18/11/2011

Spazio: l'acqua di Europa forse ospita la vita

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Gli scienziati della Nasa hanno raccolto nuove prove che confermano la presenza di acqua allo stato liquido poco sotto la superficie ghiacciata di Europa, uno dei 64 satelliti di Giove, rendendo sempre più plausibile la presenza di forme di vita.

Secondo un nuovo studio che sarà pubblicato sulla rivista Nature, gli scienziati hanno rilevato la presenza di laghi a soli tre chilometri dalla crosta di ghiaccio che ricopre il satellite. Gli scienziati ipotizzano che l'acqua più superficiale si mescoli con quella degli oceani presenti su Europa a circa 30 chilometri di profondità, trasferendo sostanze nutritive in acque la cui temperatura, prossima a zero gradi centigradi, potrebbe permettere lo sviluppo di forme di vita.

Europa è stato scoperto nel 1610 da Galileo e ha un diametro di 3121 chilometri. Esperti di glaciologia ne hanno studiato per anni la composizione, cercando di spiegare le fenditure e le striature che si osservano sulla superficie liscia. Secondo Martin Siegert, glaciologo dell'Università di Edimburgo, i rigurgiti di acqua più calda che salgono dagli oceani profondi verso la superficie provocano locali scioglimenti di ghiaccio e dunque la formazione di crepe. In queste fenditure successivamente si riforma il ghiaccio, cementandosi con i blocchi preesistenti e formando delle irregolarità.

La scoperta di laghi vicini alla superficie di Europa rende sempre più plausibile una missione spaziale da parte della Nasa per raccogliere dei campioni di acqua da analizzare. Ma ancora nessuna operazione è stata annunciata ufficialmente.

17/06/2010

L'Europa vuole toglierci la Nutella

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Che mondo sarebbe senza Nutella? Non lavorate troppo di fantasia: magari non l'intero orbe terracqueo, ma almeno l'Europa potrebbe avviarsi verso un'epoca grama, dai devastanti effetti per la psiche e per il palato. Private della possibilità di gustare la deliziosa crema figlia del gianduia, intere popolazioni reagirebbero in modo sconsiderato, in una atroce altalena fra depressione e aggressività. Con i bambini a frignare per pretendere la loro colazione preferita, e gli amanti a dover riconsiderare tutta una gamma di giochi erotici dal sapore casareccio.

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Ma cos'è accaduto? Un fatto meramente tecnico, a guardarlo distrattamente. Il Parlamento Ue ha approvato, in prima battuta, l'introduzione del "miglior profilo nutrizionale" sulle etichette degli alimenti. A tradurre dal burocratese continentale ci pensa Francesco Paolo Fulci, vicepresidente del Gruppo Ferrero: «Questo voto, se confermato, potrebbe mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari. Oggi ci dicono di non fare messaggi promozionali, ma domani ci faranno scrivere come sulle sigarette: "Attenti, è pericolosa, favorisce l'obesità", o magari ci metteranno delle tasse fortissime».

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Il rischio c'è. E in una congiuntura storica come questa, dove la crisi ci morde i polpacci, vorrebbero anche impedirci la consolazione di una ricarica - magari notturna - con l'impareggiabile dolciume? Miope Europa: piuttosto che mortificare la dispensa, dovrebbero arricchirla, semmai. Con i bond di mezza Ue diventati carta straccia, e i posti di lavoro che diminuiscono di ora in ora, questi illuminatissimi governanti si preoccupano di qualche caloria in più, vengono a svuotarci la cucina, ci abituano a tirare la cinghia prima del tempo. Se c'è un elemento surreale, in questa legislazione strasburghese, è proprio l'accanimento sul menu. Ora mirano ai dolciumi, ma non si è certo chiusa la ferita sullo stop alla pesca di telline e cannolicchi, in vigore dal primo giugno. Nel frattempo la Ue ha lavorato attorno alle mense con una fantasia che neanche i sofisticatori alimentari professionisti: la Coldiretti ricorda che è già stato dato il via libera al formaggio praticamente senza latte, e del vino che non conosce l'uva, ottenuto con la fermentazione di lamponi o ribes, con la gradazione esasperata dall'aggiunta di zucchero.

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Si possono commercializzare aranciate senza arancia (non in Italia, non ancora), mentre nei supermercati oltreconfine impazza la vendita della Fontina svedese, della palenta (con la "a") montenegrina, del Parmi olandese, del barbera bianco romeno, come in una orrenda satira del gusto nazionale. Ma la Nutella no: è la linea del Piave dello stomaco e dell'anima. Ci si organizzerà in trincee più profonde del barattolone di pasta di cioccolata e nocciole entro cui scavava famelico il Nanni Moretti di "Bianca" e non si lascerà passare lo straniero. È storia patria, questa: il primo vasetto - erede della "Supercrema" Ferrero - era uscito dagli stabilimenti di Alba il 20 aprile 1964. Ci sono almeno tre generazioni di italiani pronte a difendere la Nutella (non importa, in fondo, quale sia la destinazione d'uso) con cucchiaio e coltello. Sarà lotta all'ultima spalmata.