07/03/2010
Web: su Youtube arrivano sottotitoli

YouTube, il servizio di condivisione video di Google, ha iniziato a offrire la sottotitolazione automatica dei filmati pubblicati. La traduzione dei sottotitoli sara' in 50 lingue, anche se per il momento la generazione automatica avviene solamente in inglese. I primi esperimenti - fanno notare i siti informatici - mostrano che la precisione non e' totale, con errori o imperfezioni. Cionostante, la funzione e' ottima per avere almeno l'idea di quello che viene detto nel filmato.
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25/02/2010
Google: a Milano sentenza contro la libertà online

Condannata Google. Era una sentenza attesa con grande interesse nel mondo di Internet: perché il processo ai dirigenti di Google davanti al tribunale di Milano, per il video di un ragazzo autistico messo in rete dai suoi compagni di scuola, investiva in pieno il tema complesso e delicato della responsabilità dei grandi motori di ricerca e i provider, per ciò che miliardi di utenti scaricano nel web. E la sentenza dice che i non possono chiamarsi fuori da questa responsabilità: i manager di Google vengono condannati a sei mesi di carcere per concorso nella violazione della privacy del ragazzo.
Niente diffamazione E' solo una condanna a metà, perché gli imputati vengono assolti dall'accusa più grave, quella di diffamazione. Ma il principio della responsabilità, cioè del dovere di controllare in qualche modo ciò che viene messo in rete, è sancito. Bisognerà attendere tre mesi, quado il giudice Magi depositerà le motivazioni, per capire come si sia arrivati ad affermare la responsabilità di Google per la violazione della privacy, ma non per la diffamazione. Su questa seconda accusa, la formula di assoluzione è inconsueta. Vuol dire, probabilmente, che se la Procura avesse inquadrato diversamente i fatti sarebbe arrivata una condanna anche per l'accusa più grave.

La difesa Nel corso del processo le difese di Google avevano sostenuto che non esiste una possibilità concreta del motore di ricerca per vigilare su tutto quel che accade in rete, e che l'uico controllo possibile sta nel formulario elettronico che chi scarica i video deve riempire per effettuare l'upload: la formuletta per cui si garantisce che il video viene caricato con il consenso degli interessati. Ma la sentenza di oggi stabilisce che non basta quel per sollevare i Signori della rete dalle loro responsabilità.
Google attacca "Un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet". Così il portavoce di Google, Marco Pancini, commenta la sentenza di condanna di 3 tra dirigenti ed ex dirigenti del portale per violazione della privacy. Google ha preannunciato l’impugnazione della sentenza, definita "dir poco sorprendente, dal momento che i nostri colleghi non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poiché non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato". Secondo il portavoce i tre dirigenti sono stati dichiarati "penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi", pur avendo "dato prova di coraggio e dignità, poiché il fatto stesso di essere stati sottoposti a giudizio è eccessivo". Secondo i responsabili del motore di ricerca, la responsabilità è di chi carica il video in rete. "Se questo principio viene meno, cade la possibilità di offrire servizi su internet" conclude Pancini.

L'ambasciata Usa "Siamo negativamente colpiti dalla odierna decisione di condanna di alcuni dirigenti della Google per la pubblicazione di un video dai contenuti offensivi". Lo sottolinea l’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, in riferimento alla sentenza del tribunale di Milano. "Pur riconoscendo - spiega nella nota - la natura biasimevole del materiale, non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider". Poi l'accusa: "Il principio fondamentale della libertà di Internet è vitale per le democrazie che riconoscono il valore della libertà di espressione e viene tutelato da quanti hanno a cuore tale valore". Thorne ricorda che "il segretario di Stato Hillary Clinton lo scorso 21 gennaio ha affermato con chiarezza che internet libero è un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle società libere. In tutte le nazioni è necessario prestare grande attenzione agli abusi; tuttavia, eventuale materiale offensivo non deve diventare una scusa per violare questo diritto fondamentale".
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12/02/2010
Buzz divide gli analisti per l'impatto su Facebook

