20/11/2011
Il Real Madrid sbanca Valencia: Mourinho 11 e lode

Il Real Madrid passa a Valencia: Mou, 11 e lode. I Blancos passano 3-2 in terra levantina e si riportano a +3 sul Barca, ok 4-0 con il Saragozza nella tredicesima giornata del campionato spagnolo. Successo pesante per il Mou Team nell'anticipo serale, l'undicesimo di fila. Al Mestalla e' un valzer di emozioni. Una prodezza di Benzema apre le marcature, Ramos raddoppia nella ripresa, ma l'ex Soldado riapre il match. Ronaldo fa 3-1 con un guizzo sei suoi. Gara finita? Niente affatto. Ancora Soldado sfrutta un errore difensivo del Real e segna il 3-2 al 83'. Finale al cardiopalma, i levantini reclamano per un sospetto fallo di mani (forse di petto), di Marcelo. Finisce 3-2. Il Madrid risponde al poker blaugrana del Camp Nou contro il Saragozza. Pique', Messi, Puyol e Villa fanno tornare il sorriso a Guardiola. Mercoledi' Milan-Barca: si decide il primo posto nel girone di Champions. Ma questa e' un'altra storia.
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31/03/2010
Mourinho e i sospetti di doping:"Il Cska ha una zona grigia"

I fuochi d’artificio con la Cska si sono accesi nel finale della conferenza stampa di José Mourinho. Una questione di doping: quella che il portoghese, tornato a parlare dopo il lungo e forzato silenzio, ha furbescamente messo sul tavolo accennando a una «zona grigia» nel cammino dei moscoviti in Champions League. A cosa allude? «Due giocatori della Cska sono stati pescati all’antidoping con sostanze che non sono permesse: questa per me è una zona grigia», ha spiegato Mourinho che aveva appena ricevuto in dono un cappello in panno dell’Armata Rossa, di cui il club era un’emanazione.
Il riferimento è alla partita di Manchester, nel girone di qualificazione, quando Aleksei Berezutski e Sergei Ignashevich furono trovati positivi a una sostanza stimolante. Se la cavarono con una giornata di squalifica e la società non venne punita perché, come ha replicato il tecnico dei russi, Slutski, «quella sostanza non è doping dal momento che non è nell’elenco di quelle proibite dalla Wada». All’Inter tuttavia pensano che non si sia trattato di un errore nè di un caso: se entrambi i giocatori sorteggiati per l’antidoping erano positivi è probabile che lo fossero anche gli altri, a meno di non credere a una coincidenza fortuita. Il sospetto c’è e alla Cska non l’hanno gradito: lo giudicano un colpo basso anche se potevano attenderselo.
Mourinho teme la potenza fisica e la grande corsa degli avversari. «A Manchester, quando pareggiarono 3-3, erano alla fine della stagione - ha detto con un sorriso ironico - e correvano come matti. Adesso il loro campionato è agli inizi e saranno più freschi». La sua idea è che non sarà un confronto più semplice di quello con il Chelsea. «Non hanno il nome nè l’immagine dei grandi club europei però sono una squadra rognosa da affrontare. Il Chelsea, come noi, voleva vincere giocando al calcio e ne è uscito uno spettacolo. Questa volta mi aspetto una partita bruttina: loro hanno difensori giganteschi, sono una squadra che copre molto il campo, attacca in contropiede e ripiega subito per riprendere la posizione più coperta. Non è un bel calcio da vedere ma è difficile da contrastare e avrei preferito giocare la prima a Mosca proprio perché avrebbero dovuto tentare qualcosa di più». Per Mourinho non esiste il risultato che metta al sicuro l’Inter nel ritorno. «Vorrei andare a Mosca come sono andato a Londra, con un leggero vantaggio, ma le partite degli ottavi hanno dimostrato che non si può mai stare sicuri: se il Chelsea avesse fatto due gol negli ultimi 10 minuti tutto il nostro vantaggio sarebbe andato in fumo e c’è stata una sola partita in cui dopo pochi minuti si era già deciso la qualificazione, quella del Milan con il Manchester». Tanto per farsi degli amici.
09:06 Scritto da: furor-draconis in CALCIO E SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, sport, inter, mourinho, doping, cska, champions league, manchester, qualificazioni, chelsea | OKNOtizie |
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16/03/2010
Specialone, un fuoriclasse che mette fuorigioco l'Inter

