19/11/2011

Bologna, Merola firma ordinanza per coprifuoco in via Petroni

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"E' un'ordinanza a tempo indeterminato". E' quanto ripete piu' volte il sindaco di Bologna Virginio Merola, presentando oggi in conferenza stampa a Palazzo D'Accursio, il provvedimento che restringe gli orari di apertura dei locali e dei pubblici esercizi di via Petroni, una delle strade piu' degradate di Bologna e via d'accesso a piazza Verdi, cuore del quartiere universitario. Tuttavia, il provvedimento potrebbe durare solo due mesi, fino cioe' al gennaio 2012 quando scatteranno le liberalizzazioni previste dalla legge cosiddetta 'legge Brambilla', che potrebbe consentire agli esercenti di presentare ricorso al Tar contro il Comune.

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Secondo Merola si tratterebbe di "un caso di conflitto di attribuzioni di funzioni" tra lo Stato e i Comuni. "Noi rivendichiamo il diritto-dovere di programmare le attivita' commerciali" sottolinea Merola che parla comunque di un'ordinanza "frutto di un percorso di concertazione". L'ordinanza e' un "intervento severo - ammette Merola - che risponde pero' ad una situazione di emergenza nota da troppo tempo, che va affrontata". "I problemi di via Petroni sono noti: bivacchi, abuso di alcol che coinvolge molti giovani, anche minorenni, e il tema non secondario del diritto al riposo dei residenti" aggiunge il primo cittadino, augurandosi che l'ordinanza "porti ad una situazione di equilibrio nel tempo, e' nostro dovere farlo". "Abbiamo ascoltato tutti com'era giusto, continueremo ad ascoltare tutti - conclude e pur essendo questa ordinanza a tempo indeterminato, prevediamo nei prossimi giorni un incontro con tutti i soggetti coinvolti per monitorare come stanno andando le cose".

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Nello specifico, il provvedimento fa una netta distinzione tra le due zone della via, quella 'alta' piu' vicina a via San Vitale e relativamente piu' tranquilla e quella 'bassa', piu' vicina a piazza Verdi e piu' degradata. In conreto, l'ordinanza prevede che, a partire da domani che nella parte 'alta' gli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande chiudano non oltre le 23, salvo deroga all'una, legata a precisi accordi siglati con il sindaco che contengano impegni aggiuntivi oltre a quelli precisti dal regolamento riguardo alla tutela delle condizioni igienico- sanitarie delle pertinenze del locale, la non pubblicita' per le bevande alcoliche e la messa a disposizione dei servizi igienici anche per i non clienti.

Nella stessa zona gli esercizi di vicinato alimentari e misti chiuderanno non oltre le 20, mentre i laboratori artiginali alimentari potranno stare aperti al massimo fino alle 22. Piu' stringenti le norme per la parte bassa della via: i bar dovranno chiudere tassativamente alle 23, gli esercizi di vicinato alimentari e misti, cosi' come i laboratori artigianali alimintari, invece, dovranno abbassare la saracinesca alle 20.

Le sanzioni vanno dalle multe (da 300 a 500 euro) fino alla sospensione dell'attivita', da 3 a 30 giorni. Per quanto riguarda, invece, Piazza Verdi e via Zamboni, Merola ha annunciato la nascita di un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati che portera' alla costituzione di una sorta di mini 'Pro loco', in forma associativa, per la gestione della zona universitaria.

17/11/2011

il ritorno dell'Ici

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Il ritorno dell'Ici, la tassa sulla prima casa abolita da Berlusconi nel 2008, è quasi sicuro, magari sotto forma di anticipo dell'Imu, l'imposta municipale unica prevista dal federalismo fiscale. E forse sarà rafforzata sia aggiornando le rendite catastali ferme a 15 anni fa sia aumentandola in modo progressivo in rapporto al numero di appartamenti posseduti.

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Quindi andando oltre il concetto della prima casa, pensando di portare in cassa circa 10 miliardi l'anno (contro i 3,5 certificati da Giulio Tremonti per la vecchia Ici) che andrebbe a compensare l'introduzione della cedolare secca per gli affitti introdotta l'anno scorso a tutto vantaggio dei proprietari. A seguire il governo Monti potrebbe introdurre la patrimoniale su rendite, contanti, azioni, fondi e obbligazioni - molti i progetti in campo da versioni soft a stangate in grado di ridurre il debito pubblico di un quarto - una condizione pregiudiziale per conquistare il consenso sindacale e passare a toccare le pensioni e il mercato del lavoro. Uno snodo importante che Monti e Corrado Passera vogliono risolvere aprendo un tavolo con sindacati e imprenditori.

