18/11/2011

Russia: gay come pedofili

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Sta facendo il giro del mondo la notizia che arriva dalla Russia. Il Parlamento di San Pietroburgo ha approvato quest’oggi, in prima lettura, una legge che prevede multe per i gay che esprimono pubblicamente il loro orientamento sessuale in presenza di minori.

Le manifestazioni organizzate come ad esempio i Gay Pride vengono paragonati alla propaganda della pedofilia. Le associazioni gay hanno subito fatto sentire il loro disappunto definendo la legge “medievale”. Molti spiegano questa vicenda come una trovata elettorale del partito di Putin, Russia Unita. È stato preannunciato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Iuri Luzhkov, ex sindaco di Mosca, aveva etichettato le parate gay come “opera di Satana” ed infatti ogni qual volta venivano organizzate nella città venivano represse dalle forze dell’ordine. Il presidente del parlamento di San Pietroburgo, Vadim Tiulpanov, ha dichiarato di voler portare le sanzioni a 12mila euro.

La sfida dei book bloc: «Basta con i divieti»

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L' obiettivo finale sarà quello di assediare il Senato e anche il neo premier Mario Monti che a Palazzo Madama presenterà oggi, dalle 13, il programma del nuovo governo. Ma gli universitari e gli studenti medi - che alle 9.30 partiranno in corteo dalla «Sapienza» per unirsi mezz' ora più tardi a quello dei Cobas, da piazza della Repubblica a piazza Sant' Andrea della Valle - vogliono anche sfidare, come annunciato nei giorni scorsi, la seconda ordinanza anti-cortei del sindaco Gianni Alemanno che, da domani - dopo la scadenza di quella precedente solo martedì scorso - permetterà le manifestazioni itineranti in centro soltanto di sabato e su percorsi prestabiliti. «Opporremo i "book-bloc" (gli scudi di cartone a forma di libri, ndr) a ogni forma di divieto, rifiutando qualunque clima di intimidazione.

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Crediamo che nessuna restrizione degli spazi di manifestazione sia legittima, per questo vogliamo che il sindaco Alemanno e il prefetto Pecoraro cancellino qualsiasi ordinanza che regolamenti i cortei e che sia garantita di nuovo la libertà di esprimere dissenso in questa città», hanno chiesto ieri gli studenti in una lettera aperta ai romani, ai vertici delle istituzioni cittadine. «Abbiamo sempre dimostrato - hanno concluso - che l' occupazione di strade e piazze è un atto di riappropriazione di luoghi collettivi». Il corteo di oggi, per i ragazzi, «non è stato autorizzato, anche perché non abbiamo chiesto alcuna autorizzazione». L' unico autorizzato è quello dei Cobas, con la partecipazione di alcune migliaia di manifestanti, in contemporanea con le iniziative in altre 24 città. Il sindacato, insieme con la Cub, ha indetto una giornata di sciopero generale del trasporto pubblico.

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Saranno deviate 52 linee Atac, aperte le ztl in centro e a Trastevere e allestiti blocchi stradali da piazza dei Cinquecento a via Cavour, da largo Corrado Ricci ai Fori Imperiali, fino a via delle Botteghe Oscure e Sant' Andrea della Valle. In programma c' è poi anche lo sciopero dei lavoratori della Tpl-trasporto pubblico dalle 8.30 alle 12. «Ben vengano se vorranno unirsi a noi fino al Senato», hanno aggiunto gli studenti rivolgendosi ai Cobas, con i quali hanno avuto riunioni operative fino a ieri sera. «A piazza della Repubblica proseguiremo insieme, ponendo fine agli intollerabili divieti di Alemanno e recuperando la libertà di manifestare pacificamente nelle vie della città», ha sottolineato il leader Cobas Piero Bernocchi. I Comitati di Base scendono in piazza «contro l' ultraliberismo del nuovo governo. Ora che abbiamo la lista dei ministri non ci sono più dubbi». Per i Collettivi studenteschi, invece, «con Monti l' unico scenario è quello di una vera e propria macelleria sociale. No alla politica Bce». In Questura si è riunito il tavolo tecnico sulla sicurezza: dall' alba di oggi è attivo il Centro per la gestione dell' evento.