Hanno perso tutti. Questa storia, comunque vada, non sarà un successo. Neppure se l’Inter porterà a casa la qualificazione. Qui si parla dell’Inter del futuro. E forse di quella del passato. Il tempo sembra trascorso invano. L’Inter era, e resta, la madre di tutti i caos. Preferibilmente nei momenti che contano, come questo. I suoi tifosi dovrebbero farsi indennizzare con una polizza: non c’è caso in cui la società non rischi di andare sotto la linea di galleggiamento, non c’è situazione che non si amplifichi, c’è sempre un presidente e non c’è mai una gestione che si assoggetti a gerarchie consolidate. Mou ordina e se gli altri non obbediscono passa sopra e fa da solo.
Sono segnali: gli stessi che hanno portato allo strappo con il Chelsea. Stessa strategia, non meravigliatevi se la storia si concluderà in ugual modo. Mourinho ha trovato «la spalla» per riuscirci: il caso Balotelli ormai è diventato un fatto personale. Nascondersi dietro alla «scelta tecnica» è uno dei pochi errori commessi dallo Specialone. Raccontare la realtà sarebbe meglio. Mou probabilmente non vuol porre l’alternativa: o io o lui. Non gli interessa, non gli serve. Moratti nel caso Ronaldo («o io o Cuper») diede al giocatore una risposta che poi disattese. E scelse il tecnico. Durante la gestione Mancini, venne ingaggiato il portoghese. Eppoi trovato il sistema per far fuori l’italiano contro il quale mugugnava pure Ibrahimovic. Salvo disfarsi del giocatore l’anno successivo. Fra l’altro con ottimo affare.
Dietro Ibra c’era lo stesso procuratore di Balotelli. Forse non è un caso. Anche le parole di Mino Raiola, fanno intendere la musica: «Il tecnico è pagato per gestire certe situazioni... Ma noi faremo di tutto per ricucire». In sintesi: la colpa è sua, noi cercheremo di passare dalla parte della ragione. Furbo! Talvolta può bastare un ex pizzaiolo per dare scacco matto a uno stratega.
Mou ha capito tutto ed ha piazzato le sue mosse. Nonostante la pazzia, se l’è giocata da fuoriclasse. Il discorso fila: se passo senza Balotelli, poi non mi rompete più le scatole. Se non passo, la storia è segnata da tempo: lasciamoci senza rancore. In realtà Mourinho punta più in alto. Il Real conta più dell’Inter, il Manchester City ha più danari. Gli piace l’Inghilterra e non il calcio italiano. Deve farsi mandare via per incassare la penale. Non sa staccarsi dal suo protagonismo neppure nel momento in cui rischia di far del male all’Inter e il bene dei bookmakers che puntano sul Chelsea. Balotelli è qualità calcistica. Impensabile che il tecnico abbia dato ascolto a un pollice verso dei compagni.
Mourinho vuol far spettacolo, gli riesce sempre fuori del campo, molto meno quando deve occuparsi della partita. Comunque vada, ha fatto un danno. Era così difficile portare Balotelli e tenerlo in panchina, magari per tutti i 90’? Per essere un vero, grande, allenatore gli manca il buon senso. Impari da Ancelotti che stasera sarà pronto a brindare con lui. Anche se ha detto di avere un dubbio sul vino da offrirgli. Provi con l’Amarone: ideale per la meditazione e per il carattere di Mou.
14:00 Scritto da: furor-draconis in CALCIO E SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, sport, inter, mourinho, qualificazione, tifosi, specialone, moratti, ronaldo | OKNOtizie |
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25/02/2010
L'Inter di Mourinho batte per 2-1 a San Siro il Chelsea

L'Inter di Mourinho batte per 2-1 a San Siro il Chelsea di Carlo Ancelotti e si pone in una condizione psicologicamente favorevole per il passaggio di turno nella corsa verso la Champions. Il risultato non è di quelli che ipotecano già in prima battuta l'accesso ai quarti, ma per il momento questo basta a dare uno stimolo alla compagine interista che proprio prima di scendere in campo davanti al pubblico di casa ha ricevuto la notizia della vittoria del Milan sulla Fiorentina, nella partita di recupero giocata al «Franchi», con conseguente accorciamento delle distanze nella classifica di campionato.

LA PARTITA - Autori dei due gol neroazzurri gli argentini Milito e Cambiasso. L'Inter era partito a razzo andando in rete, appunto con Milito, già al terzo minuto del primo tempo. Poi, per tutta la prima parte della gara, si è fatto notare il Chelsea. Drogba ha colpito una traversa e va registrato un rigore negato Kalou atterrato in area da Samuel. È stato lo stesso Kalou a segnare il momentaneo pareggio al 6' della ripresa. Una situazione di equilibrio durata però solo quattro minuti: tanto è bastato perché Cambiasso si inventasse un gran gol: tiro deciso da fuori area, ribattuta e di nuovo cambiasso che con un sinistro da più di quindici metri batte il portiere inglese. Inutili i tentativi di rimonta del Chelsea, che ad un certo punto ha anche perso il suo portiere per un infortunio.

IL RITORNO - Il passaggio ai quarti si deciderà allo Stanford Bridge di Londra, dove la squadra di Mourinho potrà scendere in campo con la consapevolezza di un leggero vantaggio. L'Inter avrà a disposizione due risultati su tre (vittoria o pareggio con qualunque risultato) per far fuori i ragazzi di Ancelotti e accedere così ai quarti.

