31/03/2010

"Uomini e Donne", Rajaa e l'amante

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La temperatura è davvero alta nello studio di "Uomini e donne". Rajaa, corteggiatrice di Marcelo Fuentes, accusata da Mariana di essere l'amante di suo marito, tal Beppe, ricco ed amante dei rally, ha provato a scagionarsi. Si è presentata in studio con un'amica che ha confessato di essere la vera amante dell'uomo. La situazione è sempre più confusa e scoppia la bagarre. E Rajaa vuole portare Beppe in studio.  

Un vero dramma di corna vissute quello che si è dipanato di fronte agli occhi degli spettatori ma anche di una allibita Maria De Filippi. Soprattutto quando si prova a telefonare a Beppe per chiarire la situazione. E' Rajaa a chiedere di telefonargli, quando dal continuo rinfacciarsi accuse, date e circostanze tra lei e Mariana appare evidente che è impossibile capire dove stia la verità. Ma la telefonata, se possibile, rende tutto ancora più ingarbugliato. Raggiunto al cellulare dalla redazione Beppe risponde che non può rispondere perché impegnato in un rally.

Sembra la sceneggiatura di un film. Ma non è finita. Perché tra le due litiganti c'è anche la terza persona. Ovvero la donna portata da Rajaa come prova della sua innocenza. Dice di chiamarsi Sissi, non mostra il suo volto e ripete come un mantra che Rajaa ha mentito per coprirla. In realtà è lei l'amante di Beppe. Ma le sue spiegazioni in realtà sono spizzicate e poco convincenti. Quando qualcuno prova a cavare qualche notizia in più si nasconde dietro un "io parlo solo con Maria... non devo dare spiegazioni".

E se alla fine la verità fosse quella ipotizzata da Tina Cipollari? Sia Rajaa che Sissi sono le amanti del marito della signora Mariana... E Rajaa sarà davvero innamorata di Marcelo o sta giocando un suo piano particolare? La risposta nelle prossime puntate.

26/03/2010

Pedofilia Usa, "il Papa occultò il caso"

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Nel 1996 gli allora cardinali Joseph Ratzinger e Tarcisio Bertone occultarono un caso di pedofilia di sensazionale portata. Un prete statunitense, Joseph Murphy, deceduto due anni dopo, era accusato di aver abusato sessualemente di circa 200 bambini sordi, in una scuola del Wisconsin, in cui il reverendo aveva lavorato dal 1950 al 1977.
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L'occultamento - Secondo il quotidiano "New York Times", papa Benedetto XVI, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, non rispose a due lettere inviategli dall'arcivescovo di Milwaukee, Rembert Weakland, e otto mesi più tardi il suo numero due, l'attuale segretario di stato Vaticano, ordinò ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento del reverendo pedofilo. Il processo però fu fermato dallo stesso Bertone, sollecitato da Ratzinger, che intanto  era stato raggiunto da una lettera di padre Murphy. Il prete avrebbe pregato il cardinale di non procedere, poiché già pentito per i peccati e i reati commessi, nonché in precarie condizioni di salute.
Nel dossier in mano ai giornalisti del "New York Times" - ottenuto dagli avvocati di cinque uomini che hanno fatto causa alla Diocesi di Milwaukee - non c'è traccia dell'eventuale riposta di Ratzinger, ma il reverendo, in effetti, non ricevette mai punizioni e fu invece trasferito in segreto in varie parrocchie.
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La replica del Vaticano - Non si lascia attendere una reazione del Vaticano. La replica è affidata al portavoce padre Federico Lombardi che spiega che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti furono elementi determinanti nella decisione di non punirlo: "Alla luce del fatto che padre Murphy era anziano e in salute molto precaria, e che viveva in isolamento e senza altre accuse di abusi riferite in oltre venti anni, la Congregazione per la Dottrina della Fede suggerì che l'arcivescovo di Milwaukee valutasse di affrontare la situazione, ad esempio limitando il pubblico ministero di padre Murphy ed esigendo che egli accettasse la piena responsabilità della gravità dei suoi atti. Morì quattro mesi dopo, senza che altro accadesse". Inoltre "il diritto canonico non prevede punizioni automatiche". Nel comunicato Lombardi ammette che il reverendo abusò certamente di bambini "particolarmente vulnerabili". Abusando sessualmente di "bambini che erano menomati nell'udito, ha violato la legge e, cosa ancora più importante, la sacra fiducia che le vittime avevano riposto in lui". Di quel "caso tragico", però, il Vaticano venne a conoscenza solo nel 1996, ovvero anni dopo la fine delle indagini.

La protesta delle vittime - Intanto alcuni rappresentanti dell'Associazione di vittime americane dei preti pedofili "Snap" è scesa in piazza a Roma, per protesta re di fronte al Colonnato di Piazza San Pietro. Ma i quattro, due donne e due uomini, sono stati portati via nelle auto della polizia "per accertamenti", nonostante l'opposizione della presidente Barbara Blaine, che ha chiesto più volte in inglese: "Ho fatto qualcosa di male?".  E ha esortato i fotografi presenti a riprendere quanto stava accadendo.

16/03/2010

Arrestato guru setta a Roma

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(ANSA) - ROMA, 16 MAR - Abusava sessualmente di bimbe di 10-12 anni e le loro madri e otteneva denaro con l'inganno. Per questo Danilo Speranza e' stato arrestato.

L'uomo, 62 anni, e' guru indiscusso della setta Maya, con mille adepti, ed e' stato arrestato dalla polizia municipale. Deve rispondere di violenza sessuale e truffa aggravata. Dalle indagini e' emerso anche il tentativo di Speranza di accreditarsi tra associazioni islamiche di musulmani con sedi prima Napoli poi a Roma.

13/03/2010

“Guardami negli occhi. Ho detto negli occhi”

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Marion Cotillard e' la testimonial di una provocatoria pubblicita' in cui si sponsorizzano piccoli seni finti da appiccicare sulla fronte.

Lo spot, prodotto dal sito umoristico dell'attore Will Ferrell, in pochi minuti e' diventato uno dei piu' cliccati. La Cotillard nello spot si lamenta che in Usa, a differenza che in Francia, soprattutto nell'ambiente lavorativo, le persone non la guardano negli occhi ma solo nel decollete'. Il rimedio? Applicare questi falsi seni sopra gli occhi.

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07/03/2010

Bacio d'amore: il primo avviene spesso in macchina

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Pare che l'automobile sia diventato un posto intimo e romantico. L'87 % delle bolognesi afferma di aver "rubato" il loro primo bacio in macchina. Questo e quanto risulta da un sondaggio effettuato dalla compagnia di assicurazioni Direct Line. Secondo la stessa societa' il 41 % delle bolognesi dice di aver fatto o ricevuto una dichiarazione d'amore sempre sui sedili di una vettura. L'alternativa ai parchi, teatri e cinema e' diventata l'auto. Sembra che i giovani di adesso siano meno romantici, privi di fantasia e amino le cose comode. Perche' fare due passi se c'e' la macchina?