03/10/2010

ABDUCTION

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Abduction, nel senso stretto del termine inglese, vuol dire "rapimento". Nello studio degli UFO, il termine negli ultimi anni è andato ad indicare il rapimento di esseri umani da parte degli alieni.

Molte persone si rivolgono ad uno psicologo per via di "uno strano sogno ricorrente", o di una fobia riguardo, ad esempio, un certo animale e solo in un secondo tempo, spesso con l’ausilio dell’ipnosi regressiva, si avvicinano alla definizione della loro situazione di "addotti". Se si escludono i casi più eclatanti, infatti - in cui alcune persone vengono destate nel cuore della notte e prelevate a forza, o anche in presenza di testimoni oculari (si pensi al caso Travis Walton) - spesso i soggetti vivono la propria esperienza ignorandola completamente, o intuendola solo alla lontana.

Nel corso di una abduction, infatti, di norma una persona non viene "svegliata", ma più semplicemente viene spostato il suo livello di consapevolezza dal sonno ad una veglia semi-onirica. È un po’ come ipnotizzare una persona addormentata, indurla a fare un giro e poi riportarla a letto. Inoltre, secondo molte testimonianze, i rapimenti avverrebbero in uno status in cui si può levitare e attraversare le pareti, accrescendo così la sensazione di "sognare".
"Missing Time" (Tempo mancante, o vuoto temporale), amnesie, specialmente di un’ora o più.

Il periodo di "missing time" di solito si verifica dopo un avvistamento UFO ed in genere, sotto regressione ipnotica, affiorano ricordi di entità che prelevano il soggetto e lo esaminano fisicamente, cancellando poi il ricordo dell’accaduto dalla sua mente. Non è raro che al ricordo originale venga sostituito un ricordo-schermo ("screen memory"), fatto di immagini realistiche e che costituiscono un evento fittizio e banale a copertura di un certo lasso di tempo mancante, mentre altre volte nella mente del soggetto viene lasciata memoria del vuoto temporale.

Fra i "patterns" di "località", le persone in questione vengono prese dall’abitacolo della loro auto (per lo più in posti isolati), dal proprio letto, o finanche in bicicletta o a passeggio. Ne consegue che l’abduction può avvenire ovunque e che non c’è immunità geografica.

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ELEMENTI CARATTERISTICI


Paralisi: il soggetto prova la sensazione di essere paralizzato e di giacere su una superficie dura, senza potersi muovere. A volte nell’ambiente si manifestano luci brillanti e si avverte la presenza di altri esseri.

Essere spiati: il soggetto sente di essere osservato, da qualcosa di indefinibile.

Sogni lucidi: il soggetto vive sogni lucidi, particolarmente intensi e riferisce di essere stato capace di volare e attraversare superfici solide, come le mura di casa.

Luci blu: durante il recupero dei ricordi originali, sotto ipnosi, ricorre l’immagine di una diffusa luce blu.

Simboli: a volte il soggetto menziona strani simboli, lettere o disegni incomprensibili, che in contatti successivi vengono illustrati dai presunti ET.

Esseri non Umani: il soggetto spesso sogna esseri le cui fattezze variano dallo stereotipo del Grigio (alto circa un metro e venti, macrocefalo e grandi occhi ovali neri), a spettrali figure alte e incappucciate, al tipo Nordico, biondo con penetranti occhi azzurri.

Insonnia: in particolare concomitanza con le ore centrali della notte, verso le 3.00, è comune l’insonnia. Il soggetto entra in uno stato di tensione, perché nel cedere al sonno teme il ripetersi dell’esperienza. Non di rado appaiono sfere di luce o lampi di luce blu al di là di una finestra o verso il soffitto.

Suoni e Ronzii: manifestazioni acustiche di origine ignota, simili ad impulsi, ticchettii o frequenze acutissime, talvolta meccaniche.

Richiami: alcuni addotti sentono di doversi recare in luoghi a loro sconosciuti, e spesso ben specifici.

Luoghi: il soggetto sogna grandi città di cristallo o di acciaio con edifici di foggia strana, cieli dal colore innaturale, o l’interno di sale dalle pareti metalliche dotate di apparecchiature futuristiche. Frequentemente il soggetto riferisce di essersi trovati di fronte allo schermo di un video o di un computer, in cui "qualcuno proietta" immagini di avvenimenti.

Visioni: chiudendo gli occhi nel desiderio di addormentarsi, di colpo si manifestano immagini di alieni di vario genere accanto al letto, o di UFO, che svaniscono riaprendo gli occhi.