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Il corteo sarà seguito da alcune centinaia di uomini delle forze dell' ordine, con un elicottero a vigilare dall' alto e a riprendere tutto con le telecamere. Blindate le zone di piazza Venezia, via del Plebiscito fino a corso Vittorio Emanuele II e corso Rinascimento. Presidiata anche l' area di Sant' Andrea della Valle dove i Cobas hanno ottenuto di «allungare» il corteo da Santi Apostoli e dove si svolgerà il sit-in conclusivo a poche centinaia di metri dal Senato. Lì arriveranno dunque anche gli studenti, con una rappresentanza di circa 300 persone. La vigilanza sulla manifestazione studentesca da piazzale Aldo Moro, alla quale parteciperanno Ateneinrivolta e la Rete della conoscenza, comprenderà anche altre strade nel caso che alcuni gruppi - come accaduto in passato - si spostino alla spicciolata senza rispettare il percorso, non autorizzato, fino a piazza della Repubblica o per raggiungere il Senato. «Mi auguro non si abusi dell' atto di fiducia che ho fatto, su richiesta della Questura, e che ci sia un ordinato e regolare svolgimento dei cortei», ha spiegato in serata il sindaco Gianni Alemanno, che ha aggiunto: «Solo i Cobas hanno chiesto l' autorizzazione mentre dagli studenti non è arrivata alcuna richiesta o preavviso alla Questura. Non è un fatto positivo. Vedremo quel che accadrà e in ogni caso abbiamo già predisposto da domani la nuova ordinanza che dà un segnale preciso». Critico il presidente di Confcommercio Roma. «C' è di nuovo il rischio caos - ha denunciato Giuseppe Roscioli -. Valuteremo se sia il caso di chiedere i danni a chi lo sta provocando. Tre eventi del genere sono fuori luogo». E la Confesercenti, con il presidente romano Valter Giammaria, è contraria «al sabato come giornata in cui far svolgere cortei. Non siamo stati consultati e ci sembra una decisione illogica: è un giorno importante per le attività economiche nel quale si realizza il 30% dell' incasso settimanale».

27/06/2010

Il sesso perfetto? Dura 10 minuti

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La perfetta soddisfazione sessuale dura solamente dieci minuti, al massimo si può godere di un extra time di altri tre minuti. A stabilirlo è uno studio dei ricercatori americani Eric Corty e Jenay Guardiani per conto della Society for Sex Therapy and Research di Washington.

Intervistando migliaia di coppie negli Stati Uniti e in Canada, ma anche psicologi e terapisti, su abitudini e comportamenti sessuali, i due studiosi hanno stabilito che il tempo in cui l'appetito sessuale viene ampiamente soddisfatto per entrambi i partner varia da 7 a 13 minuti, per una media dunque di 10 minuti.

«Vanno abbattuti gli stereotipi messi in circolazione da serie televisive come Sex and the City», spiega Corty, professore di psicologia alla Penn State University, «la durata dell'atto reciprocamente appagante dipende da fattori fisici e mentali, e ha limiti ben definiti».

L'appagamento non può avere una durata maggiore di 13 minuti, ma generalmente è più basso e mi riferisco alla fase più felice del rapporto sessuale. Se le coppie prendono atto di questo, allora possono avere rapporti più sereni, senza avere le ansie che nascono da condizionamenti esterni dettati da moda, pubblicità, eroine dello schermo.

14/06/2010

Ana Laura Ribas: l'età in amore non conta

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"Sono innamorata pazza di un uomo più giovane di me di 17 anni, che c'è di male? Non mi sento ridicola. Voglio vivere questo amore e lo vivo. Sfatiamo la leggenda della differenza d'età. Non chiedetemi quanti anni ha, ma se sono felice". E felice Ana Laura Ribas lo è davvero, da quando tre mesi fa ha conosciuto Marco Uzzo, giovane editore che le ha fatto perdere la testa. A Tgcom la Ribas racconta: "Ha una bocca e un sorriso da svenimento".

