20/11/2011

Esplode palazzina, un morto

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Tragedia a Napoli: una forte esplosione si è registrata ieri in una palazzina monofamiliare in Via Consalvo, nel popoloso quartiere di Fuorigrotta. L’incidente, probabilmente dovuto alla perdita di gas di una bombola, ha provocato una vittima, un vigile urbano di nome Vincenzo Mazzarella, 57 anni. Come sempre in questi casi, è stata subito aperta una inchiesta giudiziaria che dovrà ricostruire nei dettagli l’accaduto.

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Questa una prima ricostruzione dei fatti: intorno alle ore 22, con la città semideserta per l’anticipo notturno di calcio, che ha visto il Napoli affrontare la Lazio nel match casalingo che si è disputato proprio a Fuorigrotta, si è improvvisamente udito un fortissimo boato, che ha scatenato il panico nelle vicinanze, con la gente che si è riversata in strada mentre la violenta esplosione mandava in frantumi persino i finestrini delle auto parcheggiate nei pressi della palazzina.

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I vigili del fuoco accorsi sul posto hanno dovuto lavorare alacremente per oltre un’ora prima di scoprire che l’assistente capo della polizia municipiale Vincenzo Mazzarella giaceva esanime tra le macerie. L’uomo era appena rientrato a casa, non accorgendosi che l’aria era satura di gas a causa della perdita di una bombola, e accendendo l’interruttore della luce ha provocato l’esplosione, con le fiamme che hanno generato in seguito anche il crollo del solaio. Sono comunque in corso ulteriori accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.

 

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Roma: scontro treno-tram, un ferito

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Sarebbe un semaforo rosso non visto dal conducente del tram la causa dell'incidente che sabato mattina ha coinvolto lo stesso mezzo e un treno regionale a Porta Maggiore, nel centro di Roma. È quanto emerge da una prima ricostruzione della dinamica dello scontro, che ha provocato un ferito lieve, un uomo medicato per alcune contusioni. A bordo dei due convogli c'erano complessivamente una decina di persone.

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Secondo quanto accertato finora non ci sarebbe quindi alcun guasto all'origine dell'incidente, ma solo la disattenzione del conducente del tram. Lo scontro è avvenuto intorno alle 7.30, tra lo scarso traffico del sabato mattina. Il tram della linea 14 viaggiava in direzione della stazione Termini quando ha tamponato il treno regionale, diretto verso Pantano. I due convogli sono stati sbalzati fuori dai binari a causa dell'urto.

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Agenzia per la Mobilità informa che dalle 15 il servizio delle linee tram 5, 14 e 19 è stato ripristinato dopo l'urto che aveva coinvolto stamani, attorno alle 7.30, un tram della linea 14 e un treno della Termini Giardinetti a Porta Maggiore bloccando la circolazione sui binari. Ripreso servizio della ferrovia Termini-Giardinetti anche tra Ponte Casilino e Termini. (fonte: Ansa)

 

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Pensionato ucciso per un parcheggio

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CREMONA - Ucciso per un parcheggio. È il destino di un pensionato di 76 anni, Guido Gremmi, travolto e ammazzato in via Capra Plasio, pieno centro a Cremona, dopo una lite con un altro automobilista. Il nodo del contendere era il posto auto destinato alla compagna disabile Bruna Dondi, 79 anni. Tornato a casa l'ha trovato occupato da un grosso Suv nero. E quando si è palesato anche il proprietario della vettura, ha protestato in maniera accesa. La lite è degenerata, ci sarebbe stata una colluttazione, e anche se non si conoscono ancora i dettagli del fatto, Gremmi ha avuto la peggio. L'investitore è fuggito a bordo della sua auto, e a quanto raccontano alcuni testimoni, avrebbe volontariamente investito il pensionato, uccidendolo. Le forze dell'ordine stanno ora dando la caccia all'aggressore. L'auto è una fuoristrada di grossa cilindrata ma della targa si conoscono solo alcuni numeri.


Fonte: milano.corriere.it
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19/11/2011

Gioielliera ferita in rapina ancora coma

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(ANSA) - ROMA, 19 NOV - E' tuttora in coma, nell'ospedale Maggiore di Novara, Ida Lagrutta, la gioielliera di 45 anni che ieri sera e' stata ferita durante la rapina al suo negozio di compravendita di oro a Novara. Ha subito un gravissimo trauma cranico, per i colpi ricevuti al capo dall'aggressore (o dagli aggressori). Le prossime ore sono decisive per stabilire se riuscira' a cavarsela. Nella notte, la Squadra Mobile della Questura di Novara ha sequestrato la cassetta dell'impianto di sorveglianza del negozio.