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EFFETTI FISICI
RISULTANTI DALLE ABDUCTIONS
 

Cicatrici o segni: si evidenziano soprattutto nella zona della bocca, del naso, dietro o nelle orecchie, sui genitali o sotto il ginocchio e nelle mani.

Bruciature inspiegabili: idem.

Dolori: frequenti quelli alla schiena o al collo, o ai genitali.

Per le donne: gravidanze apparenti (isteriche, secondo la medicina) e sparizione del feto prima del parto. Le fenomenologie sono talvolta accompagnate da sogni vividi in cui la donna viene fatta partorire anzitempo da qualcuno, spesso esseri non umani.

Sinusiti croniche: il blocco, o la sensazione di occlusione nasale, sono frequenti, talvolta in associazione ad epistassi (perdite di sangue).

Fobie: in particolare nei confronti degli occhi neri o di creature (anche animali) con occhi neri e grandi, come gufi e foche. Si palesano fobie nei confronti degli ambienti ospedalieri e delle procedure mediche. Tipiche quelle verso gli insetti e alcuni rumori meccanici, nonché disagio di fronte a film o altre rappresentazioni di tipo apocalittico.

Emorragie: tipiche quelle nasali e dalle orecchie, e per le donne talvolta in aree genitali.

Mal di testa: è un altro sintomo piuttosto frequente, talvolta accompagnato da perdita dell’equilibrio e malumore.

Corpi estranei: si manifestano sottocute. Di norma sono duri e sferoidali, e non superano il mezzo centimetro. Ad una analisi medica superficiale possono apparire come inusuali depositi calcarei o comunque litici, mentre una volta estratti rivelano una composizione minerale anomala. Forse si tratta di impianti di origine aliena.

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CONSEGUENZE POST-ABDUCTIONS
 

• Potenziamento di facoltà psichiche quali telepatia, preveggenza e l’evidenziarsi della capacità di emettere energia curativa (pranoterapia).
• Improvvisa tendenza alla protezione ambientale, al vegetarianesimo e al rispetto della natura in genere. Spesso ci si associa a cause comunitarie, ispirazioni, credo e tendenze New Age, sviluppando un profondo senso civile.
La sensazione di avere un compito da portare a termine risulta parte integrante del post-incontro.
• Intenso interesse negli UFO e fenomeni associati, nonché il desiderio di apprendere argomenti inerenti la scienza, l’astronomia e la magia.
• Frequentazione di corsi di Yoga, di meditazione o di arti marziali, quasi a cercare una disciplina mediante la quale "allineare" e riequilibrare mente, corpo e spirito.
• Irresistibile necessità di scoprire di più su se stessi e sul cosmo.
• Sensazione dell’imminenza di un disastro di dimensioni bibliche, coincidente con la fine del mondo conosciuto e con l’inizio di un mondo nuovo.
• Problemi nella sfera sessuale, forse derivanti da alcune procedure riproduttive o ispezioni dell’area genitale.
• Interazione con gli apparecchi elettrici ed elettronici (computers): interferire in qualche modo con le trasmissioni televisive, dare o prendere la scossa, apparecchi elettrici che si spengono o si accendono da soli in presenza del soggetto.
• Sensazione di essere in parte alieno, o comunque il sentirsi diversi dalla gente comune, con gusti e abitudini inusuali.
• Forte tendenza antisociale che, unita all’insorgere della passione per la natura, può portare a vivere in campagna o in montagna.

14/03/2010

La Sfinge fu costruita quando l'Egitto era un paradiso tropicale

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Se c'è un monumento che rappresenta il simbolo stesso di tutto ciò che è "mistero", questo è senza dubbio la Sfinge.

Quella di Giza naturalmente, il colossale manufatto che da millenni veglia sulle piramidi più grandi e famose del mondo.

Il volto umano con lo sguardo fisso ed enigmatico, il massiccio corpo di leone, alto come un palazzo di sei piani, da sempre esercitano un fascino magnetico, sui cultori dell'esoterismo in genere e su tutti gli appassionati di egittologia.

Ci si chiede chi fu veramente a costruire quel colosso, e quale fu la vera ragione per cui venne costruito.

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Si indaga sulla sua struttura, sull'esistenza di misteriose camere sotterranee che conterrebbero segreti inimmaginabili. Si vagheggia sul suo potere magico, sulla sua capacità di influenzare le menti di coloro che si soffermano a contemplarlo.

Eppure per gli archeologi il monumento più suggestivo dell'intero Egitto, non ha proprio nulla di misterioso. Ufficialmente infatti, la grande Sfinge fu realizzata intorno al 2520 a.C., sotto il regno del faraone Chefren, lo stesso a cui è dedicata una delle piramidi della piana di Giza (la seconda in ordine di grandezza).