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Ana Laura e Marco si sono conosciuti tre mesi fa al compleanno di un amico comune. "E' stato un colpo di fulmine. Il suo sorriso e il suo modo di fare mi hanno conquistata. Ma avete visto che bocca splendida che ha?" racconta Ana Laura. E' stata lei a fare al direttore editoriale di Book Mod@ una corte serrata: "E' stato un corteggiamento da parte mia sano, insistente e convincente". Del resto, come resistere all'esplosiva Ribas, un vero mix di bellezza e simpatia?

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"Marco non è il solito modello, tronista, arrivista in cerca di visibilità, che esce con una donna conosciuta per finire sui giornali. Lui lavora sodo, arriva da un'ottima famiglia e se potesse evitare lo spettacolo lo farebbe", continua la showgirl.

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E la differenza d'età? "Non mi sento ridicola ad uscire con un uomo più giovane. Alcune donne hanno ancora una mentalità maschilista e non credono che una donna possa avere una storia con una persona con meno anni - continua la Ribas - Sfatiamo questa leggenda dell'età. Nessuno chiede mai agli uomini perché si innamorano di donne più giovani: da Briatore con la Gregoraci a Frizzi con Carlotta o Conti con la bella Roberta. Perché le donne non possono fare uguale?".

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31/03/2010

Brescia, stupro di gruppo in classe

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Un 14enne e un 15enne sono stati arrestati per una presunta violenza sessuale di gruppo, avvenuta durante l'orario di lezione in una scuola media bresciana. Un terzo ragazzo non è stato arrestato perché ha meno di 14 anni. Nello stupro sarebbero coinvolti anche altri 12 compagni di classe accusati di essersi posizionati in modo da nascondere all'insegnante quanto stava avvenendo. Il docente ha dichiarato ai carabinieri di non essersi accorto di nulla.

L'agghiacciante vicenda, accaduta in una scuola di Salò, risale al febbraio scorso, ma la notizia è stata diffusa soltanto in queste ore. Oltre ai tre ragazzi accusati di aver eseguito la violenza, ce ne sono dunque altri 12, tutti sotto i 14 anni, che avrebbero nascosto quanto stava accadendo all'insegnante sarebbero: tutti non imputabili.

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Ha 12 anni la bambina che i baby delinquenti hanno costretto a rapporti sessuali durante le ore di lezione. Lo stupro sarebbe avvenuto mentre mentre il professore interrogava, quando i ragazzi si sarebbero denudati costringendo la ragazzina ad avere con loro rapporti orali.

Il ministro Gelmini: fatto molto grave, prenderemo provvedimenti
Sul raccapricciante avvenimento è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha definito "di una gravità inaudita e inaccettabile" l'episodio. "Bisogna verificare subito le responsabilità e andare a fondo", afferma la Gelmini, sottolineando che "il ministero è pronto a prendere i dovuti provvedimenti", se i fatti saranno accertati.

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Il ministro Gelmini ha telefonato al direttore dell'ufficio scolastico regionale della Lombardia per acquisire "maggiori informazioni" su quanto accaduto. Il ministro ha "immediatamente chiesto al direttore regionale un rapporto dettagliato su quanto realmente accaduto".

La terribile scoperta grazie a un tema sul terzo canto dell'Inferno
E' stato un tema sul terzo canto dell'Inferno a far scoprire alla preside della scuola media di Salò quanto era successo in una delle sue classi. Dopo aver letto quello che era stato raccontato nei compiti da numerosi ragazzi, ha infatti deciso di sospendere non solo i tre ragazzi colpevoli della presunta violenza sessuale, ma anche la vittima, prima di sapere come in realtà si erano svolti i fatti.