Ha fatto il suo esordio soltanto ieri sera e non è ancora accessibile a tutti gli utenti, eppure Buzz, il nuovo servizio di Gmail che porta la posta elettronica di Google nel mondo dei social network, fa già discutere. Gli analisti, infatti, si interrogano sull'impatto che Buzz potrà avere sul leader delle reti sociali Facebook.
Stando ai numeri la sfida per Google potrebbe essere ardua: Facebook conta 400 milioni di membri nel mondo; Gmail, secondo gli ultimi dati di comScore, ha raggiunto i 176,5 milioni di visitatori unici a dicembre ed è è il terzo gestore di web-mail dopo Windows Live Hotmail e Yahoo! Mail. Inoltre, come spiega l'analista Augie Ray della Forrester Research, bisogna fare i conti con le abitudini degli utenti.
"Non credo che Buzz porterà le persone a cambiare social network - sostiene Ray - perché la gente è ormai troppo coinvolta nelle reti che già usa". Dello stesso avviso Ben Schachter della Broadpoint Amtech: "Forse Google potrà diventare un aggregatore di social media, ma è ancora presto e Facebook resta il leader". Anche Karsten Weide della Idc si dice "non molto ottimista" sulle chance di Buzz: "E' simile a quanto Yahoo! già fa con Mail, ma è un flop".
Tra gli esperti, tuttavia, non manca chi vede nella novità di Google un affondo diretto a al social netwok di Mark Zuckerberg. "E' un colpo contro Facebook. Emula molte funzionalità che Facebook ha", dice Jeremiah Owyang, ricercatore della Altimeter Group. E Ray Valdes di Gartner avverte: "Niente di quello che Google fa con Gmail dovrebbe essere visto come una manovra difensiva".
Di motivi per sfidare Facebook, Google potrebbe averne. In ballo c'é un settore, quello dei social network, che continua ad attrarre utenti e che Mountain View, con la sua esperienza, potrebbe riuscire a monetizzare. In più, stando alle ultime indiscrezioni che circolano in rete, Facebook starebbe lavorando a un proprio servizio di web-mail, per cui si prefigurerebbe un'invasione di campo reciproca.
08:00 Scritto da: furor-draconis in ECONOMIA E BORSA, PRIMA PAGINA, TUTTO IL WEB | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: economia, prima pagina, web, google, buzz, facebook, gmail, hotmail, yahoo | OKNOtizie |
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10/02/2010
Salva vita alla figlia con Google
Bella Flint, una bimba di 4 anni di Markfield, città nel centro del Regno Unito a pochi chilometri da Leicester, è viva grazie alla madre che ha preferito indagare da sola sui sintomi della piccola piuttosto che dare retta ai medici secondo i quali era sana. Mamma Jordan e papà Carly raccontano questa incredibile storia al Daily Mail, uno dei quotidiani più letti dagli inglesi.

