20/11/2011

L'Inter vince sul Cagliari

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Ieri sera allo stadio di San Siro, nell'anticipo pomeridiano della 12° giornata di Serie A, l'Inter è riuscita a superare il Cagliari, per 2-1 , in una gara che "conta" sia per la classifica che per il morale dei meneghini, così "indietro" per una "grande" del calcio italiano...

Ranieri ha "scoperto" Coutinho ma ha perso Sneijder , che finisce in infermieria a fare compagnia a 2 altri "titolari" come Maicon e Lucio, entrambi infortunati.

Ora c'è da mettere subito la testa al prossimo impegno di Champions, Martedì prossimo, con il Trabzonspor, dove l'unico risultato possibile è la vittoria.

Farà sicuramente discutere l'errore dell'arbitro Damato, favorito dalla mancata segnalazione del suo guardialinee, che ha convalidato il 1° gol della "beneamata", segnato da Thiago Motta.

Claudio Ranieri ha commentato così: "Dobbiamo salire ancora di tono, quando ci siamo sbloccati siamo stati più frizzanti. C'è da registrare ancora qualcosa ma per adesso va anche bene così".

Ecco le sue convocazioni in vista della trasferta in Turchia:
- portieri: Julio Cesar, Castellazzi e Orlandoni;
- difensori: Lucio, Caldirola, Ranocchia, Samuel, Chivu, Faraoni, Jonathan e Nagatomo;
- centrocampisti: Zanetti, Stankovic, Thiago Motta, Alvarez, Cambiasso, Obi, Coutinho e Crisetig;
- attaccanti: Pazzini, Milito e Zarate.

31/03/2010

Mourinho e i sospetti di doping:"Il Cska ha una zona grigia"

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I fuochi d’artificio con la Cska si sono accesi nel finale della conferenza stampa di José Mourinho. Una questione di doping: quella che il portoghese, tornato a parlare dopo il lungo e forzato silenzio, ha furbescamente messo sul tavolo accennando a una «zona grigia» nel cammino dei moscoviti in Champions League. A cosa allude? «Due giocatori della Cska sono stati pescati all’antidoping con sostanze che non sono permesse: questa per me è una zona grigia», ha spiegato Mourinho che aveva appena ricevuto in dono un cappello in panno dell’Armata Rossa, di cui il club era un’emanazione.

Il riferimento è alla partita di Manchester, nel girone di qualificazione, quando Aleksei Berezutski e Sergei Ignashevich furono trovati positivi a una sostanza stimolante. Se la cavarono con una giornata di squalifica e la società non venne punita perché, come ha replicato il tecnico dei russi, Slutski, «quella sostanza non è doping dal momento che non è nell’elenco di quelle proibite dalla Wada». All’Inter tuttavia pensano che non si sia trattato di un errore nè di un caso: se entrambi i giocatori sorteggiati per l’antidoping erano positivi è probabile che lo fossero anche gli altri, a meno di non credere a una coincidenza fortuita. Il sospetto c’è e alla Cska non l’hanno gradito: lo giudicano un colpo basso anche se potevano attenderselo.

Mourinho teme la potenza fisica e la grande corsa degli avversari. «A Manchester, quando pareggiarono 3-3, erano alla fine della stagione - ha detto con un sorriso ironico - e correvano come matti. Adesso il loro campionato è agli inizi e saranno più freschi». La sua idea è che non sarà un confronto più semplice di quello con il Chelsea. «Non hanno il nome nè l’immagine dei grandi club europei però sono una squadra rognosa da affrontare. Il Chelsea, come noi, voleva vincere giocando al calcio e ne è uscito uno spettacolo. Questa volta mi aspetto una partita bruttina: loro hanno difensori giganteschi, sono una squadra che copre molto il campo, attacca in contropiede e ripiega subito per riprendere la posizione più coperta. Non è un bel calcio da vedere ma è difficile da contrastare e avrei preferito giocare la prima a Mosca proprio perché avrebbero dovuto tentare qualcosa di più». Per Mourinho non esiste il risultato che metta al sicuro l’Inter nel ritorno. «Vorrei andare a Mosca come sono andato a Londra, con un leggero vantaggio, ma le partite degli ottavi hanno dimostrato che non si può mai stare sicuri: se il Chelsea avesse fatto due gol negli ultimi 10 minuti tutto il nostro vantaggio sarebbe andato in fumo e c’è stata una sola partita in cui dopo pochi minuti si era già deciso la qualificazione, quella del Milan con il Manchester». Tanto per farsi degli amici.