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La ricostruzione dello stupro in classe
Solo dopo la sospensione della figlia, i genitori hanno capito che alla ragazzina era successo qualcosa di grave in classe. E hanno presentato denuncia ai carabinieri, i quali hanno scoperto la violenza sessuale di gruppo che ha portato agli arresti dei due ragazzi, sui quali si sta indagando anche per precedenti episodi di bullismo. E ora anche la posizione della preside è al vaglio della Procura.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, mentre il professore di lingue stava interrogando senza accorgersi di nulla, tre studenti della classe hanno continuato a far cadere l'astuccio della ragazza che, dopo averlo raccolto per la terza volta, si è trovata davanti un compagno con i pantaloni abbassati, che l'ha costretta con la forza ad avere un rapporto orale. Circondata anche da altri compagni che coprivano la visuale al professore, è stato inutile il tentativo delle amiche della ragazza di aiutarla.

La voce di quanto accaduto si è poi sparsa nella scuola e un professore ha deciso di far commentare ai ragazzi due terzine del terzo canto dell'Inferno ("Ed elli a me, come persona accorta: 'Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta....") in un tema dal quale è emersa la verita su quanto avvenuto.

 

"Uomini e Donne", Rajaa e l'amante

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La temperatura è davvero alta nello studio di "Uomini e donne". Rajaa, corteggiatrice di Marcelo Fuentes, accusata da Mariana di essere l'amante di suo marito, tal Beppe, ricco ed amante dei rally, ha provato a scagionarsi. Si è presentata in studio con un'amica che ha confessato di essere la vera amante dell'uomo. La situazione è sempre più confusa e scoppia la bagarre. E Rajaa vuole portare Beppe in studio.  

Un vero dramma di corna vissute quello che si è dipanato di fronte agli occhi degli spettatori ma anche di una allibita Maria De Filippi. Soprattutto quando si prova a telefonare a Beppe per chiarire la situazione. E' Rajaa a chiedere di telefonargli, quando dal continuo rinfacciarsi accuse, date e circostanze tra lei e Mariana appare evidente che è impossibile capire dove stia la verità. Ma la telefonata, se possibile, rende tutto ancora più ingarbugliato. Raggiunto al cellulare dalla redazione Beppe risponde che non può rispondere perché impegnato in un rally.

Sembra la sceneggiatura di un film. Ma non è finita. Perché tra le due litiganti c'è anche la terza persona. Ovvero la donna portata da Rajaa come prova della sua innocenza. Dice di chiamarsi Sissi, non mostra il suo volto e ripete come un mantra che Rajaa ha mentito per coprirla. In realtà è lei l'amante di Beppe. Ma le sue spiegazioni in realtà sono spizzicate e poco convincenti. Quando qualcuno prova a cavare qualche notizia in più si nasconde dietro un "io parlo solo con Maria... non devo dare spiegazioni".

E se alla fine la verità fosse quella ipotizzata da Tina Cipollari? Sia Rajaa che Sissi sono le amanti del marito della signora Mariana... E Rajaa sarà davvero innamorata di Marcelo o sta giocando un suo piano particolare? La risposta nelle prossime puntate.

26/03/2010

Pedofilia Usa, "il Papa occultò il caso"