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La logica con cui si muove Palazzo Chigi è quella dell'«azzeramento del deficit, riavvio della crescita e riduzione del debito» come spiegava l'allora numero uno di Intesa durante i lavori del workshop Ambrosetti a settembre. Utilizzando l'esperienza del nuovo ministro per i Rapporti col Parlamento Piero Giarda, nei prossimi giorni partirà una sorta di due diligence sull'effettivo stato del federalismo. Poi si passerà alle dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato, alla privatizzazione e liberalizzazione delle società controllate dagli enti locali come da anni chiede Confindustria. Altro capitolo centrale sarà quello della deregulation su molti settori finora poco esposti alla concorrenza come gli ordini professionali, le reti dei servizi tra cui i distributori dei carburanti, quella del gas, i trasporti regionali. Molti i dossier pronti ma semplicemente bloccati dalla rissosità del vecchio esecutivo.

autore: Roberto Bagnoli
fonte: corriere.it
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Apple sceglie il nuovo presidente

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Arthur Levinson ( foto ) è il nuovo presidente di Apple. Levinson, già consigliere d'amministrazione del gruppo, ricopre la posizione lasciata aperta con la scomparsa il mese scorso di Steve Jobs, cofondatore del gruppo. Il nuovo presidente, che siede al vertice di Genentech Inc, è «co-lead director» nel consiglio di amministrazione di Apple dal 2005, società in cui è entrato nel 2000. Contemporaneamente Robert Igier, presidente e amministratore delegato della Walt Disney, è stato nominato consigliere di Apple. Il gruppo, cresciuto in modo notevole negli ultimi anni, è stato testimone di decise performance di Borsa che hanno portato la società fondata da Steve Jobs a diventare una delle realtà a maggiore capitalizzazione nel mondo.

15/11/2011

Borsa in rosso: spread oltre 500

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I mercati si aspettano interventi strutturali decisi. In materia economica e non solo. E ogni ora che passa senza che ci si avvicini alla soluzione dei problemi che affliggono l'Italia, continuano a mandare segnali di sfiducia. Non più solo ormai solo verso l'Italia in particolare, ma verso tutta l'Eurozona in generale. Lo spread tra Btp decennali e i Bund equivalenti torna a superare la soglia dei 500 punti base. Ma anche quella tra titoli di Stato che un tempo sembravano sicurissimi come quelli di Austria, Olanda, Belgio e Francia fanno segnare livelli record. Il differenziale di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi si attesta in apertura di contrattazioni a 506 punti e arriva a toccare nella prima ora di contrattazioni quota 516 punti pari ad un rendimento del 6,9%. Brutte notizie anche da Piazza Affari, dove l'apertura di seduta è in ribasso, con l'indice Ftse Mib che cede l'1,18%, a 15.281 punti e l'All Share a -1,06%. Poi la situazione continua a peggiorare: dopo circa un'ora di scambi l'indice Ftse Mib è in calo del 2,51%. Male anche le altre principali piazze europee. Attualmente Parigi cede l'1,65%, Francoforte l'1,89% e Londra lo 0,76%.

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ALLARME IN EUROPA - Lo spread in aumento, come detto, spaventa anche le altre piazze europee. Alta pressione sui titoli francesi, con uno spread ai massimi dalla creazione dell'euro a 177 punti. Il Portogallo viaggia a 963, la Grecia a 2669, la Spagna a 452. Ma la tensione sui titoli di Stato attraversa tutta l'Eurozona. La forbice Austria-Germania si divarica di 12 punti a 176, anche in questo caso il livello massimo dalla nascita dell'euro come quella Olanda-Germania, che sale a 62 punti e quello Belgio-Germania vola a 296 punti, anche in questo caso valore record. «Il fatto che i rendimenti in crescita siano un problema che sta toccando anche Olanda e Austria, Paesi fino a poco tempo fa su livelli di rendimento simili alla Germania, è uno sviluppo particolarmente preoccupante» commenta d Nick Stamenkovic, strategist sui tassi per Ria Capital Markets. «Gli investitori cercano titoli tedeschi a causa di timori che non riguardano più soltanto Italia o Spagna ma il futuro della zona euro nel suo insieme» aggiunge Stamenkovic.

