03/10/2010

About Elly ( 2009 ) - La scheda del film

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About Elly è un film di Asghar Farhadi del 2009, con Golshifteh Farahani, Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti, Merila Zare'i, Mani Haghighi, Peyman Moaadi, Ra'na Azadivar, Ahmad Mehranfar, Saber Abbar. Prodotto in Iran. Durata: 119 minuti. Distribuito in Italia da P.F.A. Films a partire dal 18.06.2010.

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Trama

Dopo aver vissuto per molti anni in Germania, Ahmad decide di far ritorno in Iran. I suoi vecchi compagni universitari colgono l'occasione per passare qualche giorno tutti assieme sul Mar Caspio.

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Una delle donne del gruppo, la vitale Sepideh, senza farlo sapere ai compagni, ha invitato Elly, l'insegnante di sua figlia per farle conoscere Ahmad. L'uomo ha appena divorziato dalla moglie tedesca e non disdegna l'ipotesi di mettere su casa in Iran con una nuova compagna. Ma all'improvviso, dopo un incidente, Elly scompare nel nulla.

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Perché vederlo

Per chi ha voglia di scoprire un film iraniano fuori dagli stereopiti, un noir sorprendente, uno spazio che invita lo spettatore a intraprendere un proprio percorso di riflessione.

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13/02/2010

"Scusa ma ti voglio sposare"

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di Federico Moccia con Raoul Bova, Michela Quattrociocche, Andrea Montovoli, Francesco Apolloni, Luca Angeletti, Pino Quartullo, Cecilia Dazzi, Maria Rita Fenzato, Ignazio Oliva, Beatrice Valente. Raoul Bova si e' lanciato nel film sequel di Scusa ma ti chiamo amore, un caso al botteghino visto l'incasso di 13 milioni di euro. Alex (Bova), quarantenne pubblicitario di successo e la ventenne Niki (Michela Quattrociocche) hanno deciso di sposarsi ma prima ci sono i vestiti da scegliere, il corso prematrimoniale da frequentare, le bomboniere, le famiglia alternativa di lei e quella nobile e snob di lui da far incontrare.

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Lo stress prematrimoniale e' dietro l'angolo e la vittima questa volta e' la promessa sposa, Niki che decide di lasciare ad un mese dalla nozze Bova per buttarsi tra le braccia del coetaneo Guido (Andrea Montovoli). Oltre a questa storia, il film di Federico Moccia da' spazio ad altri personaggi, quarantenni disperati amici di Alex (interpretati da Francesco Apolloni, Ignazio Oliva, Luca Angeletti) e ventenni piuttosto superficiali amiche di Niki (Beatrice Valente Covino, Francesca Ferrazzo, Michelle Carpente) per un corale affresco dei giovani adulti di oggi alle prese con matrimoni in crisi e facilita' di rapporti che nascondono solitudini.

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Il tutto con la colonna sonora degli Zero Assoluto. ''In chiave di commedia - ha detto Moccia - racconto quello che accade oggi nei rapporti di coppia e mi piace il fatto che Niki abbia paura del matrimonio proprio perche' e' consapevole dell'importanza del vincolo''.

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09/02/2010

Paranormal Activity, il film che fa svenire

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Come sempre Aurelio De Laurentiis, il re del cinepanettone, ha fatto le cose in grande. Aveva tra le mani Paranormal Activity, il film che negli Stati Uniti ha incassato più di 7.000 volte il suo costo, e in Italia l’ha lanciato alla grande. Così, per settimane, chi sapeva dell’uscita di Avatar, il film più costoso della storia del cinema e probabilmente di maggior incasso, non poteva non sapere che stava per arrivare anche quello, se non il meno costoso (comunque una bazzecola: 15mila dollari), forse il più spaventoso dopo L’esorcista. Testimonial, del grado di paura, addirittura Steven Spielberg che, si dice, abbia dovuto interrompere la visione notturna per riprenderla il mattino dopo.

