gallarate, viveva con il marito, i carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell'omicidio.

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Al momento del delitto la figlioletta non era in casa. Non sarebbero stati riscontrati segni di effrazione, dettaglio che lascia supporre che la vittima abbia aperto la porta al suo assassino.

A far scattare l'allarme è stata la suocera della donna che ha avvisato il marito. Come abitudine l'anziana si recava a scuola a prendere la bimba e, preoccupata dal fatto che la figlia non si era ancora presentata, ha dapprima tentato ripetutamente di contattarla al telefono. Poi è andata a suonare al citofono. Non ottenendo alcuna risposta ha chiamato il genero che è rientrato precipitosamente a casa, trovandola ormai priva di vita.

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Descritta come "donna molto gentile, educata e grande lavoratrice", Marina Ricciardi era piuttosto conosciuta in paese ed responsabile di una centrale del servizio Televita e alle dipendenze della Cooperativa Iris.

Delitto Olgiata, 16 anni al domestico Winston

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ROMA - Sedici anni di carcere. Sedici anni, dopo un mistero durato oltre vent'anni. Questa la condanna per Manuel Winston Reyes, reo confesso dell'omicidio di Alberica Filo della Torre. Eccola la verita' dopo tante supposizioni, intrighi ed errori. La nobildonna romana che quella mattina del luglio '91 si preparava ad allestire una suntuosa festa per i dieci anni di matrimonio con il costruttore Pietro Mattei, e' stata strangolata da una persona di fiducia. Uno di casa.

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La sentenza del Gup e' arrivata dopo appena un'ora di camera di consiglio. Il filippino, ex domestico di casa Mattei, e' stato riconosciuto colpevole dell'accusa di omicidio volontario mentre il giudice per le udienze preliminari, Massimo Di Lauro, ha dichiarato prescritto il reato di rapina. Winston aveva optato per il rito abbreviato, una scelta che consente, in caso di condanna, uno sconto della pena di circa un terzo.

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Ad incidere sul numero di anni inflitti anche il riconoscimento da parte del giudice delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. La sentenza e' stata accolta dall'ex domestico, che si trova attualmente detenuto nel carcere di Regina Coeli, senza lasciar trasparire alcuna emozione. Giacca a vento bianca e pantaloni scuri, l'ex domestico ha atteso la decisioni del tribunale a pochi metri dal marito della contessa, Pietro Mattei e dei suoi due figli, Manfredi e Domitilla che il 10 luglio del 1991, giorno in cui la nobildonna venne uccisa, erano poco piu' che bambini. Da oggi uno dei clamorosi gialli della cronaca nera degli ultimi vent'anni ha un colpevole.

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Come per via Poma, dove si e' arrivati ad una condanna in primo a grado a 24 anni per l'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, Raniero Busco, o per la scomparsa di Emanuela Orlandi, per anni investigatori, criminologi, scrittori hanno cercato inutilmente di trovare il responsabile. Nel 'giallo dell'Olgiata' un groviglio di piste coinvolse vari personaggi tra cui Roberto Iacono, figlio dell'insegnante di inglese dei figli della famiglia Mattei o il funzionario dell'allora Sisde Michele Finocchi, amico della coppia, arrivato nella villa subito dopo la scoperta del delitto. La svolta nell'aprile scorso quando i carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno "stretto il cerchio".

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La prova che inchioda Winston era presente sul lenzuolo con cui l'ex domestico strangolo' la contessa. I Ris, grazie ad un lavoro meticoloso, sono riusciti ad isolare alcune tracce ematiche del filippino. Dopo l'arresto l'uomo e' crollato e ha confessato, in lacrime, quanto compiuto vent'anni fa: dietro quella morte violenta c'era il tentativo di rapina, la volonta' di portare via da quella stanza all'Olgiata alcuni gioielli della contessa. Una vicenda che ha, comunque, continuato a regalare colpi di scena.

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La Procura di Roma ha accertato, infatti, che per anni nei suoi archivi sono state conservate bobine contenenti telefonate del filippino mai tradotte dai vecchi investigatori. Colloqui che risalgono al 12 e 13 settembre del '91 durante i quali Winston e un connazionale parlano di come smerciare dei gioielli di Alberica. Un ''particolare" su cui oggi sono tornati anche gli avvocati della famiglia Mattei che, commentando la decisione del Gup, hanno parlato apertamente di "negligenza dei precedenti pm e dei precedenti investigatori che oggi ha portato alla prescrizione del reato di rapina".

10/03/2010

Giallo di via Poma, si uccide Pietrino Vanacore

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Il processo per l'omicidio di Simonetta Cesaroni proseguira' regolarmente il 12 marzo prossimo con le audizioni.Sono chiamati a deporre, tra gli altri, l'ex datore di lavoro di Simonetta, Salvatore Volponi, e il figlio Mario.Tra i testi citati per quell'udienza c'e' anche Luca Vanacore,figlio di Pietrino che e' stato trovato morto suicida.'Mio padre e' stato condannato senza un processo.L'hanno distrutto, lo hanno fatto a pezzi' ha commentato l'uomo che vive a Torino.