18/11/2011

La sfida dei book bloc: «Basta con i divieti»

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L' obiettivo finale sarà quello di assediare il Senato e anche il neo premier Mario Monti che a Palazzo Madama presenterà oggi, dalle 13, il programma del nuovo governo. Ma gli universitari e gli studenti medi - che alle 9.30 partiranno in corteo dalla «Sapienza» per unirsi mezz' ora più tardi a quello dei Cobas, da piazza della Repubblica a piazza Sant' Andrea della Valle - vogliono anche sfidare, come annunciato nei giorni scorsi, la seconda ordinanza anti-cortei del sindaco Gianni Alemanno che, da domani - dopo la scadenza di quella precedente solo martedì scorso - permetterà le manifestazioni itineranti in centro soltanto di sabato e su percorsi prestabiliti. «Opporremo i "book-bloc" (gli scudi di cartone a forma di libri, ndr) a ogni forma di divieto, rifiutando qualunque clima di intimidazione.

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Crediamo che nessuna restrizione degli spazi di manifestazione sia legittima, per questo vogliamo che il sindaco Alemanno e il prefetto Pecoraro cancellino qualsiasi ordinanza che regolamenti i cortei e che sia garantita di nuovo la libertà di esprimere dissenso in questa città», hanno chiesto ieri gli studenti in una lettera aperta ai romani, ai vertici delle istituzioni cittadine. «Abbiamo sempre dimostrato - hanno concluso - che l' occupazione di strade e piazze è un atto di riappropriazione di luoghi collettivi». Il corteo di oggi, per i ragazzi, «non è stato autorizzato, anche perché non abbiamo chiesto alcuna autorizzazione». L' unico autorizzato è quello dei Cobas, con la partecipazione di alcune migliaia di manifestanti, in contemporanea con le iniziative in altre 24 città. Il sindacato, insieme con la Cub, ha indetto una giornata di sciopero generale del trasporto pubblico.

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Saranno deviate 52 linee Atac, aperte le ztl in centro e a Trastevere e allestiti blocchi stradali da piazza dei Cinquecento a via Cavour, da largo Corrado Ricci ai Fori Imperiali, fino a via delle Botteghe Oscure e Sant' Andrea della Valle. In programma c' è poi anche lo sciopero dei lavoratori della Tpl-trasporto pubblico dalle 8.30 alle 12. «Ben vengano se vorranno unirsi a noi fino al Senato», hanno aggiunto gli studenti rivolgendosi ai Cobas, con i quali hanno avuto riunioni operative fino a ieri sera. «A piazza della Repubblica proseguiremo insieme, ponendo fine agli intollerabili divieti di Alemanno e recuperando la libertà di manifestare pacificamente nelle vie della città», ha sottolineato il leader Cobas Piero Bernocchi. I Comitati di Base scendono in piazza «contro l' ultraliberismo del nuovo governo. Ora che abbiamo la lista dei ministri non ci sono più dubbi». Per i Collettivi studenteschi, invece, «con Monti l' unico scenario è quello di una vera e propria macelleria sociale. No alla politica Bce». In Questura si è riunito il tavolo tecnico sulla sicurezza: dall' alba di oggi è attivo il Centro per la gestione dell' evento.

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Il corteo sarà seguito da alcune centinaia di uomini delle forze dell' ordine, con un elicottero a vigilare dall' alto e a riprendere tutto con le telecamere. Blindate le zone di piazza Venezia, via del Plebiscito fino a corso Vittorio Emanuele II e corso Rinascimento. Presidiata anche l' area di Sant' Andrea della Valle dove i Cobas hanno ottenuto di «allungare» il corteo da Santi Apostoli e dove si svolgerà il sit-in conclusivo a poche centinaia di metri dal Senato. Lì arriveranno dunque anche gli studenti, con una rappresentanza di circa 300 persone. La vigilanza sulla manifestazione studentesca da piazzale Aldo Moro, alla quale parteciperanno Ateneinrivolta e la Rete della conoscenza, comprenderà anche altre strade nel caso che alcuni gruppi - come accaduto in passato - si spostino alla spicciolata senza rispettare il percorso, non autorizzato, fino a piazza della Repubblica o per raggiungere il Senato. «Mi auguro non si abusi dell' atto di fiducia che ho fatto, su richiesta della Questura, e che ci sia un ordinato e regolare svolgimento dei cortei», ha spiegato in serata il sindaco Gianni Alemanno, che ha aggiunto: «Solo i Cobas hanno chiesto l' autorizzazione mentre dagli studenti non è arrivata alcuna richiesta o preavviso alla Questura. Non è un fatto positivo. Vedremo quel che accadrà e in ogni caso abbiamo già predisposto da domani la nuova ordinanza che dà un segnale preciso». Critico il presidente di Confcommercio Roma. «C' è di nuovo il rischio caos - ha denunciato Giuseppe Roscioli -. Valuteremo se sia il caso di chiedere i danni a chi lo sta provocando. Tre eventi del genere sono fuori luogo». E la Confesercenti, con il presidente romano Valter Giammaria, è contraria «al sabato come giornata in cui far svolgere cortei. Non siamo stati consultati e ci sembra una decisione illogica: è un giorno importante per le attività economiche nel quale si realizza il 30% dell' incasso settimanale».