Fatto sta che De Laurentiis con la sua casa di distribuzione Filmauro ha riempito le città con megacartelloni, i giornali con intere pagine e soprattutto le tv con un martellamento di trailer che potevano produrre non tanto la curiosità quanto un vero e proprio rigetto. Che puntualmente c’è stato. Ma in senso tecnico, etimologico, pure fisico. Si dà infatti il caso che si siano verificati degli episodi di spettatori colpiti da vomito e da tremore. Il fatto che tutto sia successo a Napoli, zona d’origine di De Laurentiis oggi anche presidente della squadra partenopea, è puramente casuale. Comunque, stando a quanto riportato dal quotidiano napoletano Roma, «sabato notte si sono verificati diversi episodi di attacchi di panico durati più di mezz’ora, cosa insolita in questi casi, e talora neanche l’arrivo dell’ambulanza è servito a calmare i soggetti colpiti da crisi. Altri spettatori sono stati colpiti da vomito e da tremore. Il caso più grave quello di una ragazzina di 14 anni che, in evidente stato catatonico, è stata portata in ospedale».

Casi limite? Forse, ma Paranormal Activity è diventato comunque un caso anche da noi riuscendo - come Davide contro Golia - a spaventare il kolossal di Cameron, per via di un esordio straordinario e imprevedibile: secondo posto assoluto e 3.668.000 euro di incasso con una media per copia di ben 8.926 euro, addirittura superiore, sebbene di poco, ad Avatar. Certo ora sarà interessante vedere se funzionerà il passaparola che negli Stati Uniti ha visto il film lievitare gli incassi fino a raggiungere i 108 milioni di dollari. Un record per un film a basso costo, opera prima dell’israeliano Oren Peli emigrato diciannovenne negli States, girato in una sola settimana, a casa propria, con due attori alle prime armi e con una troupe di tre persone costituita da se stesso, la sua compagna e il suo migliore amico.

30/01/2010

Arriva in Italia 'Paranormal Activity', il film dei record

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Roma, 30 gen. - Paranormal Activity uscira' nelle sale italiane il 5 febbraio distribuito da Filmauro in 350 copie: costato 15.000 dollari, negli Stati Uniti ha superato i 107 milioni di dollari al box office, conquistando il titolo di film piu' remunerativo nella storia del cinema. ''E' un film la cui intenzione e' quella di apparire fatto in casa, piu' che un horror lo definirei un thriller-psicologico, un thriller-paranormale perche' non c'e' ne' troppo sangue ne' troppa violenza'', lo definisce il regista Oren Peli.

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Girato in una sola settimana, con una troupe di tre persone (regista, il suo migliore amico e la sua ex compagna), Paranormal Activity ha inizialmente avuto delle difficolta' a trovare una distribuzione: ''Non avevo la minima idea di cosa sarebbe venuto fuori - spiega il regista - ho passato momenti di alti e bassi, per due anni abbiamo cercato una distribuzione, c'era un accordo con Dreamworks che si era impegnata a fare uscire il film nell'autunno 2008, dopo che Paramount e Dreamworks si separarono il film e' finito alla Paramount e ci e' voluto un altro anno prima che si decidesse ad utilizzarlo, solo dopo l'uscita ci siamo resi conto del successo''.

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La Paramount ha sviluppato un'intelligente operazione di marketing virale, sfruttando molte tecniche gia' messe in atto dai creatori di The Blair Witch Project: ''Internet ha svolto un ruolo fondamentale per questo film, attraverso il sistema Demand it! di Facebook e un sito web appositamente dedicato, in seguito grazie ad un incredibile passaparola il film si e' esteso oltre i confini nazionali'', racconta Peli.

Fondamentale anche l'interesse del produttore Steven Schneider, che dice : ''Non mi interessa il budget o le star, l'unico elemento su cui baso le mie scelte e' se alla fine un film mi fa paura, avevo visto un primo cut e la sera stessa non sono riuscito a chiudere occhio''. Inoltre, c'e' stato il coinvolgimento di Steven Spielberg: ''La versione originale aveva un finale diverso, la polizia affrontava e uccideva Katie, ma era piuttosto debole, dopo aver provato vari finali e' intervenuto Spielberg ed e' stata la sua versione quella che ha ottenuto piu' successo nelle varie prove, cosi' abbiamo cambiato il finale''.

