19/11/2011

Immigrazione: barcone sbarca a Bari

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(ANSA) - ROMA, 19 NOV - 171 migranti sono giunti nella notte al porto di Bari, 54 sono minorenni. Del gruppo - tutti uomini e ragazzi - fanno parte cinque somali, tutti gli altri sono egiziani. Le persone che hanno avuto bisogno di ricorrere a cure mediche sono state sette, per lo più per problemi di ipotermia: tutti e sette sono stati condotti al Policlinico di Bari.Ancora in corso l'individuare degli scafisti. La segnalazione del barcone, lungo circa 30 metri e battente bandiera maltese, era giunto ieri sera tardi.

Scoperta fabbrica di falsi permessi di soggiorno, 3 arresti

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NAPOLI - Gli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno sgominato un'organizzazione, con base operativa a Pozzuoli (Napoli), dedita alla fabbricazione clandestina di falsi permessi di soggiorno identici a quelli originali prodotti dall'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato. Tre persone, il tipografo che stampava i permessi e due suoi complici, sono state arrestate. Sono stati sequestrati circa 4.000 permessi di soggiorno che sarebbero stati venduti sul mercato nero fino a 5.000 euro ciascuno, allo scopo di far apparire regolari cittadini extracomunitari clandestini delle provincie di Napoli e Caserta. La banda aveva ricevuto una commessa di 20.000 esemplari del valore complessivo di 100 milioni di euro.

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La Guardia di Finanza all'interno della tipografia clandestina ha sorpreso il titolare, M.A., di 35 anni, di Pozzuoli, il quale e' stato arrestato. Si tratta di un sequestro record per quantitativo e per le tecnologie utilizzate dai falsari che impiegavano sofisticate vernici sensibili ai raggi uva e tecniche anticontraffazione riuscendo a realizzare permessi di soggiorno identici agli originali. Il blitz presso la tipografia si e' conclulso con il sequestro del locale di 60 metri quadrati, 3.688 permessi di soggiorno falsificati, di cui 1.282 completi e n. 2.406 in corso di lavorazione, 7 cliche' su lastre di alluminio, 4 macchinari litografici e svariati barattoli di vernice di 'sicurezza' sensibile ai raggi uva.

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Durante le operazioni sono stati identificati gli altri due complici del tipografo: F.R., di 58 anni di Castel Volturno, committente dei falsi permessi e G.P., di 33 anni, di Pozzuoli, intermediario, presso la cui abitazione sono stati trovati ulteriori permessi di soggiorno, 140 marche da bollo falsificate e quattro grosse scatole delle Poste italiane contenenti circa 35 kg di posta che l'uomo - impiegato dell'ufficio postale centrale di Pozzuoli - non aveva mai consegnato ai destinatari ed in parte distrutto. Tale ultima circostanza e' costata al giovane anche l'accusa di sottrazione e soppressione di corrispondenza commessa da persona addetta al servizio postale.

Bologna, Merola firma ordinanza per coprifuoco in via Petroni

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"E' un'ordinanza a tempo indeterminato". E' quanto ripete piu' volte il sindaco di Bologna Virginio Merola, presentando oggi in conferenza stampa a Palazzo D'Accursio, il provvedimento che restringe gli orari di apertura dei locali e dei pubblici esercizi di via Petroni, una delle strade piu' degradate di Bologna e via d'accesso a piazza Verdi, cuore del quartiere universitario. Tuttavia, il provvedimento potrebbe durare solo due mesi, fino cioe' al gennaio 2012 quando scatteranno le liberalizzazioni previste dalla legge cosiddetta 'legge Brambilla', che potrebbe consentire agli esercenti di presentare ricorso al Tar contro il Comune.