16/03/2010

Specialone, un fuoriclasse che mette fuorigioco l'Inter

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Hanno perso tutti. Questa storia, comunque vada, non sarà un successo. Neppure se l’Inter porterà a casa la qualificazione. Qui si parla dell’Inter del futuro. E forse di quella del passato. Il tempo sembra trascorso invano. L’Inter era, e resta, la madre di tutti i caos. Preferibilmente nei momenti che contano, come questo. I suoi tifosi dovrebbero farsi indennizzare con una polizza: non c’è caso in cui la società non rischi di andare sotto la linea di galleggiamento, non c’è situazione che non si amplifichi, c’è sempre un presidente e non c’è mai una gestione che si assoggetti a gerarchie consolidate. Mou ordina e se gli altri non obbediscono passa sopra e fa da solo.
Sono segnali: gli stessi che hanno portato allo strappo con il Chelsea. Stessa strategia, non meravigliatevi se la storia si concluderà in ugual modo. Mourinho ha trovato «la spalla» per riuscirci: il caso Balotelli ormai è diventato un fatto personale. Nascondersi dietro alla «scelta tecnica» è uno dei pochi errori commessi dallo Specialone. Raccontare la realtà sarebbe meglio. Mou probabilmente non vuol porre l’alternativa: o io o lui. Non gli interessa, non gli serve. Moratti nel caso Ronaldo («o io o Cuper») diede al giocatore una risposta che poi disattese. E scelse il tecnico. Durante la gestione Mancini, venne ingaggiato il portoghese. Eppoi trovato il sistema per far fuori l’italiano contro il quale mugugnava pure Ibrahimovic. Salvo disfarsi del giocatore l’anno successivo. Fra l’altro con ottimo affare.
Dietro Ibra c’era lo stesso procuratore di Balotelli. Forse non è un caso. Anche le parole di Mino Raiola, fanno intendere la musica: «Il tecnico è pagato per gestire certe situazioni... Ma noi faremo di tutto per ricucire». In sintesi: la colpa è sua, noi cercheremo di passare dalla parte della ragione. Furbo! Talvolta può bastare un ex pizzaiolo per dare scacco matto a uno stratega.
Mou ha capito tutto ed ha piazzato le sue mosse. Nonostante la pazzia, se l’è giocata da fuoriclasse. Il discorso fila: se passo senza Balotelli, poi non mi rompete più le scatole. Se non passo, la storia è segnata da tempo: lasciamoci senza rancore. In realtà Mourinho punta più in alto. Il Real conta più dell’Inter, il Manchester City ha più danari. Gli piace l’Inghilterra e non il calcio italiano. Deve farsi mandare via per incassare la penale. Non sa staccarsi dal suo protagonismo neppure nel momento in cui rischia di far del male all’Inter e il bene dei bookmakers che puntano sul Chelsea. Balotelli è qualità calcistica. Impensabile che il tecnico abbia dato ascolto a un pollice verso dei compagni.
Mourinho vuol far spettacolo, gli riesce sempre fuori del campo, molto meno quando deve occuparsi della partita. Comunque vada, ha fatto un danno. Era così difficile portare Balotelli e tenerlo in panchina, magari per tutti i 90’? Per essere un vero, grande, allenatore gli manca il buon senso. Impari da Ancelotti che stasera sarà pronto a brindare con lui. Anche se ha detto di avere un dubbio sul vino da offrirgli. Provi con l’Amarone: ideale per la meditazione e per il carattere di Mou.