Secondo un'antica tradizione gli architetti di Chefren, che erano intenti a realizzare per il loro sovrano un colossale complesso funerario, si accorsero che verso la fine dei lavori di costruzione della piramide, al centro della cava utilizzata per estrarre i grandi blocchi di calcare, era rimasta una collinetta che rischiava di turbare dal punto di vista estetico l'insieme architettonico appena realizzato.

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Il caso volle che la bassa collinetta avesse la forma di un leone, simbolo della potenza regale del faraone. Così gli architetti modellarono la parte superiore di quello sperone roccioso nelle fattezze di Chefren e completarono il lavoro scolpendo il corpo di leone.

Basta però dare un'occhiata da vicino a questo monumento per capire che questa ipotesi non è del tutto convincente. Riesce difficile infatti pensare che un simile colosso sia stato concepito solo per mascherare un'antiestetica collinetta.

Per molti studiosi il significato religioso della grande Sfinge è ancora in parte oscuro. Così come oscure rimangono le vere ragioni della sua costruzione ossia l'impulso che spinse a questa creazione.

Sappiamo che un migliaio di anni dopo l'epoca di Chefren la statua cominciò ad essere identificata con il dio Harmakhi ("Horo sull'orizzonte") e venerata come simbolo del sole che nasce. Ma oltre a questo non sappiamo altro.

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Il monumento ha subìto diverse traversie nel corso dei secoli. E' stato di volta in volta ricoperto dalla sabbia e successivamente dissotterrato. Come accadde nel XV secolo a.C. quando, secondo quanto narra la leggenda, il futuro faraone Tutmosi IV si addormentò sotto il colosso, all'epoca per metà sepolto dalla sabbia.

La statua gli si rivolse in sogno con queste parole: "liberami dalla sabbia e diventerai re". Tutmosi fece effettivamente dissotterrare la sfinge e in breve tempo divenne faraone.

Da allora le traversie del colosso egiziano sono state molteplici. All'epoca della dominazione araba, dal 400 al 1600 d.C. la sabbia lo ricoprì ancora per metà. Gli arabi temevano il suo enigmatico volto tanto che ribattezzarono il monumento "il padre del terrore".

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Sempre sotto la dominaione araba venne provocato il più vistoso danno alla struttura. Non sono ancora ben chiare le responsabilità ma sta di fatto che intorno all'VIII secolo d.C. il naso viene seriamente danneggiato, forse a opera di un emiro fanatico o forse per colpa dei Mamelucchi.

In realtà, a parte i danni provocati in quel periodo, va detto che la Sfinge ha sofferto fin dall'inizio di un male cronico. Il progressivo sgretolamento della roccia calcarea di cui è fatta ne ha infatti segnato il destino e solo oggi vengono presi provvedimenti per limitare i danni e conservare la struttura per i posteri.

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LA SFINGE SOTTO LA PIOGGIA

Nonostante la sicurezza degli archeologi sull'origine della Sfinge, c'è chi mette in dubbio il fatto che fu Chefren a farla costruire. A sollevare la questione in tempi recenti è stato l'egittologo John Anthony West, autore del libro "Serpent in the sky".

West è convinto che la Sfinge sia stata solo ritoccata all'epoca di Chefren. Questo faraone si sarebbe impadronito della paternità del monumento, il quale sarebbe in realtà molto più antico. A sostegno della sua tesi West ha portato all'attenzione degli studiosi due indizi molto interessanti.

Per prima cosa ha provato che il volto umano scolpito e attualmente visibile è nettamente sproporzionato rispetto al corpo di leone, il che significa che originariamente tale volto doveva raffigurare qualcos'altro, forse proprio una testa leonina.

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Inoltre lo stato di erosione della Sfinge unitamente a quello delle pareti dell'enorme depressione in cui giace da millenni, proverebbe che il monumento e la zona circostante sarebbero stati sottoposti all'azione dell'acqua e non come si era pensato finora, a quella della sabbia.

Ciò significa che la Sfinge fu eretta in un periodo antecedente l'apparizione della civiltà egizia, un periodo in cui la piana di Giza e tutto il delta del Nilo avevano un clima molto diverso da quello attuale. A quell'epoca piogge battenti diluivano la roccia calcarea circostante, creando scanalature che fino a poco tempo fa si ritenevano causate dall'erosione del vento.