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Secondo Merola si tratterebbe di "un caso di conflitto di attribuzioni di funzioni" tra lo Stato e i Comuni. "Noi rivendichiamo il diritto-dovere di programmare le attivita' commerciali" sottolinea Merola che parla comunque di un'ordinanza "frutto di un percorso di concertazione". L'ordinanza e' un "intervento severo - ammette Merola - che risponde pero' ad una situazione di emergenza nota da troppo tempo, che va affrontata". "I problemi di via Petroni sono noti: bivacchi, abuso di alcol che coinvolge molti giovani, anche minorenni, e il tema non secondario del diritto al riposo dei residenti" aggiunge il primo cittadino, augurandosi che l'ordinanza "porti ad una situazione di equilibrio nel tempo, e' nostro dovere farlo". "Abbiamo ascoltato tutti com'era giusto, continueremo ad ascoltare tutti - conclude e pur essendo questa ordinanza a tempo indeterminato, prevediamo nei prossimi giorni un incontro con tutti i soggetti coinvolti per monitorare come stanno andando le cose".

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Nello specifico, il provvedimento fa una netta distinzione tra le due zone della via, quella 'alta' piu' vicina a via San Vitale e relativamente piu' tranquilla e quella 'bassa', piu' vicina a piazza Verdi e piu' degradata. In conreto, l'ordinanza prevede che, a partire da domani che nella parte 'alta' gli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande chiudano non oltre le 23, salvo deroga all'una, legata a precisi accordi siglati con il sindaco che contengano impegni aggiuntivi oltre a quelli precisti dal regolamento riguardo alla tutela delle condizioni igienico- sanitarie delle pertinenze del locale, la non pubblicita' per le bevande alcoliche e la messa a disposizione dei servizi igienici anche per i non clienti.

Nella stessa zona gli esercizi di vicinato alimentari e misti chiuderanno non oltre le 20, mentre i laboratori artiginali alimentari potranno stare aperti al massimo fino alle 22. Piu' stringenti le norme per la parte bassa della via: i bar dovranno chiudere tassativamente alle 23, gli esercizi di vicinato alimentari e misti, cosi' come i laboratori artigianali alimintari, invece, dovranno abbassare la saracinesca alle 20.

Le sanzioni vanno dalle multe (da 300 a 500 euro) fino alla sospensione dell'attivita', da 3 a 30 giorni. Per quanto riguarda, invece, Piazza Verdi e via Zamboni, Merola ha annunciato la nascita di un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati che portera' alla costituzione di una sorta di mini 'Pro loco', in forma associativa, per la gestione della zona universitaria.

18/11/2011

La sfida dei book bloc: «Basta con i divieti»

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L' obiettivo finale sarà quello di assediare il Senato e anche il neo premier Mario Monti che a Palazzo Madama presenterà oggi, dalle 13, il programma del nuovo governo. Ma gli universitari e gli studenti medi - che alle 9.30 partiranno in corteo dalla «Sapienza» per unirsi mezz' ora più tardi a quello dei Cobas, da piazza della Repubblica a piazza Sant' Andrea della Valle - vogliono anche sfidare, come annunciato nei giorni scorsi, la seconda ordinanza anti-cortei del sindaco Gianni Alemanno che, da domani - dopo la scadenza di quella precedente solo martedì scorso - permetterà le manifestazioni itineranti in centro soltanto di sabato e su percorsi prestabiliti. «Opporremo i "book-bloc" (gli scudi di cartone a forma di libri, ndr) a ogni forma di divieto, rifiutando qualunque clima di intimidazione.

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Crediamo che nessuna restrizione degli spazi di manifestazione sia legittima, per questo vogliamo che il sindaco Alemanno e il prefetto Pecoraro cancellino qualsiasi ordinanza che regolamenti i cortei e che sia garantita di nuovo la libertà di esprimere dissenso in questa città», hanno chiesto ieri gli studenti in una lettera aperta ai romani, ai vertici delle istituzioni cittadine. «Abbiamo sempre dimostrato - hanno concluso - che l' occupazione di strade e piazze è un atto di riappropriazione di luoghi collettivi». Il corteo di oggi, per i ragazzi, «non è stato autorizzato, anche perché non abbiamo chiesto alcuna autorizzazione». L' unico autorizzato è quello dei Cobas, con la partecipazione di alcune migliaia di manifestanti, in contemporanea con le iniziative in altre 24 città. Il sindacato, insieme con la Cub, ha indetto una giornata di sciopero generale del trasporto pubblico.