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MALE LE BANCHE, CROLLA FINMECCANICA - Piazza Affari appare zavorrata soprattutto dai titoli bancari. Ancora negativa Unicredit (-6%), ribasso superiore al 4% per la Popolare di Milano, Ubi scende del 2,35% dopo l'annuncio della trimestrale prima dell'apertura di borsa. Intesa San Paolo è a -3% tra banche europee in calo dell'1,7% . Crolla Finmeccanica che ha ridotto le previsioni di ricavi per l'intero anno e ha reso noto che, per ridurre il debito, prevede cessioni per circa un miliardo di euro entro fine 2012 nonchè la non distribuzione del dividendo sui risultati 2011. Il titolo, dapprima in asta di volatilità, viene riammesso agli scambi di Borsa ma cede il 16,36%. Nell'indice principale resiste alle vendite solo Campari.

ASIA - Traino negativo anche dai mercati internazionali. La chiusura di Tokyo, ad esempio, è stata negativa e l'indice Nikkei ha perso lo 0,72% a 8.541,93 punti, 61,77 punti in meno rispetto alla chiusura di lunedì.

autore: Marco Letizia
Fonte: corriere.it
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17/06/2010

L'Europa vuole toglierci la Nutella

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Che mondo sarebbe senza Nutella? Non lavorate troppo di fantasia: magari non l'intero orbe terracqueo, ma almeno l'Europa potrebbe avviarsi verso un'epoca grama, dai devastanti effetti per la psiche e per il palato. Private della possibilità di gustare la deliziosa crema figlia del gianduia, intere popolazioni reagirebbero in modo sconsiderato, in una atroce altalena fra depressione e aggressività. Con i bambini a frignare per pretendere la loro colazione preferita, e gli amanti a dover riconsiderare tutta una gamma di giochi erotici dal sapore casareccio.

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Ma cos'è accaduto? Un fatto meramente tecnico, a guardarlo distrattamente. Il Parlamento Ue ha approvato, in prima battuta, l'introduzione del "miglior profilo nutrizionale" sulle etichette degli alimenti. A tradurre dal burocratese continentale ci pensa Francesco Paolo Fulci, vicepresidente del Gruppo Ferrero: «Questo voto, se confermato, potrebbe mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari. Oggi ci dicono di non fare messaggi promozionali, ma domani ci faranno scrivere come sulle sigarette: "Attenti, è pericolosa, favorisce l'obesità", o magari ci metteranno delle tasse fortissime».

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Il rischio c'è. E in una congiuntura storica come questa, dove la crisi ci morde i polpacci, vorrebbero anche impedirci la consolazione di una ricarica - magari notturna - con l'impareggiabile dolciume? Miope Europa: piuttosto che mortificare la dispensa, dovrebbero arricchirla, semmai. Con i bond di mezza Ue diventati carta straccia, e i posti di lavoro che diminuiscono di ora in ora, questi illuminatissimi governanti si preoccupano di qualche caloria in più, vengono a svuotarci la cucina, ci abituano a tirare la cinghia prima del tempo. Se c'è un elemento surreale, in questa legislazione strasburghese, è proprio l'accanimento sul menu. Ora mirano ai dolciumi, ma non si è certo chiusa la ferita sullo stop alla pesca di telline e cannolicchi, in vigore dal primo giugno. Nel frattempo la Ue ha lavorato attorno alle mense con una fantasia che neanche i sofisticatori alimentari professionisti: la Coldiretti ricorda che è già stato dato il via libera al formaggio praticamente senza latte, e del vino che non conosce l'uva, ottenuto con la fermentazione di lamponi o ribes, con la gradazione esasperata dall'aggiunta di zucchero.

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Si possono commercializzare aranciate senza arancia (non in Italia, non ancora), mentre nei supermercati oltreconfine impazza la vendita della Fontina svedese, della palenta (con la "a") montenegrina, del Parmi olandese, del barbera bianco romeno, come in una orrenda satira del gusto nazionale. Ma la Nutella no: è la linea del Piave dello stomaco e dell'anima. Ci si organizzerà in trincee più profonde del barattolone di pasta di cioccolata e nocciole entro cui scavava famelico il Nanni Moretti di "Bianca" e non si lascerà passare lo straniero. È storia patria, questa: il primo vasetto - erede della "Supercrema" Ferrero - era uscito dagli stabilimenti di Alba il 20 aprile 1964. Ci sono almeno tre generazioni di italiani pronte a difendere la Nutella (non importa, in fondo, quale sia la destinazione d'uso) con cucchiaio e coltello. Sarà lotta all'ultima spalmata.