Comprensibile la preoccupazione di Jordan Flint davanti ai continui malesseri della figlioletta sempre stanca, in preda a crisi di vomito non appena sveglia e in costante perdita di peso. E sono state proprio queste le parole che ha usato su Google per comprendere che Bella era malata di tumore. Secondo i dottori la bimba non aveva nulla di serio, i suoi non erano sintomi ma solo una richiesta di attenzione dovuta alla nascita della sorellina Imogen della quale era gelosa. “Questa spiegazione, anche se plausibile, per fortuna non è bastata a Jordan che ha seguito il suo istinto e le ha salvato la vita”, dice il compagno Carly Hornbuckle.
Dopo avere trovato su internet l’allarmante conferma che i suoi timori fossero fondati, la 25enne si è recata da un altro medico che ha voluto vederci chiaro, sottoponendo la piccola a tutti i test di rito i quali hanno dato l’esito temuto. Nel cervello di Bella si era formato un tumore, ormai della dimensione di una pallina da golf la cui rimozione ha impiegato i chirurghi per ben otto ore. Il medulloblastoma, forma tumorale che colpisce soprattutto nell’età pediatrica, si sviluppa in fretta percorrendo la spina dorsale, talmente in fretta che in 4 casi su dieci si riscontra già la metastasi nel momento in cui viene diagnosticato. La tenacia e l’amore di Jordan sono stati tempestivi e hanno salvato la vita della figlia che verrà sottoposta a chemioterapia per tutto il 2010 ma che è dichiarata fuori pericolo.
Questo tipo di tumori si sviluppa durante i primissimi anni di vita dei bambini, ci sono casi documentati in cui è stato diagnosticato nei feti. Grazie alle moderne tecniche si è arrivati ad un tasso di sopravvivenza compreso tra il 70 e l’80%, se intercettato in tempo. Dati che verranno ritoccati verso l’alto grazie a un team italiano dell’Università la Sapienza di Roma che, durante il mese di gennaio di quest’anno, ha annunciato di averne identificato il funzionamento.
14:00 Scritto da: furor-draconis in MEDICINA E SALUTE, NOTIZIE ASSURDE, TUTTO IL WEB | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: notizie assurde, notizie strane, notizie pazze, mamma e figlia, google, salva la vita, tumore | OKNOtizie |
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Gmail all'attacco di Facebook La posta di Google è "social"

GOOGLE ci riprova: nonostante i tentativi falliti degli ultimi anni, l'azienda di Mountain View non si rassegna all'esclusione dall'enorme mercato dei social network e si prepara a trasformare il suo servizio di posta elettronica Gmail nell'arma per attaccare lo strapotere di Facebook e Twitter.
Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, Google presenterà oggi nuove funzionalità che permetteranno agli utenti di Gmail non solo, come già avviene, di aggiornare il proprio status online, ma anche di "aggregare gli aggiornamenti dei propri amici in un flusso", proprio come quello che compone le homepage di Facebook e di Twitter.

Si tratterebbe di una mossa chiaramente volta a invertire la tendenza che vede la posta elettronica sempre meno usata, specie da determinate fasce di utenti, in favore dei servizi di social networking. Secondo una recente indagine Nielsen, il pubblico delle reti sociali ha superato quello delle e-mail: 301 milioni di utenti contro 276 milioni.
La nuova funzionalità di Gmail, riferisce il Wsj, "comprenderà i contenuti che l'utente e i suoi amici condividono tramite YouTube e Picasa". La tempistica con la quale le nuove caratteristiche saranno aggiunte al servizio non è ancora chiara. Il sito Wired ipotizza che Google possa includere nel flusso di Gmail anche gli aggiornamenti che l'utente pubblica su Twitter. Più difficile che lo stesso dialogo possa avvenire con Facebook, servizio basato su protocolli non condivisi.

Google tenta di affermarsi nel settore dei social network dal 2004, ben prima dunque del boom di Facebook e Twitter. Ma, da Orkut in poi, le sue iniziative non hanno mai incontrato il favore del grande pubblico. La piattaforma Google Wave, pensata come un nuovo strumento di comunicazione per il web 2.0, giace semi-dimenticata in versione beta dallo scorso maggio. Nel frattempo, secondo alcune anticipazioni, Facebook si starebbe attrezzando per disturbare Gmail direttamente sul suo terrento, trasformando il suo sistema di messaggistica in un vero e proprio servizio e-mail. Il progetto sarebbe stato battezzato in codice "Titan".

Con i suoi 150 milioni di utenti unici mensili, Gmail può fornire al colosso di Mountain View il trampolino decisivo per un salto finora fallito. Come osserva il Financial Times, la posta elettronica di Google possiede in nuce "una quantità di elementi che, messi insieme, possono fornire un'alternativa basilare a Facebook".
09:00 Scritto da: furor-draconis in TUTTO IL WEB | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: web, google, gmail, facebook, social network, mail di facebook, twitter | OKNOtizie |
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