17/11/2011

Passera super-ministro per la crescita

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L'Italia ce la farà? «Assolutamente sì», spiega. Le priorità sono «sviluppo sostenibile e posti di lavoro». Ma «non sono un super-ministro, lavoreremo tutti insieme». Corrado Passera si schermisce e alla cerimonia al Quirinale evita il protagonismo. Ma l'incarico affidagli da Mario Monti è di quelli da far tremare i polsi: far ripartire l'Italia.

La squadra anti-crisi è fatta: lo stesso premier, Mario Monti, che tiene anche l’interim dell’Economia (i conti da risanare) assieme al consigliere delegato di Intesa SanPaolo allo Sviluppo (ma anche alle Infrastrutture) per spingere sull’economia reale e quindi sulla crescita grazie alle sue diverse esperienze su campo. E senza «intralci», spiega Monti, per la sua precedente attività. Contro la crisi ci sarà anche un forte appoggio da Palazzo Chigi: l’attuale presidente del’Antitrust, Antonio Catricalà, che sarà sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e che da anni chiede l’attuazione della famosa Legge sulla Concorrenza, mai veramente presa in considerazione.

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Ad affrontare le ricette anti-crisi si delinea quindi un super-gruppo (ancora da completare) che potrebbe anche contare - dice il Pd - su un possibile asse ambiente-sviluppo. C’è ancora da attendere la nomina dei vice: si parla di Vittorio Grilli, attuale direttore generale di via XX Settembre, e del rettore della Bocconi Guido Tabellini come vice al Tesoro. Spunta anche il nome di Annamaria Tarantola di Bankitalia. Si supererebbero così le diverse frizioni e i rapporti spesso tesi che hanno fortemente condizionato la politica economica nel passato: quelli fra via XX Settembre e le varie cabine di regia a Palazzo Chigi che nascevano a fasi alterne per commissariare, di fatto, l’ex ministro Giulio Tremonti, considerato troppo autonomo e poco allineato alle esigenze di tenuta della maggioranza, e la costante polemica tra il ministero dello Sviluppo e dei Trasporti e quello, spesso in disaccordo, dell’Ambiente. Note le "discussioni" che a più riprese hanno coinvolto Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo.

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Le prime indicazioni sul programma Monti le fornirà domani in Senato, nel suo intervento prima della fiducia, che sarà chiesta dal neo-ministro ai Rapporti con il Parlamento e super esperto di spesa pubblica, Piero Giarda. Ma intanto Passera fornisce le prime linee guida dopo il giuramento al Quirinale: le parole d’ordine del neo-ministro sono: «sviluppo sostenibile e posti di lavoro». Anche perché lo stesso Passera è convinto che «si possano convincere i mercati con azioni chiare», e che l’Italia «vale più di quanto pensano i mercati». Quindi ci salveremo dalla crisi? «Assolutamente sì», replica il neo ministro. Ma dettagli ancora non ne fornisce: E il Ponte sullo Stretto? «Ancora troppo presto per parlarne».

Gli argomenti sul piatto del governo sono svariati e noti. A partire dalla necessità di una manovra correttiva da circa 25 miliardi per recuperare il differenziale tra le previsioni di crescita del precedente esecutivo e le nuove della Ue e attutire la spesa aggiuntiva per interessi che il Paese ha dovuto sopportare per l’impennata dello spread e dei rendimenti dei titoli di Stato. Poi privatizzazioni, cessioni e liberalizzazioni; stretta sulle pensioni e misure per fare cassa a breve (patrimoniale light, Ici prima casa, riforma fiscale). Il tutto in attesa di un, a questo punto assai probabile, decreto di fine anno. Nota la traccia del professor Monti: rigore, sviluppo ed equità sociale in stretto contatto con le parti sociali. Con un obiettivo preciso: «rasserenare i mercati».