Per giungere a questa conclusione West si è servito dell'apporto professionale di un geologo molto esperto: il dottor Robert Schoch. Schoch ha osservato che la Sfinge e il recinto in cui è contenuta presentano una combinazione di profonde fessure verticali e insenature orizzontali ondulate che sono una prova lampante di quello che succede a una costruzione di pietra calcarea quando viene sferzata dalla pioggia per migliaia di anni. Ma se è così, quando sarebbe stata costruita la Sfinge?

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Se ci basiamo sui dati della paleoclimatologia scopriamo che nella regione egiziana vi furono anticamente due periodi piovosi che potrebbero essere stati la causa dell'erosione riscontrata a Giza. Il primo periodo è compreso tra il 5.000 e il 7.000 a.C. all'epoca del Subpluviale Neolitico, il secondo precede il 10.000 a.C. Schoch propende cautamente per la prima ipotesi e già questo sarebbe un motivo sufficiente per gettare lo scompiglio nelle teorie ufficiali degli egittologi.

West, invece è convinto che la data giusta sia la seconda e che quindi ancora una volta ci troviamo di fronte a un indizio che ci fa pensare al mito di un'antica civiltà perduta e che ci riporta alle teorizzazioni degli studiosi Hancock e Bauval (autori del best seller Impronte degli dei), i quali identificano questa civiltà perduta con Atlantide. Se West ha ragione, la Sfinge di Giza potrebbe rappresentare un manufatto costruito proprio dai membri di questa civiltà.

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IL PASSAGGIO SEGRETO

Gli archeologi ufficiali naturalmente hanno subito contestato questa teoria. Ma anche loro si sono dovuti arrendere all'evidenza che dopotutto un mistero la Sfinge lo custodisce davvero. Si tratta di un condotto che dalla parte posteriore della scultura si inoltra per qualche metro nel sottosuolo terminando improvvisamente in un fondo cieco.

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Questo passaggio fu scoperto dall'archeologo Emile Baraize già nel 1926 ma fu poi dimenticato. Nel 1994 uno degli operai che avevano assistito alla scoperta, ne ricordò l'esistenza e in effetti il condotto fu in un certo senso riscoperto. Quale è stata la sua funzione? C'è chi sostiene che si tratti solo di una sorta di condotto di servizio realizzato dagli operai durante i lavori di costruzione del colosso. Ma c'è anche chi è convinto che il passaggio interrotto prosegua sempre più in profondità fino ad arrivare sotto o forse addirittura dentro alla Grande Piramide, in una stanza segreta.

E c'è infine chi sostiene che il passaggio conduca a una gigantesca camera sotterranea dove sarebbero custoditi i segreti di un'antica civiltà scomparsa.
 

 

09/03/2010

Le Dame Bianche

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Sono chiamate così (anche: Dame Velate) le figure femminili che, a partire sembra dal Quattrocento, compaiono talvolta nei castelli delle famiglie gentilizie, ad annunziare in genere eventi luttuosi. Infinite sono le testimonianze.

Il maresciallo Hindenburg ne vide una nel castello di Ostrau, nell' Anhalt, in cui era ospite, così realistica che egli le si inchinò presentandosi, e rimase stupefatto di vederla allontanarsi senza far cenno; seppe poi che caratteristica del fantasma era apparire agli ospiti del castello.

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Fra tutte queste apparizioni, quella storicamente più famosa è forse la Dama Bianca degli Hohenzollern che apparve la prima volta nel 1486 nel castello di Bayreuth, e continuò poi a presentarsi in diversi castelli della famiglia sempre annunciando la morte d'un membro, fino a quella di Federico Guglielmo IV di Prussia nel 1861. Secondo la tradizione si identificherebbe con lo spirito della contessa Agnese di Orlamùnde.

Nella sua biografia di Maria Antonietta di Francia, il conte di Reiset racconta che fu vista una Dama Bianca nel castello di Darmastadt la notte prima della decapitazione della regina da parte dei rivoluzionari francesi, e ne da una descrizione tratta da una nota manoscritta del principe Giorgio di Assia: "il suo volto è livido, senza occhi, né naso, né bocca. Quando la si vede, lascia dietro di se tracce di colore scuro; i piedi e le braccia sono nascosti. Il corpo non è che un chiarore bianco-perla, che si leva in forma di piramide. Il corpo è circondato da una gorgiera di trine, su cui poggia l'ovale del viso".

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Un famoso fisico scozzese, Sir David Brewster, fu testimone di una manifestazione del genere. Era ospite, insieme con la figlia, di un suo amico, il maggiore Stirling, nella sua tenuta a Kippensross.