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Nel 1996 gli allora cardinali Joseph Ratzinger e Tarcisio Bertone occultarono un caso di pedofilia di sensazionale portata. Un prete statunitense, Joseph Murphy, deceduto due anni dopo, era accusato di aver abusato sessualemente di circa 200 bambini sordi, in una scuola del Wisconsin, in cui il reverendo aveva lavorato dal 1950 al 1977.
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L'occultamento - Secondo il quotidiano "New York Times", papa Benedetto XVI, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, non rispose a due lettere inviategli dall'arcivescovo di Milwaukee, Rembert Weakland, e otto mesi più tardi il suo numero due, l'attuale segretario di stato Vaticano, ordinò ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento del reverendo pedofilo. Il processo però fu fermato dallo stesso Bertone, sollecitato da Ratzinger, che intanto  era stato raggiunto da una lettera di padre Murphy. Il prete avrebbe pregato il cardinale di non procedere, poiché già pentito per i peccati e i reati commessi, nonché in precarie condizioni di salute.
Nel dossier in mano ai giornalisti del "New York Times" - ottenuto dagli avvocati di cinque uomini che hanno fatto causa alla Diocesi di Milwaukee - non c'è traccia dell'eventuale riposta di Ratzinger, ma il reverendo, in effetti, non ricevette mai punizioni e fu invece trasferito in segreto in varie parrocchie.
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La replica del Vaticano - Non si lascia attendere una reazione del Vaticano. La replica è affidata al portavoce padre Federico Lombardi che spiega che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti furono elementi determinanti nella decisione di non punirlo: "Alla luce del fatto che padre Murphy era anziano e in salute molto precaria, e che viveva in isolamento e senza altre accuse di abusi riferite in oltre venti anni, la Congregazione per la Dottrina della Fede suggerì che l'arcivescovo di Milwaukee valutasse di affrontare la situazione, ad esempio limitando il pubblico ministero di padre Murphy ed esigendo che egli accettasse la piena responsabilità della gravità dei suoi atti. Morì quattro mesi dopo, senza che altro accadesse". Inoltre "il diritto canonico non prevede punizioni automatiche". Nel comunicato Lombardi ammette che il reverendo abusò certamente di bambini "particolarmente vulnerabili". Abusando sessualmente di "bambini che erano menomati nell'udito, ha violato la legge e, cosa ancora più importante, la sacra fiducia che le vittime avevano riposto in lui". Di quel "caso tragico", però, il Vaticano venne a conoscenza solo nel 1996, ovvero anni dopo la fine delle indagini.

La protesta delle vittime - Intanto alcuni rappresentanti dell'Associazione di vittime americane dei preti pedofili "Snap" è scesa in piazza a Roma, per protesta re di fronte al Colonnato di Piazza San Pietro. Ma i quattro, due donne e due uomini, sono stati portati via nelle auto della polizia "per accertamenti", nonostante l'opposizione della presidente Barbara Blaine, che ha chiesto più volte in inglese: "Ho fatto qualcosa di male?".  E ha esortato i fotografi presenti a riprendere quanto stava accadendo.

16/03/2010

Arrestato guru setta a Roma

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(ANSA) - ROMA, 16 MAR - Abusava sessualmente di bimbe di 10-12 anni e le loro madri e otteneva denaro con l'inganno. Per questo Danilo Speranza e' stato arrestato.

L'uomo, 62 anni, e' guru indiscusso della setta Maya, con mille adepti, ed e' stato arrestato dalla polizia municipale. Deve rispondere di violenza sessuale e truffa aggravata. Dalle indagini e' emerso anche il tentativo di Speranza di accreditarsi tra associazioni islamiche di musulmani con sedi prima Napoli poi a Roma.

13/03/2010

“Guardami negli occhi. Ho detto negli occhi”

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Marion Cotillard e' la testimonial di una provocatoria pubblicita' in cui si sponsorizzano piccoli seni finti da appiccicare sulla fronte.

Lo spot, prodotto dal sito umoristico dell'attore Will Ferrell, in pochi minuti e' diventato uno dei piu' cliccati. La Cotillard nello spot si lamenta che in Usa, a differenza che in Francia, soprattutto nell'ambiente lavorativo, le persone non la guardano negli occhi ma solo nel decollete'. Il rimedio? Applicare questi falsi seni sopra gli occhi.

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07/03/2010

Bacio d'amore: il primo avviene spesso in macchina

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Pare che l'automobile sia diventato un posto intimo e romantico. L'87 % delle bolognesi afferma di aver "rubato" il loro primo bacio in macchina. Questo e quanto risulta da un sondaggio effettuato dalla compagnia di assicurazioni Direct Line. Secondo la stessa societa' il 41 % delle bolognesi dice di aver fatto o ricevuto una dichiarazione d'amore sempre sui sedili di una vettura. L'alternativa ai parchi, teatri e cinema e' diventata l'auto. Sembra che i giovani di adesso siano meno romantici, privi di fantasia e amino le cose comode. Perche' fare due passi se c'e' la macchina?

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