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Saranno deviate 52 linee Atac, aperte le ztl in centro e a Trastevere e allestiti blocchi stradali da piazza dei Cinquecento a via Cavour, da largo Corrado Ricci ai Fori Imperiali, fino a via delle Botteghe Oscure e Sant' Andrea della Valle. In programma c' è poi anche lo sciopero dei lavoratori della Tpl-trasporto pubblico dalle 8.30 alle 12. «Ben vengano se vorranno unirsi a noi fino al Senato», hanno aggiunto gli studenti rivolgendosi ai Cobas, con i quali hanno avuto riunioni operative fino a ieri sera. «A piazza della Repubblica proseguiremo insieme, ponendo fine agli intollerabili divieti di Alemanno e recuperando la libertà di manifestare pacificamente nelle vie della città», ha sottolineato il leader Cobas Piero Bernocchi. I Comitati di Base scendono in piazza «contro l' ultraliberismo del nuovo governo. Ora che abbiamo la lista dei ministri non ci sono più dubbi». Per i Collettivi studenteschi, invece, «con Monti l' unico scenario è quello di una vera e propria macelleria sociale. No alla politica Bce». In Questura si è riunito il tavolo tecnico sulla sicurezza: dall' alba di oggi è attivo il Centro per la gestione dell' evento.

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Il corteo sarà seguito da alcune centinaia di uomini delle forze dell' ordine, con un elicottero a vigilare dall' alto e a riprendere tutto con le telecamere. Blindate le zone di piazza Venezia, via del Plebiscito fino a corso Vittorio Emanuele II e corso Rinascimento. Presidiata anche l' area di Sant' Andrea della Valle dove i Cobas hanno ottenuto di «allungare» il corteo da Santi Apostoli e dove si svolgerà il sit-in conclusivo a poche centinaia di metri dal Senato. Lì arriveranno dunque anche gli studenti, con una rappresentanza di circa 300 persone. La vigilanza sulla manifestazione studentesca da piazzale Aldo Moro, alla quale parteciperanno Ateneinrivolta e la Rete della conoscenza, comprenderà anche altre strade nel caso che alcuni gruppi - come accaduto in passato - si spostino alla spicciolata senza rispettare il percorso, non autorizzato, fino a piazza della Repubblica o per raggiungere il Senato. «Mi auguro non si abusi dell' atto di fiducia che ho fatto, su richiesta della Questura, e che ci sia un ordinato e regolare svolgimento dei cortei», ha spiegato in serata il sindaco Gianni Alemanno, che ha aggiunto: «Solo i Cobas hanno chiesto l' autorizzazione mentre dagli studenti non è arrivata alcuna richiesta o preavviso alla Questura. Non è un fatto positivo. Vedremo quel che accadrà e in ogni caso abbiamo già predisposto da domani la nuova ordinanza che dà un segnale preciso». Critico il presidente di Confcommercio Roma. «C' è di nuovo il rischio caos - ha denunciato Giuseppe Roscioli -. Valuteremo se sia il caso di chiedere i danni a chi lo sta provocando. Tre eventi del genere sono fuori luogo». E la Confesercenti, con il presidente romano Valter Giammaria, è contraria «al sabato come giornata in cui far svolgere cortei. Non siamo stati consultati e ci sembra una decisione illogica: è un giorno importante per le attività economiche nel quale si realizza il 30% dell' incasso settimanale».

22/06/2010

Esami di maturità 2010: Levi, foibe, giovani e politica, ufo, musica, piacere e felicità.

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Ecco le tracce della prima prova dell'esame di stato per gli studenti delle Scuole Secondarie. L'analisi del testo presenta un brano di Primo Levi tratto da 'Se questo è un'uomo'.
Per il saggio breve o articolo di giornale, i tutolo sono quattro: si parte, per l'ambito artistico-letterario, da 'Piaceri e piaceri' con testi di D'Annunzio e Leopardi, e dipinti di Botticelli e Picasso. In campo socio-economico, la traccia chiede di scrivere della 'ricerca della felicità' con riferimenti al terzo articolo della Costituzione, alla dichiarazione di indipendenza Usa, al sociologo polacco Bauman e a Pellizzari. Per quanto riguarda la politica, i maturandi sono chiamati a scrivere di giovani e politica con brani di Mussolini, Aldo Moro, Togliatti e di papa Wojtyla. Gli ufo sono al centro della traccia di carattere scientifico, con l'eterna domanda: "Siamo soli?"