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L'idea di Paranormal Activity e' nata insieme alla sua compagna dell'epoca - anche se il regista oggi afferma: ''Il progetto era mio e le decisioni le ho prese tutte io'' - ed e' stato girato interamente nella sua casa a San Diego ''Mi interessava il mondo dei demoni, degli spiriti e dei fantasmi e volevo riprendere con una videocamera quello che succedeva durante la notte. Quando mi trasferii nella mia nuova casa a San Diego sentivo degli strani scricchiolii per via del variare delle temperature dato che era di legno, da li' e' nata l'idea del film, sono affascinato dal mondo delle presenze che sconvolgono la coppia, ma non credo nei demoni e non pratico nessuna religione''.

Israeliano, Peli si trasferi' in America all'eta' di 19 anni: ''Mi decisi dopo aver fatto un viaggio coast to coast con i miei genitori, andai a vivere a Los Angeles perche' era la patria dell'informatica''. Dopo il successo di questo film, ora puo' dedicarsi a tempo pieno a fare il regista, ma dei suoi prossimi progetti preferisce non parlare: ''Cercate tra le varie voci su Internet...''.

 

Baciami ancora

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Gabriele Muccino è tornato in Italia. La sua ultima pellicola Baciami Ancora è il sequel de L’ultimo bacio, o meglio viene raccontata un’altra fase dell’esistenza umana: questa volta a essere messi sotto esame sono i 40enni. I personaggi sono cresciuti e stanno raccogliendo ciò che in dieci anni hanno seminato: ognuno ha preso una strada diversa e loro si sono evoluti di conseguenza. Ci sono molti colpi di scena a partire dalla storia di Adriano (Giorgio Pasotti) – che torna a casa dopo tanto tempo e qualche esperienza avventurosa – passando per quella di Marco (Pierfrancesco Favino), che incarnava la fiducia nelle istituzioni classiche quali il matrimonio e la fedeltà – in crisi con la moglie perché non riescono ad avere bimbi – per finire con quella di Paolo, il perdente della situazione, di cui Claudio Santamaria dà un’interpretazione straordinaria. Inconfondibile lo stile di Gabriele Muccino, intenso e profondo: ti butta in faccia la realtà e ti porta a ragionare sulle cose che hanno più valore nella vita.

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I bambini sono il soggetto principale: stravolgono la vita dei genitori novelli, che si trovano costretti a crescere da un momento all’altro, con soli nove mesi di preavviso per abituarsi all’idea e alle rinunce che ne conseguono. Ma anche le donne hanno un ruolo di rilievo in questo secondo capitolo: sono più padrone delle situazioni e guidano le figure maschili.

Il tema dell’amore è dominante nelle sue diverse forme: c’è quello totalizzante per i figli, in cui troviamo la realtà dei genitori separati; quello per noi stessi – il più difficile – e quello per il/la compagno/a della vita che, con il passare degli anni, si evolve e ci diventa estraneo. Nel momento in cui svanisce la passione tutto si quieta, ci si adagia, si finisce per cercare qualcun altro che ci ridoni le sensazioni di un tempo, perché senza ci si sente inutili, falliti, morti.

Con la semplicità che caratterizza il suo stile, Muccino – come negli altri film – si è occupato anche della sceneggiatura puntando sul senso della vita: saper apprezzare e sfruttare ogni singolo istante, condividere ogni momento con la persona che davvero si ama perché, se c’è l’amore, tutto cambia prospettiva e si fa un bilancio diverso. Questo passaggio è spiegato bene quando Carlo – anche voce off – è colpito da un malore per essere stato troppo tempo lontano da Giulia, il suo unico grande amore. L’importante è non perdere tempo, bisogna lasciare da parte l’orgoglio e mostrare all’altra persona tutto ciò che, fino a quel momento, non aveva senso dire.

Si sente la mancanza di Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Giulia – la sua interpretazione in questo film sarebbe stata meravigliosa – anche se Vittoria Puccini ha saputo tenere testa al personaggio e ha rivelato un’intensità inaspettata. Anche se sono trascorsi dieci anni resta la complicità che legava il gruppo di attori e il regista: il che ha sicuramente contribuito alla realizzazione del film. I personaggi si esprimono con un linguaggio che, a tratti, può sembrare colorito, ma forse è da definire moderno perché non eccessivo. Il film è lungo, per essere italiano, ma è talmente intenso che ci si identifica con le storie e si esce dalla sala cinematografica pensando al senso autentico della vita, dell’amore e dell’amicizia. Questo significa che il regista ha colpito nel segno.