16/11/2011

Ammiraglio Giampaolo di Paola: Ministro della difesa

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Un ammiraglio alla guida della Difesa. Giampaolo Di Paola, 67 anni, campano di Torre annunziata ed attuale presidente del Comitato militare della Nato, è il nuovo ministro della Difesa: l'ultima volta che un militare ha ricoperto questo incarico è stato 16 anni fa, quando il generale Domenico Corcione entrò a far parte del governo Dini, dal gennaio '95 al maggio 1996. Di Paola indossa l'uniforme da circa 48 anni. Entrato all'Accademia navale nel 1963, è stato nominato guardiamarina nel 1966. Quindi una serie di promozioni, fino a quella di ammiraglio di Squadra, il primo gennaio 1999. E' un sommergibilista. Dopo la specializzazione presso la Scuola sommergibili, infatti, dal 1968 al 1974 ha prestato servizio con vari incarichi a bordo dei sommergibili convenzionali 'Gazzana' e 'Piomata'. Ha poi comandato il 'Cappellini' e il 'Sauro' e, nel 1984-'85, anche la fregata 'Grecale'.

Dopo la promozione a capitano di vascello ha comandato la portaerei Garibaldi, negli anni 1989-'90. Si tratta di un ufficiale dalla vasta esperienza internazionale. Nel 1981 Di Paola ha frequentato il Nato Defence College a Roma; dall' '81 all' '84 ha prestato servizio a 'Saclant' (a Norfolk, in Virginia), nel settore della pianificazione di lungo termine, come ufficiale 'Asw' (guerra antisommergibile) e addetto al programma di guerra subacquea. Nell'ambito dello Stato maggiore della Marina ha assunto diversi incarichi di rilievo, tra cui quello di capo del 3/o Reparto piani e operazioni (1992/94). Dal '94 al 1998 e' passato allo Stato maggiore della Difesa, come 'capo del Reparto politica militare. Il 30 novembre 1998 e' stato nominato capo di gabinetto del ministro della Difesa, all'epoca Carlo Scognamiglio. Un incarico che ha mantenuto anche con il ministro Sergio Mattarella.

Dal 26 marzo 2001 al 9 marzo 2004 Di Paola è stato Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, e su quella poltrona è rimasto fino al 10 marzo 2004, quando è stato nominato capo di Stato Maggiore della Difesa. In questa veste ha coordinato la pianificazione di tutte le più recenti missioni internazionali dell'Italia, dall'Iraq all'Afghanistan. Ed è proprio la capacità dimostrata nel gestire queste delicate operazioni 'fuori area' - con senso pratico, ma anche la necessaria diplomazia - che gli è valsa quel consenso senza cui il 26 giugno 2008 non sarebbe stato nominato presidente del Comitato militare dell'Alleanza atlantica, posto ambito da diversi altri Paesi. L'incarico dell'ammiraglio sarebbe scaduto a fine giugno 2012, ma dovrà anticipare il rientro.

GOVERNO: SEVERINO, LA PRIMA VOLTA DI UNA DONNA ALLA GIUSTIZIA

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La prima donna ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana e' uno dei piu' noti avvocati penalisti. Sessantatre' anni, napoletana, Paola Severino arriva al dicastero di Via Arenula con un curriculum di peso: prorettore vicario dell'Universita' Luiss Guido Carli, professore ordinario di diritto penale presso la stessa Universita' della Confindustria e, soprattutto, avvocato di clienti 'illustri'.

Ha difeso, tra gli altri, Romando Prodi nel processo sulla vendita della Cirio, il legale della Fininvest iovanni Acampora nel processo Imi-Sir, Francesco Gaetano
Caltagirone nell'inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi pr il crac della Cirio, l'ex segretario generale del Quirinale aetano Gifuni nell'indagine sui fondi per la gestione della tenuta di Castelporziano. Ha lavorato nello studio di Giovanni
Maria Flick prima che il professore fosse nominato Guardasigilli del governo Prodi, ha rappresentato l'Unione delle comunita' ebraiche nel processo al nazista Erich Priebke, e tra le societa'-colosso alle quali ha dato assistenza legale ci sono Eni e Telecom.

Paola Severino si e' laureata in Giurisprudenza all'Universita' di Roma La Sapienza nel 1971. Gli inizi della sua carriera universitaria sono al Cnr, vincitrice di una borsa
di studio dal '72 al '75. Dal '75 all'87 ricopre l'incarico di assistente ordinario presso la seconda cattedra di diritto penale dell'Universita' La Sapienza. Poi il trasferimento
all'ateneo di Perugia come professore ordinario di diritto penale commerciale alla facolta' di Economia. E' titolare dell'insegnamento di diritto penale alla Scuola ufficiali
carabinieri di Roma. Dal 30 luglio 1997 al 30 luglio del 2001 e' stata - prima donna in assoluto anche in questo caso - vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura militare. Proprio mentre rivestiva quell'incarico ha vinto la classifica dei manager pubblici più ricchi: nel 1998 dichiaro' infatti un reddito da 3,3 miliardi di vecchie lire.