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Per il tema storico spuntano, per la prima volta dal dopoguerra, le foibe. Alcuni siti web riportano l'intera traccia, rivolta al "giorno del ricordo al fine di conservare e ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe dall'esodo dalle loro terre degli strani fiumani dal secondo dopoguerra.". Al candidato si chiede di delineare "la complessa vicenda del confine orientale del patto di Londra,del trattato di Osimo, soffermandosi in particolare sugli eventi tra il 1943 e il 1945". 
Per il tema generale si parla di musica partendo da una frase di Aristotele.

 

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Panico sul web
Maturandi da dentro le classi o dai bagni con telefoni e smartphone debitametne nascosti, complici a casa davanti ai forum e a facebook: la tensione per i temi di italiano dell'esame di stato deborda sul web. In gran parte negativi i commenti, alle tracce ministeriali: "Che schifo di tracce! Poverini!!!", "Questo Primo Levi l'ha messo in quel posto a tanta gente!". Tantissime le richieste aiuto: "Raga aiutatemi sono ne panico", "Mi serve la musicaaaaaaa!".

Ma se un tempo la rete era la terra dell'anonimato dove era facile aggirare regole come quelle, in teoria rigidissime, per l'esame di stato, nell'era di facebook le cose sono cambiate: sul social network, i maturandi mandano sos e 'aiutini' con il proprio nome in bella vista. Qualcuno, lucidamente, si arrabbia: "Ma brutti imbecilli che non siete altro, la piantate di postare richieste d'aiuto e soluzioni con il vostro nome e cognome? Pensate che nessuno stia controllando questa pagina?!"

 

Totoesami flop
Tutti si aspettavano Pascoli, molti la biodiversità, qualcuno scommettava sul ritorno del tema sull'unità d'Italia, qualcun'altro su Obama e la marea nera. Invece quest'anno il toto-esame ha mancato clamorosamente l'obiettivo. Completamente false anche le varie tracce date per "sicure" da ieri pomeriggio, stanotte e fino alle prime ore del mattino, con tanto di fotografie estremamente verosimili di prove di esame in perfetto stile ministeriale.

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26/02/2010

Minaccia dal web

Boom dei siti «maligni»: sono cresciuti del 671% in un anno

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L'allarme rosso arriva dai Security Labs di Websense: nel corso degli ultimi dodici mesi il numero dei siti Web "maligni" è aumentato vertiginosamente nella misura del 671% mentre è del 233% invece il salto in avanti registrato da gennaio a giugno 2009. I dati in questione, contenuti nel periodico rapporto che la società di San Diego elabora due volte l'anno per fotografare lo stato della sicurezza di Internet, dicono in poche parole che il rischio di venire contagiati da virus o di essere inconsapevolmente reindirizzati verso indirizzi Web fraudolenti finendo vittime di elaborati sistemi di "phishing" è sempre più diffuso. Il problema è ancora più serio di quanto non possa sembrare all'apparenza, per lo meno agli occhi di un normale utente Internet, perché nel primo semestre di quest'anno ben il 77% dei siti afflitti da vulnerabilità sono Url e property ben conosciute e perfettamente legittime. Siti la cui affidabilità è stata quindi seriamente compromessa da attacchi in serie (nel report sono citati i vari trojan Gumblar, Beladen e Nine Ball) scagliati dagli hacker.