13/03/2010

L'Inter crolla 3-1 a Catania

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CATANIA -L'Inter crolla nel finale a Catania dove perde 3-1 nell'anticipo del 28/o turno di Serie A. Nerazzurri restano a +4 dal Milan. Al Massimino Catania subito in pressing. Nella ripresa esce l'Inter in vantaggio con Milito al 54'. Bene l'Inter fino alla mezzora quando il Catania pareggia con Maxi Lopez. Premono gli etnei che vanno in vantaggio all'82' con un rigore a palombella di Mascara per fallo di Muntari (espulso). In 10 l'Inter subisce il gol di Martinez al 90/o.

MIHAJLOVIC, HA VINTO SQUADRA CON PIU' CARATTERE - Vince e non sorride. Non basta a Sinisa Mihajlovic passare alla storia del Catania che non vinceva con l'Inter da 44 anni: il suo cuore neroazzurro batte ancora forte e non nasconde il suo dispiacere nel dopo gara al Massimino. "Sono felicissimo per il Catania e Catania - dice il tecnico serbo - ma un po' mi dispiace per la sconfitta dell'Inter. Martedì sono sicuro che vincerà a Londra con il Chelsea per la Champions League. Gli auguro buona fortuna". Sulla partita l'allenatore dei siciliani non ha dubbi: "l'ha vinta la squadra meno forte ma che ha dimostrato oggi di avere maggiore carattere".

"La nostra voglia di successo - sottolinea - è stata superiore alla tecnica della squadra più forte d'Italia che è anche una delle più grandi d'Europa". "Il Catania - ribadisce Mihajlovic - è una squadra che non si arrende. Dopo il gol dell'Inter magari qualcuno pensava che tutto era finito, ma i miei ragazzi non hanno mollato e hanno vinto. Abbiamo preso tre punti ma non abbiamo ancora finito: dobbiamo salvarci e ci mancano 8-9 punti".

La svolta nel secondo tempo, secondo Mihajlovic, è arrivata anche con i cambi dell'Inter, con Mountari che entra sostituendo Cambiasso e si fa espellere, per doppia ammonizione, dopo pochi minuti. "Nel secondo tempo - sostiene il tecnico serbo - con i cambi abbiamo sofferto di meno, anche prendendo gol. Il dato importante è il carattere della mia squadra. Sapevo che nella seconda frazione sarebbero poi calati. Poi ci sono stati episodi che ci hanno fatto vincere". Per l'Inter parla solo Marco Branca, gli altri sono in silenzio stampa, sia Baresi sia i calciatori. Per il direttore tecnico neroazzurro "é mancato soprattutto il risultato".

"Fino al nostro vantaggio - spiega - controllavamo bene la partita anche se non giocavamo benissimo. Dopo abbiamo peccato di scarsa attenzione, Facciamo fatica a tenere la concentrazione e il pareggio ne è la dimostrazione - aggiunge Branca - pensavamo di avere già vinto e invece abbiamo sbagliato. Sapevamo che il Catania sta attraversando un buon momento e che dovevamo essere concentrati: evidentemente non l'abbiamo dimostrato. Facciamo fatica a trovare la concentrazione". Branca conferma che "la sostituzione di Cambiasso con Muntari é stata una scelta tecnica" e "la sconfitta non avrà ripercussioni sulla gara di martedì prossimo a Londra con il Chelsea per la Champions League". "Sarà una partita totalmente diversa - sostiene - con una pressione e un'intensità diversa, per cui sarà una gara completamente a se stante". Il direttore tecnico neroazzurro dice di "non sapere se Balotelli sarà della partita martedi, vedremo con il medico e con il tecnico a partire da domani...".

