17/11/2011

Passera super-ministro per la crescita

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L'Italia ce la farà? «Assolutamente sì», spiega. Le priorità sono «sviluppo sostenibile e posti di lavoro». Ma «non sono un super-ministro, lavoreremo tutti insieme». Corrado Passera si schermisce e alla cerimonia al Quirinale evita il protagonismo. Ma l'incarico affidagli da Mario Monti è di quelli da far tremare i polsi: far ripartire l'Italia.

La squadra anti-crisi è fatta: lo stesso premier, Mario Monti, che tiene anche l’interim dell’Economia (i conti da risanare) assieme al consigliere delegato di Intesa SanPaolo allo Sviluppo (ma anche alle Infrastrutture) per spingere sull’economia reale e quindi sulla crescita grazie alle sue diverse esperienze su campo. E senza «intralci», spiega Monti, per la sua precedente attività. Contro la crisi ci sarà anche un forte appoggio da Palazzo Chigi: l’attuale presidente del’Antitrust, Antonio Catricalà, che sarà sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e che da anni chiede l’attuazione della famosa Legge sulla Concorrenza, mai veramente presa in considerazione.

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Ad affrontare le ricette anti-crisi si delinea quindi un super-gruppo (ancora da completare) che potrebbe anche contare - dice il Pd - su un possibile asse ambiente-sviluppo. C’è ancora da attendere la nomina dei vice: si parla di Vittorio Grilli, attuale direttore generale di via XX Settembre, e del rettore della Bocconi Guido Tabellini come vice al Tesoro. Spunta anche il nome di Annamaria Tarantola di Bankitalia. Si supererebbero così le diverse frizioni e i rapporti spesso tesi che hanno fortemente condizionato la politica economica nel passato: quelli fra via XX Settembre e le varie cabine di regia a Palazzo Chigi che nascevano a fasi alterne per commissariare, di fatto, l’ex ministro Giulio Tremonti, considerato troppo autonomo e poco allineato alle esigenze di tenuta della maggioranza, e la costante polemica tra il ministero dello Sviluppo e dei Trasporti e quello, spesso in disaccordo, dell’Ambiente. Note le "discussioni" che a più riprese hanno coinvolto Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo.

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Le prime indicazioni sul programma Monti le fornirà domani in Senato, nel suo intervento prima della fiducia, che sarà chiesta dal neo-ministro ai Rapporti con il Parlamento e super esperto di spesa pubblica, Piero Giarda. Ma intanto Passera fornisce le prime linee guida dopo il giuramento al Quirinale: le parole d’ordine del neo-ministro sono: «sviluppo sostenibile e posti di lavoro». Anche perché lo stesso Passera è convinto che «si possano convincere i mercati con azioni chiare», e che l’Italia «vale più di quanto pensano i mercati». Quindi ci salveremo dalla crisi? «Assolutamente sì», replica il neo ministro. Ma dettagli ancora non ne fornisce: E il Ponte sullo Stretto? «Ancora troppo presto per parlarne».

Gli argomenti sul piatto del governo sono svariati e noti. A partire dalla necessità di una manovra correttiva da circa 25 miliardi per recuperare il differenziale tra le previsioni di crescita del precedente esecutivo e le nuove della Ue e attutire la spesa aggiuntiva per interessi che il Paese ha dovuto sopportare per l’impennata dello spread e dei rendimenti dei titoli di Stato. Poi privatizzazioni, cessioni e liberalizzazioni; stretta sulle pensioni e misure per fare cassa a breve (patrimoniale light, Ici prima casa, riforma fiscale). Il tutto in attesa di un, a questo punto assai probabile, decreto di fine anno. Nota la traccia del professor Monti: rigore, sviluppo ed equità sociale in stretto contatto con le parti sociali. Con un obiettivo preciso: «rasserenare i mercati».

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