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Altra brutta notizia che sortisce dal report di Websense riguarda i siti di social network. I luoghi di ritrovo preferiti del popolo del Web 2.0 sono un obiettivo preferenziale di spammer e cybercriminali e stando ai dati raccolti in laboratorio il 95% dei commenti prodotti dagli utenti all'interno di blog, sessioni di chat e spazi personali (si pensi alla bacheca di Facebook) è contenuti di spam o addirittura maligno. E le misure di sicurezza a tutela degli utenti dei vari YouTube e compagnia? Inefficaci, dice la ricerca, in una misura variabile fra il 65% e il 75% dei casi: il che significa che entrare in Rete per scaricare video, postare commenti o scambiarsi contenuti attraverso i social network e i siti di blog più frequentati può essere pericoloso tre volte su quattro. Il Web, per completare il quadro, sta diventando sempre più "sporco" (questa l'espressione, assai incisiva; utilizzata dai ricercatori di Websense) e lo conferma il fatto che il 69% delle pagine su Internet che contengono contenuti sgradevoli (porno in primis) ospitano almeno un link che porta a siti maligni. Una percentuale che sale al 78% considerando come base di riferimento le nuove pagine Web scoperte nei primi sei mesi del 2009.

21/02/2010

Allarme allergie, boom tra i bimbi: scuole impreparate

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Quella delle allergie dei bambini è ormai una vera e propria epidemia, che ha colto di sorpresa famiglie e istituzioni, prima fra tutte la scuola. L'allarme è stato lanciato durante la quinta Giornata del Bambino Allergico, organizzata dalle associazioni di pazienti e di allergologi pediatrici, che hanno anche presentato un decalogo con suggerimento e “buone pratiche” per riconoscere e curare i disturbi allergici. «L'epidemia è dovuta a vari fattori, primo fra tutti l'eccessiva igienizzazione dei bambini - spiega Alberto Ugazio, pediatra dell'ospedale Bambino Gesù di Roma e presidente della societa italiana di Pediatria - e ha colto impreparati un po' tutti, dai genitori alle istituzioni agli stessi pediatri. Ora serve un'alleanza terapeutica di tutte queste figure per far fronte all'emergenza».

Secondo i dati presentati al convegno, nel nostro paese dal 1950 ad oggi si è passati da un 10% della popolazione colpita da una manifestazione allergica ad un 30%. Il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale (nell'80% dei casi provocata da allergie), il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica e l'8% ha qualche allergia alimentare.

L'istituzione più impreparata ad affrontare questa emergenza sembra essere proprio la scuola: «Servono innanzitutto interventi legislativi che permettano agli insegnanti di assistere i bambini allergici - spiega Ugazio - ora anche in caso di attacchi d'asma o crisi gravi l'unica cosa che un insegnante può fare è chiamare i genitori, e ogni altro intervento è sotto la propria responsabilità. È inutile quindi insegnare loro come intervenire se poi non possono farlo».

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Del problema si è detta preoccupata anche Federasma, l'associazione delle famiglie dei pazienti, che ha proposto l'istituzione di presidi sanitari in ogni scuola con personale qualificato ad assistere gli alunni con malattie croniche come le allergie. L'associazione, insieme agli esperti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha messo anche a punto il decalogo presentato durante la giornata, che contiene i principali consigli per assistere i piccoli pazienti. Accanto alle norme basilari, come rivolgersi sempre al pediatra, effettuare i test allergici solo in strutture ospedaliere valide evitando i test “alternativi”, ci sono anche articoli che sanciscono i diritti dei bambini: “Il bambino ha il diritto di frequentare regolarmente tutte le attività ricreative - si legge ad esempio - gioco e sport, adeguate alla sua età, sotto il controllo di personale addestrato nello specificò. Inoltre il paziente dovrebbe aver garantiti Ambienti interni ed esterni idonei, rigoroso rispetto del regime alimentare del bambino con documentata allergia ad un alimento, l'impiego di farmaci specifici, prescritti e certificati, necessari alla cura quotidiana o in caso di emergenza, somministrati da personale opportunamente addestrato. «Ormai si può dire che la sfida con le malattie acute dei bambini è in buona parte vinta - conclude Ugazio - la sfida adesso è cercare di combattere l'emergenza sociale creata da quelle croniche come le allergie».

