06/03/2010

L'Iran chiede il rilascio dei trafficanti d'armi

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L'Iran giudica il provvedimento «una manovra politica, un nuovo disegno dai fini ambigui, un'altra sortita propagandistica contro il Paese». E sul sito web in italiano della televisione di Stato iraniana Irib viene rincarata la dose: «Il caso appare come un atto della nuova politica italiana nei confronti dell'Iran, voluta e ordinata da Israele». L'emittente, per cui Masoumi era corrispondente, torna quindi sulla recente visita in Israele del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «È degno di nota che nell'ultima visita in Israele, il premier italiano Berlusconi aveva promesso alle autorità del regime sionista di intraprendere azioni dure contro l'Iran».

I due iraniani, arrestati insieme a cinque italiani nell'ambito dell'inchiesta sul traffico d'armi verso l'Iran, sono Hamid Masoumi-Nejad, 51 anni, giornalista della televisione iraniana accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma, e Ali Damirchilu, 55 anni, catturato a Torino. Inoltre per gli inquirenti altri due iraniani risultano latitanti. L'accusa per loro è di associazione a  delinquere finalizzata all'illecita esportazione di armi e sistemi di armamento verso l'Iran, in violazione del vigente embargo internazionale.

Nessun commento da parte della procura di Milano sulla richiesta avanzata da Teheran. Il procuratore aggiunto Armando Spataro che sta guidando l'indagine ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.

22/02/2010

Israele vara un aereo drone capace di arrivare in Iran

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Sempre più scontro tra Israele e Iran. L'aviazione militare israeliana ha presentato domenica un nuovo modello di aereo drone, Heron TP, 26 metri di apertura alare, capace di raggiungere l'Iran, sospettata dall'Agenzia per l'energia atomica delle nazioni Unite (Aiea) di stare costruendo una bomba atomica. Di fronte a questa escalation le autorità militari israeliane hanno fatto sapere della costruzione del drone. Secondo fonti dell'Air Force israeliana, l'aereo senza pilota ha un'autonomia di volo di 20 ore e può essere utilizzato principalmente per missioni di sorveglianza e per il trasporto di merci. Il velivolo è stato realizzato dalla Industria aerospaziale israeliana. Intanto si apprende che una delegazione israeliana di alto profilo si recherà alla fine del mese in Cina, per spingere Pechino verso l'adozione di nuove sanzioni contro l'Iran. Come riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, la delegazione sarà guidata da ministro per gli Affari Strategici, Moshe Yaalon, e dal governatore della Banca d'Israele, Stanley Fischer.

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I delegati spiegheranno alla controparte cinese che se l'Iran riuscirà a dotarsi dell'arma nucleare ci saranno gravi ripercussioni in Medio Oriente e si scatenerà una corsa al nucleare nella regione. La delegazione discuterà anche dei rapporti bilaterali tra Israele e Cina.
Nelle ultime settimane si sono intensificati i colloqui tra i sei Paesi coinvolti nel negoziato sul dossier nucleare iraniano (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania), e sembra sempre più probabile l'adozione di una nuova serie di sanzioni.
La Cina, affamata di petrolio iraniano, è però riluttante, e chiede che sia dato ancora spazio alla diplomazia.

 

 

19/02/2010

Capo Hamas ucciso: polizia Dubai, Mossad coinvolto a 99%

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DUBAI - Il capo della polizia del Dubai ha affermato che il servizio segreto di Israele è coinvolto "al 99%" nell'omicidio del capo di Hamas ucciso il 19 gennaio scorso a Dubai. "Le nostre indagini - ha detto Dahi Khalfan secondo il giornale degli Emirati The National - rivelano che il Mossad è coinvolto nell'assassinio di Mahmud al-Mabhouh. Ci sono loro dietro al 99 per cento, se non al 100%".

Come annunciato dallo stesso capo della diplomazia irlandese, Micheal Martin, in una intervista alla Rte, il ministero degli Esteri irlandese aveva convocato per oggi l'ambasciatore di Israele a Dublino, per discutere l'utilizzo di falsi passaporti durante l'operazione che ha portato all'uccisione a Dubai di un dirigente di Hamas. Secondo la polizia di Dubai, almeno tre degli undici passaporti falsi utilizzati nell'operazione erano irlandesi. "Consideriamo questo affare con estrema serietà", ha sottolineato il ministro Martin.

MILIBAND, MI ASPETTO ISRAELE COOPERI - Il ministro degli Esteri britannico David Miliband "spera e si attende" che "Israeli cooperi con l'inchiesta" sulla vicenda dei falsi passaporti britannici usati dal commando che ha ucciso un capo di Hamas a Dubai. Il ministro si è detto determinato ad "arrivare fino in fondo" alla vicenda.

PARIGI CHIEDE SPIEGAZIONI A ISRAELE - La Francia "chiede dei chiarimenti all'ambasciata di Israele" a Parigi in merito all'utilizzo di un falso passaporto francese nell'assassinio di un capo militare di Hamas, Mahmud al-Mabhouh, a Dubai. Lo ha annunciato il ministero degli esteri francese.