31/03/2010

Usura, arrestato direttore di banca

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Il direttore di una filiale catanese di un noto istituto di credito, è stato arrestato da militari della Guardia di finanza di Riposto: l'accusa è usura. L'uomo, 54 anni, è stato bloccato subito dopo avere ricevuto parte di un prestito concesso, secondo l'accusa, con un tasso usuraio del 120% l'anno a un imprenditore che opera nel settore delle fonti di energia alternativa. Era stata la vittima a denunciare il direttore di banca.

Il bancario era stato sospeso da gennaio scorso dall'istituto di credito per un'altra indagine che lo riguarda. Gli investigatori hanno organizzato la consegna 'mirata' della rata, coordinati dal sostituto procuratore di Catania, Assunta Musella. Secondo l'accusa, l'imprenditore doveva pagare 5 mila euro come rata mensile di una capitale di 60mila euro. L'arresto dell'indagato è stato convalidato dal Gip che ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere.

14/02/2010

'Ndrangheta, latitante viveva nel lusso

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Latitante sì, ma indossando abiti firmati e pasteggiando a champagne. Era lo stile, pur nelle ristrettezze della clandestinità, di Saverio Trimboli, di 36 anni, arrestato a Platì dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria dopo 16 anni di latitanza. Trimboli, tra i cento latitanti più pericolosi del Ministero dell'Interno, era ricercato sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emessa nel 1994 dal Gip di Torino per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Il latitante è stato scovato in una casa del centro di Platì di proprietà di una persona emigrata da alcuni decenni in Australia.

Nell'abitazione Trimboli, indicato dai carabinieri, come il capo dell'omonima cosca, aveva ricavato due bunker, uno di trenta e l'altro di 25 metri quadri. Locali volutamente ampi perché, secondo gli investigatori, il latitante li utilizzava quando doveva riunirsi con gli affiliati alla sua cosca. Sono state molte le "sorprese" che i carabinieri hanno trovato facendo irruzione nel nascondiglio di Trimboli. L'uomo, infatti, aveva trenta scanner che utilizzava per intercettare le comunicazioni tra le forze dell'ordine e sottrarsi così alle ricerche nei suoi confronti.

Nella casa, inoltre, erano custodite sofisticate apparecchiature per la ricerca di microspie. Non solo: il presunto trafficante di droga aveva diecimila euro in contanti. Ma la "curiosità" più interessante riguarda le numerose bottiglie di champagne che Trimboli custodiva nel covo. Bottiglie che stappava quando si trovava con gli affiliati alla sua cosca per brindare al buon esito degli affari criminali. E c'é di più: Trimboli, quando è stato bloccato dai carabinieri, indossava abiti di note griffe perché gli è sempre piaciuto vestire con eleganza.

E numerosi capi di vestiario firmati sono stati trovati in alcuni armadi che erano nella casa. L'arresto di Trimboli è stato commentato positivamente da esponenti istituzionali e di Governo, con in testa i ministri della Difesa, dell'Interno e della Giustizia, La Russa, Maroni ed Alfano. Le congratulazioni ai carabinieri sono state rivolte anche dai presidenti del Senato e della Camera, Schifani e Fini, oltre che dal capogruppo del Pdl a Montecitorio, Gasparri.

21/01/2010

Dieci pompieri feriti Accoltellati e investiti

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ROMA - ''Un gesto di pura follia, non ha detto nulla, ha tirato fuori un coltellino di quelli tascabili e ha colpito quattro colleghi''. Cosi' descrive gli attimi di terrore nella scuola dei vigili del fuoco a Roma Gennaro Tornatore, responsabile della comunicazione al ministero degli Interni.

L'aggressore, Gabriele Mancini, 41 anni, un ingegnere che aveva lavorato nella caserma, sarebbe stato dunque colto da un raptus che lo ha portato a ferire dieci persone. Quattro pompieri sono stati accoltellati nella sede dei vigili del fuoco, a Capannelle, nei pressi del Sacrario dei pompieri, altre persone  sono state investite dalla sua auto nel parcheggio della struttura nel tentativo di fuggire.

In totale sono quattro i codici rossi trasportati agli ospedali Casilino, Gemelli, San Camillo e Vannini. Gli altri feriti, in base a quanto si apprende, non versano in condizioni gravi e sono stati trasportati in altri ospedali della Capitale. Il ferito più grave, colpito alla gola, si trova al Policlinico Casilino.

Gabriele Mancini, secondo quanto si apprende, non aveva mai mostrato problemi in passato e viene definito dai suoi stessi colleghi una ''persona tranquilla''.  ''Non ci risulta che prima dell'episodio l'uomo avesse avuto discussioni o che alla base del gesto ci siano motivi di tipo economico - ha aggiunto Tornatore - lavorava qui da cinque anni e si occupava della formazione''

La procura di Roma ha aperto un fascicolo. Gli accertamenti sono affidati al pm Patrizia Ciccarese il quale procede, per il momento, per tentato omicidio. I medici dovranno stabilire se lo stato di salute dell'uomo siano compatibili con il carcere o se debba essere trasferito in una struttura sanitaria. Il pm è in attesa dei referti riguardante i feriti e di un'informativa contenente la ricostruzione dei fatti.