In Siria c'è la guerra civile. Se ne sono 'accorti' pure Russia e Lega Araba

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Continuano le rivolte popolari in Siria, iniziate nel Dicembre scorso con la grande ondata di proteste e d’agitazioni delle popolazioni dei paesi nordafricani, e si aggravano con i fatti accaduti in questi ultimi giorni che confermano la tesi che ipotizzava l’instaurarsi di una vera e propria guerra civile in Siria.

Il regime di Bashar Al Assad, l’attuale presidente della Siria, è stato sfidato nuovamente dai militari ribelli siriani, organizzatisi in un movimento di liberazione nazionale, chiamato “Free Syrian Army”, ed hanno attaccato una base di intelligence dell'esercito di Damasco, a Maara al-Numan.

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Questa è stata la prima volta in cui una forza militare siriana anti-regime, costituita da connazionali insorti, ha avuto modo di sferrare un pesante attacco al governo autoritario della famiglia Assad.

Il risultato che emerge chiaramente dall’attacco di due giorni fa ad opera dei ribelli siriani, attesta l’alto livello della loro organizzazione militare e la loro capacità di sfidare l’esercito ufficiale di Assad. Altri attacchi armati sono avvenuti proprio nei giorni scorsi ed hanno avuto come obiettivo principale le sedi delle ambasciate del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti e del Marocco.

Protagonisti di questi ultimi assalti alle sedi di rappresentanza internazionale di Damasco sostenitori attivi del presidente siriano, in seguito alla decisione presa dalla Lega Araba di sospendere la Siria, minacciando il governo di Damasco con sanzioni economiche qualore il piano di pace dell'organizzazione panaraba, formalmente accettato dalle autorità siriane il 2 novembre scorso, non fosse rispettato.

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Cresce insomma la pressione sul regime di Bashar al-Assad, sempre più isolato, mentre il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, avverte che la situazione appare sempre più simile a quella di “una guerra civile”. La rivolta in Siria non è affatto una semplice ed esclusiva repressione di una rivolta popolare all’insegna della libertà e della democrazia.

E’ soprattutto la nascita di una vera guerra civile, ove coloro che si oppongono al regime militare al potere reagiscono ormai alla violenza con violenza, assaltando e dando alle fiamme sedi di tribunali, carceri, caserme militari e commissariati di polizia, uccidendo soldati, agenti delle forze dell’ordine e i “collaborazionisti” del potere di Assad. Come mai gli Stati occidentali non intervengono militarmente per salvaguardare la popolazione siriana dai cosiddetti crimini contro l’umanità?

Perché non vengono concretamente messe in atto delle misure che evitino questi genocidi, e tutelino in questo modo i tanto amati diritti dell’uomo e del cittadino? Cosa sta aspettando il neo paladino della giustizia e liberatore di popoli, il presidente francese Nicolas Sarkozy, nell’avanzare in prima linea, da buon fante, in Siria come ha fatto in Libia per salvare le popolazioni e far cadere un regime dittatoriale e sanguinario?

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“La Siria non è la Libia, – disse qualche tempo fa Bashar Al Assad – non faremo la loro fine e qui da noi non si ripeterà lo scenario libico.” Assad quel giorno sapeva cosa stava affermando e aveva proprio ragione, come dimostrano i fatti. Mai parole furono più vere. Il perché dell’adozione della politica del non intervento da parte dell’Occidente sta nell’importanza politica ed economica che questo Paese, la Siria, ha e ricopre.

Se si intervenisse militarmente in Siria, tutta l’area del Medio Oriente subirebbe un grandissimo terremoto che causerebbe la rottura di esplicite ed insospettabili alleanze, e di molti accordi economici taciti. Inoltre Bashar Al Assad può contare su alleati potenti all’interno e all’esterno della regione siriana, tra i quali l’Iran, il supporto fornitogli dagli Hezbollah e dagli estremisti fanatici di Hamas, la Russia, la Cina e molti paesi del sud America.

Queste alleanze sono ben note ai paesi membri del Patto Atlantico, e questo deterrente si aggiunge a quello che l’esercito siriano è di gran lunga più forte di quello libico, e non è frammentato e disorganizzato come quello di Gheddafi. Infatti le forze armate siriane sono tra le più numerose, meglio equipaggiate e addestrate dell’intero Medio Oriente. La Siria, oltre a ciò, è in possesso anche di armi chimiche e biologiche e le sue armate paramilitari sono tra le più consistenti del mondo.

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Ecco svelate le motivazioni per le quali non è facile considerare l’opzione di intervenire militarmente in Siria, sottolineando inoltre il fatto che non sarebbe una guerra lampo quella che si andrebbe a realizzare, e ciò comporterebbe molti costi, anche in termini di vite umane, da sostenere tra l’altro in un periodo non proprio florido, economicamente parlando, in cui le finanze occidentali sono per lo più in ginocchio e in “guerra” l’un l’altra.