Ogni notte, entrambi erano disturbati da rumori diversi e inesplicabili. Un mattino, la giovane Brewster scorse ai piedi della scalinata principale della magione una donna che le additava la porta dell'appartamento dei coniugi Stirling. I due, quando lo seppero, ne furono sconvolti perchè, secondo la tradizione di famiglia, ogni volta che quella larva indicava qualcuno, questi moriva entro l'anno.

Il maggiore e la moglie vennero uccisi in India, quello stesso anno, durante la rivolta dei Cipays.

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07/03/2010

I GIGANTI

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Ci sono stati, dice il libro apocrifo di Enoch, degli angeli che si fecero cadere dal cielo per amore delle figlie della terra.

Infatti in quei giorni, quando i figli degli uomini si furono moltiplicati, nacquero delle ragazze molto belle. E quando gli angeli, figli del cielo, le videro se ne innamorarono e dicevano tra loro: "Andiamo a sceglierci spose di razza umana e generiamo bambini."

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Allora il loro capo Samyasa disse loro: "Forse non avrete il coraggio di compiere queste gesta e io sarei l'unico responsabile della vostra caduta."


Ma gli risposero: "Giuriamo di non pentirci e di portare a compimento la nostra decisione."

In duecento scesero dalla montagna di Armon.

Da quel momento la montagna fu chiamata Armon, che significa la montagna del Giuramento.

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Ecco i nomi dei capi degli angeli che scesero: Samyasa era il primo, Urakabarameel, Azibeél, Tamiel, Ramuel, Danel, Azkeel, Sarakuyal, Asael, Armers, Batraal, Anane, Zavebe, Samsaveel, Ertrael, Turel, Jomiael, Arazial.

Presero delle spose con le quali vissero insegnando loro la magia, gli incantesimi e la suddivisione tra radici e alberi.

Amazarac insegnò loro tutti i segreti degli incantatori, Barkaial fu il maestro di coloro che si interessavano agli astri, Akibeel rivelò i segni e Azaradel il moto della luna.

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In Genesi (6,4) troviamo:

"In quei tempi e anche dopo ancora, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, e queste partorirono loro dei figli, i giganti vivevano sulla Terra. Questi sono gli eroi dei primordi, gli altamente famosi nei secoli."

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Tre reperti scientificamente riconosciuti attestano l'esistenza, in passato, dei giganti:

I) Il gigante di Giava;
II) Il gigante della Cina Meridionale;
III) Il gigante del Sudafrica (Transvaal).

- Erano nati secondo il codice genetico, esseri particolarmente intelligenti, con profonde cognizioni tecniche? -

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03/03/2010

E' DAVVERO UN FANTASMA?

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In quali circostanze un'apparizione può essere ragionevolmente considerata qualcosa di diverso da un semplice fenomeno allucinatorio?

 

Hans j. Eysenk, uno dei più grandi psicologi contemporanei, in un suo libro sul paranormale (Explaining the Unexplained, con Carl Sargent, Prion Books, Londra 1993) suggerisce quattro diversi fattori in presenza dei quali risulta difficile negare la realtà dell'infestazione:

APPARIZIONI COLLETTIVE: Molte persone, indipendentemente e contemporaneamente, vedono la stessa apparizione nello stesso luogo, e riportano descrizioni simili.

INFESTAZIONI PROLUNGATE: Osservazioni ripetute di una medesima apparizione da parte di persone diverse, in tempi diversi, nello stesso luogo.

APPARIZIONI IN MOMENTI DI CRISI: La visione di un morente che si manifesta ad un vivo in ora prossima a quella della morte.

APPARIZIONI INFORMATIVE: Visioni che forniscono notizie su circostanze che i testimoni non possono conoscere, note soltanto al presunto fantasma.


Le prime due categorie, non sono le più comuni, anche se i casi noti sono sufficienti per condurre indagini statistiche. Come esempio di fenomeno che le riunisce, cita il caso della cattedrale di Trondheim in Inghilterra, nella quale molti visitatori insieme, e più volte nel corso degli anni, hanno visto distintamente e concordemente la figura di una suora seduta in una nicchia in un muro, che scompare quando qualcuno le si avvicina.

Più diffuse, e forse più interessanti, sono le altre due categorie, per le quali è possibile, spesso, trovare riscontri obiettivi.

Quando un fantasma annuncia la propria morte inattesa ad un conoscente lontano, si tratta di un evento che può essere verificato.

Altrettanto verificabili possono essere le informazioni su fatti ignoti comunicate dai visitatori spettrali. Gli studi al riguardo - sostiene Eysenk - eliminano il fattore "coincidenza" e sembrano indicare l'entrata in gioco di un processo cognitivo di natura ignota.