'CLAMOROSO AL CIBALI, 49 ANNI DOPO
Da 'Clamoroso al Cibali' a 'Clamoroso al Massimino': al Catania riesce l'impresa di vincere con l'Inter. Un successo che ricorda il 'Clamoroso al Cibali' reso famoso via radio da Sandro Ciotti il 4 giugno 1961 quando gli etnei sconfissero la squadra guidata da Helenio Herrera. I nerazzurri arrivarono a Catania forti del 5-0 conquistato all'andata, frutto di quattro autoreti degli etnei e di un gol di Firmani. Herrerà definì quella siciliana "una squadra di dilettanti postelegrafonici baciata dalla fortuna".

Un'affermazione che fu considerata uno 'sgarro' da vendicare. E vendetta fu nella gara di ritorno: 2-0 per il Catania con una rete per tempo, di Castellazzi e Calvanese, che bloccò le ambizioni alla corsa scudetto dell'Inter. E mentre Sandro Ciotti, dai microfoni di 'Tutto il calcio minuto per minuto', gridava 'Clamoroso al Cibali', sugli spalti i tifosi irridevano il tecnico dell'Inter cantando "Herrera cha-cha-cha" e facendo sfilare, a fine gara, una bara con le insegne della squadra lombarda.

La sconfitta dell'Inter a Catania e il contemporaneo pareggio in casa della Juventus con il Bari rese ininfluente il recupero previsto per il 'derby d'Italià che era diventato inutile alla fine dell'assegnazione dello scudetto matematicamente vinto dai bianconeri. Il 9 giugno l'Inter mandò in campo per protesta una squadra di ragazzini. Finì 9-1 per la Juventus, con sei gol di Sivori, che però non riuscì a vincere la classifica dei marcatori. Il gol dell'Inter fu segnato dal debuttante Sandro Mazzola in quella che fu anche l'ultima partita di Giampiero Boniperti. L'ultima vittoria del Catania sull'Inter risaliva al 20 febbraio del 1996 grazie a une rete di Carlo Facchin che segnò direttamente dal calcio d'angolo, battendo il portiere Sarti. A fine del torneo i nerazzurri vinsero il campionato e gli etnei retrocessero in Serie B.

06/03/2010

Ranieri ritrova Toni titolare "Rende di più dall'inizio"

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Roma-Milan, sfida tra due squadre divise da tre punti che si giocano il secondo posto. Niente di più. Sostiene Ranieri. "Non parlatemi di gara che decide chi sarà l'anti-Inter. Per me i giochi sono già fatti. Solo l'Inter può perdere questo scudetto. Noi dobbiamo solamente fare la corsa su noi stessi. In questo senso rispetto al Milan, considerata la candidata numero uno per togliere il titolo ai cugini nerazzurri, abbiamo il vantaggio di essere più sereni".

La Roma avrà anche il vantaggio di ritrovare alcuni uomini chiave come Julio Sergio e Pizarro. Ma non solo. Luca Toni sarà in campo dal primo minuto. "Con il suo fisico fatica ad entrare a partita in corsa - spiega Ranieri - può rendere di più giocando dall'inizio. Un rischio visto che viene da un infortunio? Ho parlato con i dottori e con lui, mi hanno dato l'ok, quindi per me non ci sono rischi". Nel Milan invece mancheranno Pato e Gattuso: "Parliamo di una squadra attrezzata per poter fare a meno anche di giocatori così. Mi auguro che risenta delle assenze, ma non credo. È uno dei più grandi club del mondo, noi cercheremo di non farli giocare e di fare noi la nostra partita". All'andata la sconfitta di San Siro fu l'inizio di un momento no per i giallorossi: "Speriamo di riprenderci quanto ci è stato tolto là. Da quella gara cominciò la nostra macchia nera, con tre sconfitte consecutive. Faremo di tutto per cancellarla".

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Il tecnico della Roma poi si lascia andare a un lungo elogio del collega rossonero: "Leonardo mi piace, è intelligente, è un piacere ascoltarlo. Le sue analisi sono sempre centrate, lucide e pacate. Gli auguro tanta fortuna, tranne domani...". E i complimenti arrivano anche agli arbitri: "Che penso della designazione di Tagliavento? Va benissimo ma io sono sempre sereno al momento delle designazioni perché penso che Collina stia facendo un ottimo lavoro".