19/02/2010

Attacco hacker a 2.500 aziende in 196 paesi

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Oltre 75.000 tra computer e server di circa 2.500 aziende violati in 196 Paesi: è il bilancio del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato sino ad oggi. Lo rivela il Washington Post. L'attacco telematico è stato scoperto da una ditta della Virginia, la Netwitness, ed è iniziato alla fine del 2008. La scoperta è avvenuta il mese scorso: sono state prese di mira email, dati aziendali, carte di credito, le credenziali di accesso dei dipendenti delle aziende della sanità e della tecnologia. Tra i Paesi più colpiti da una rete di hacker est-europei figurano gli Usa, il Messico, l'Arabia Saudita, l'Egitto e la Turchia.

L'intrusione è stata scoperta il 26 gennaio scorso da Alex Cox, un ingegnere di NetWitness: l'esperto ha individuato il cosiddetto Kneber bot, un sistema interlacciato di almeno 20 server e computer gestito da un gruppo di hacker localizzati nell'Est Europa, che avevano creato un centro di controllo in Germania. Secondo gli esperti, gli attaccanti sono riusciti a far scaricare ad ignari dipendenti di molte aziende dei software da siti controllati dagli stessi hacker, oppure inviando mail infette che hanno aperto loro le porte dei sistemi informatici di migliaia di aziende. Per l'intrusione è stato utilizzato uno tra gli spyware più insidiosi, denominato ZeuS.

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Secondo il Wall Street Journal, l'attacco ha colpito anche dieci agenzie governative statunitensi. In almeno un caso, ha scoperto NetWitness, gli hacker sono riusciti ad entrare in possesso dei dati di accesso email di un soldato. Un portavoce del Pentagono sentito dal quotidiano Usa ha detto che i militari non sono usi commentare specifiche minacce o intrusioni. Tra le aziende colpite, i giganti farmaceutici Merck & Co. e Cardinal Health Inc., che hanno confermato l'attacco, ed altri colossi come la Paramount Pictures - che ha rifiutato di commentare l'episodio. La NetWitness, guidata da un ex ufficiale dell'aviazione americana, Amit Yoran, si occupa di sicurezza telematica e fornisce i propri servizi ad agenzie governative e a numerose aziende.

Sciopero di 4 ore per treni e mezzi pubblici

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Stop di quattro ore, oggi, per treni, autobus, metropolitane e tram per lo sciopero nazionale proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast a sostegno del negoziato sul nuovo contratto della mobilità, che riguarda il personale del trasporto pubblico locale e ferroviario, e che secondo i sindacati è in stallo. I treni si fermeranno dalle 10 alle 14 e le Ferrovie hanno avvertito che potranno esserci disagi per possibili cancellazioni o limitazioni di percorso di alcuni treni. La protesta che bloccherà bus, metro e tram si svolgerà secondo modalità decise a livello locale: a Roma dalle 8,30 alle 12,30; a Milano dalle 18 alle 22; a Napoli dalle 9 alle 13; a Torino dalle 17,45 alle 21,45; a Firenze dalle 17 alle 21; a Venezia-Mestre dalle 10 alle 13; a Genova dalle 11,30 alle 15,30; a Bologna dalle 12,30 alle 16,30; a Palermo dalle 9,30 alle 13,30; a Cagliari dalle 10 alle 14.

Dopo la decisione della Regione Piemonte di procedere con gare all'assegnazione del servizio ferroviario senza garantire le clausole sociali, hanno fatto sapere i sindacati, in concomitanza con lo sciopero si terrà a Torino un'assemblea nazionale quadri e delegati di autoferrotranvieri, ferrovieri ed addetti ai servizi. "Siamo stati costretti a dichiarare lo sciopero nazionale" ha affermato il segretario generale della Uiltrasporti Giuseppe Caronia spiegando che la causa è da ricondurre "all'atteggiamento delle associazioni datoriali del settore che da mesi sfuggono alle loro responsabilità e disattendono quanto, con la mediazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, si è convenuto con l'accordo del 30 aprile scorso".