GLI ALTRI MATCH - Nell'altra partita degli ottavi di finale del mercoledì il Siviglia ha pareggiato 1-1 contro il Cska a Mosca. Martedì il Barcellona aveva pareggiato per 1-1 a Stoccarda, mentre il Bordeaux aveva sbancato il Pireo andando a vincere 1-0 contro L'Olimpiakos fuori casa.
08:00 Scritto da: furor-draconis in CALCIO E SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, sport, mourinho, inter, san siro, chelsea, carlo ancelotti, champions, champions league | OKNOtizie |
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23/02/2010
Mourinho squalificato 3 turni per le "manette"

All’Inter costa caro aver perso i nervi con la Samp. Gli insulti di Mourinho, il gesto delle manette, il comportamento del pubblico e ciò che è accaduto fuori e dentro il campo peseranno nel portafoglio dei nerazzurri complessivamente per 81.500 mila euro di multa. E questo è il meno. Il più è l’entità delle squalifiche: Mourinho (3 giornate), Muntari e Cambiasso (2), Samuel e Cordoba (1), l’inibizione per Oriali e una multa per simulazione a Eto’o.
A leggere il comunicato del giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, quella di sabato non è stata una partita di calcio, ma un film di guerra. Mourinho oltre al gesto dei pugni incrociati, ha aggredito verbalmente l’arbitro Tagliavento e ha più volte allontanato in malo modo dalla sua panchina gli agenti 007 della Procura Federale. Cambiasso, nel tunnel, avrebbe provato a tirare un pugno a Pozzi senza farsi vedere dalla terna, Muntari quando è uscito dal campo ha iniziato a insultare l’arbitro, più mansueti Cordoba e Samuel che staranno fermi per un turno per «falli di gioco». Il pubblico nerazzurro ha risentito del clima da Far West presente in campo e si è scatenato. Moratti dovrà pagare una multa di 25 mila euro per una bottiglia lanciata sull’assistente, dieci petardi, uno striscione contro gli organi federali e cori vari. Infine, c’è la solita sanzione per aver ritardato l’inizio del secondo tempo, ma ormai è diventata una costante. Mou lo fa per innervosire gli avversari, il trucchetto è stato ripetuto sette volte questa stagione ed è costato alla società 14 mila euro. Come l’ha presa Moratti? Male. Ieri era furibondo perché non si aspettava dei provvedimenti così pesanti e soprattutto non voleva che venisse «inquinata» la vigilia del Chelsea. Si teme anche per le sorti del campionato visto che il Milan ha la possibilità di andare a meno quattro dalla capolista se domani batterà la Fiorentina nel recupero.

Contro l’Udinese l’Inter dovrà fare a meno di ben 4 giocatori e dovrà fronteggiare un'emergenza in difesa, mentre Mourinho sarà costretto a stare rintanato in tribuna insieme a Oriali. Un motivo più che sufficiente per provare a fare ricorso alla Corte Federale per tre casi: quello dell’allenatore nerazzurro, per Cambiasso e per Muntari. Ieri gli avvocati nerazzurri hanno iniziato a lavorare sulla linea difensiva, ma soltanto oggi riceveranno gli atti e quindi potranno decidere se avviare o meno la procedura d’urgenza. Per scagionare Mourinho si argomenterà che il gesto delle manette non era rivolto all’arbitro ma rappresentava un modo per caricare la proprio squadra. Un messaggio piuttosto articolato: «Per batterci dovete lasciarci in nove e arrestarmi», come ha prontamente raccontato il portavoce del tecnico, Eladio Parames. La Procura, invece, ha valutato la mimica in maniera molto diversa e così il giudice sportivo ha tradotto il gesto con un più prosaico: «Arrestate l'arbitro». Tosel ha inasprito la pena per lo Special One perché la sceneggiata non è alla prima rappresentazione, come testimonia l’inciso «con recidiva specifica reiterata» presente sul comunicato.
Anche per Cambiasso e Muntari verrà fornita una ricostruzione diversa da quella che è stata fatta dalla Procura federale anche attraverso le testimonianze. Sarà importante sapere cosa hanno scritto gli 007 federali per poter fornire spiegazioni convincenti. In questo clima di grandissima tensione, l'Inter dovrà preparare la sfida più importante della stagione, quella di domani contro il Chelsea. Come al solito lo Special One ha curato tutti i particolari, anche a livello mediatico. Oggi, contrariamente a quanto consiglia l'Uefa, terrà la consueta conferenza stampa di vigilia quasi in contemporanea con Carletto Ancelotti, per evitare repliche in differita.
17:00 Scritto da: furor-draconis in CALCIO E SPORT, PRIMA PAGINA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, sport, serie a, prima pagina, gesto delle manette, insulti, mourinho, mourinho squalificato, 3 giorni squalifica a mourinho, inter | OKNOtizie |
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