Accordo che, ricorda Caronia, "prevede un percorso di unificazione dei due contratti, del trasporto pubblico locale e delle attività ferroviarie, in un unico contratto della mobilità, per avviare una semplificazione a garanzia dei diritti dei lavoratori e del servizio offerto all'utenza, che in assenza di un quadro unico di riferimento verrebbero messi seriamente a rischio". Secondo il dirigente sindacale, "ciò potrebbe avvenire nell'immediato, sia in Piemonte dove c'é una gara per l'affidamento dei servizi ferroviari senza alcuna garanzia e senza clausola sociale, sia in Lombardia dove si sta cercando di sostituire il contratto del trasporto pubblico locale con quello delle attività ferroviarie, mettendo quindi i due contratti in competizione anziché unificarli".

01/02/2010

In Italia oltre due milioni di disoccupati

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Una persona su dieci nei paesi della zona euro si trova senza lavoro. In dicembre il tasso di disoccupazione  nei 16 paesi dell’area ha raggiunto  quota 10% contro il 9,9% di novembre e l’8,2% del dicembre 2008. A rilevarlo è l’ Eurostat specificando che si tratta del dato peggiore dall’agosto 1998 che si accompagna   quello dell’Unione europea a 27 membri dove la disoccupazione è cresciuta fino al 9,6% (9,5% in novembre, 7,6% un anno fa). Sotto Natale quindi i disoccupati, per le stime di Eurostat, hanno raggiunto la cifra record di 23,012 milioni, di cui 15,763 milioni nella sola eurozona (+163 mila).  Fra gli stati membri, i migliori risultati sono stati registrati in Olanda (4% ) e Austria (5,4%), mentre i più alti in Lettonia (22,8%) e Spagna (19,5%). Confrontando i dati anno su anno il dato emerge in tutta la sua drammaticità: in soli dodici mesi nell’Europa a 27 la disoccupazione è aumentata di 4.628.000 di persone e di 2.787.000 nell’area euro. Guardando oltre oceano,  l’Eurostat ricorda anche i dati di Stati Uniti e Giappone: in Usa, il tasso di disoccupazione in dicembre è stato pari al 10%, in Giappone del 5,2% in novembre. 
 

Quanto all’ Italia, secondo Istat, i senza lavoro sono l’8,5% del totale.  Un dato in crescita rispetto a novembre (8,3%) e soprattutto rispetto al dicembre dello scorso anno (7%) cui va aggiunta anche la quota degli scoraggiati (2,5% circa), di coloro cioè che rinunciano a cercare lavoro, fenomeno che interessa soprattutto il sud. Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 138 mila unità, in crescita del 2,7 per cento (+57 mila unità) rispetto a novembre e del 22,4 per cento (+392 mila unità) al 2008. I più colpiti nel nostro paese sono i giovani sotto i 25 anni (26,2%) e le donne (10%) mentre gli uomini sopra i 25 anni senza lavoro sono il 7,5%.

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Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni, è pari a 14 milioni 822 mila unità, con una riduzione dello 0,2 per cento (-25 mila unità) rispetto a novembre 2009 e un aumento dell’1,1 per cento (+164 mila unità) rispetto a dicembre 2008. Al desolante panorama occupazionale si sono aggiunti i risultati contenuti nel rapporto Eurispes 2010. Moltissimi i dati e le elaborazioni. Ha certo colpito l’immaginario leggere che dei trenta paesi Ocse i salari italiani sono al 23esimo posto. Con un salario medio netto annuo di 14.700 euro (misurato a parità di poteri d’acquisto) il lavoratore single italiano guadagna circa la metà del suo collega coreano o inglese o svizzero.

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Per il resto dal rapporto tante conferme: gli italiani sono flagellati da affitti altissimi, una famiglia su tre ormai fa fatica ad arrivare a fine mese, e le banche sono la maledizione di tutti, con i loro spread altissimi e la indisponibilità a prestare. Apparentemente positivo invece il bilancio che fa l’istituto sulla crisi italiana. Secondo l’Eurispes la struttura economica regge meglio di altre in Europa alla recessione. Peccato che nessuno, tra i dotati analisti, abbia fatto il collegamento tra il dato sui livelli salariali e quello della natalità imprenditoriale. 

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