14/03/2010

La Sfinge fu costruita quando l'Egitto era un paradiso tropicale

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Se c'è un monumento che rappresenta il simbolo stesso di tutto ciò che è "mistero", questo è senza dubbio la Sfinge.

Quella di Giza naturalmente, il colossale manufatto che da millenni veglia sulle piramidi più grandi e famose del mondo.

Il volto umano con lo sguardo fisso ed enigmatico, il massiccio corpo di leone, alto come un palazzo di sei piani, da sempre esercitano un fascino magnetico, sui cultori dell'esoterismo in genere e su tutti gli appassionati di egittologia.

Ci si chiede chi fu veramente a costruire quel colosso, e quale fu la vera ragione per cui venne costruito.

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Si indaga sulla sua struttura, sull'esistenza di misteriose camere sotterranee che conterrebbero segreti inimmaginabili. Si vagheggia sul suo potere magico, sulla sua capacità di influenzare le menti di coloro che si soffermano a contemplarlo.

Eppure per gli archeologi il monumento più suggestivo dell'intero Egitto, non ha proprio nulla di misterioso. Ufficialmente infatti, la grande Sfinge fu realizzata intorno al 2520 a.C., sotto il regno del faraone Chefren, lo stesso a cui è dedicata una delle piramidi della piana di Giza (la seconda in ordine di grandezza).

Secondo un'antica tradizione gli architetti di Chefren, che erano intenti a realizzare per il loro sovrano un colossale complesso funerario, si accorsero che verso la fine dei lavori di costruzione della piramide, al centro della cava utilizzata per estrarre i grandi blocchi di calcare, era rimasta una collinetta che rischiava di turbare dal punto di vista estetico l'insieme architettonico appena realizzato.

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Il caso volle che la bassa collinetta avesse la forma di un leone, simbolo della potenza regale del faraone. Così gli architetti modellarono la parte superiore di quello sperone roccioso nelle fattezze di Chefren e completarono il lavoro scolpendo il corpo di leone.

Basta però dare un'occhiata da vicino a questo monumento per capire che questa ipotesi non è del tutto convincente. Riesce difficile infatti pensare che un simile colosso sia stato concepito solo per mascherare un'antiestetica collinetta.

Per molti studiosi il significato religioso della grande Sfinge è ancora in parte oscuro. Così come oscure rimangono le vere ragioni della sua costruzione ossia l'impulso che spinse a questa creazione.

Sappiamo che un migliaio di anni dopo l'epoca di Chefren la statua cominciò ad essere identificata con il dio Harmakhi ("Horo sull'orizzonte") e venerata come simbolo del sole che nasce. Ma oltre a questo non sappiamo altro.

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Il monumento ha subìto diverse traversie nel corso dei secoli. E' stato di volta in volta ricoperto dalla sabbia e successivamente dissotterrato. Come accadde nel XV secolo a.C. quando, secondo quanto narra la leggenda, il futuro faraone Tutmosi IV si addormentò sotto il colosso, all'epoca per metà sepolto dalla sabbia.

La statua gli si rivolse in sogno con queste parole: "liberami dalla sabbia e diventerai re". Tutmosi fece effettivamente dissotterrare la sfinge e in breve tempo divenne faraone.

Da allora le traversie del colosso egiziano sono state molteplici. All'epoca della dominazione araba, dal 400 al 1600 d.C. la sabbia lo ricoprì ancora per metà. Gli arabi temevano il suo enigmatico volto tanto che ribattezzarono il monumento "il padre del terrore".

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Sempre sotto la dominaione araba venne provocato il più vistoso danno alla struttura. Non sono ancora ben chiare le responsabilità ma sta di fatto che intorno all'VIII secolo d.C. il naso viene seriamente danneggiato, forse a opera di un emiro fanatico o forse per colpa dei Mamelucchi.

In realtà, a parte i danni provocati in quel periodo, va detto che la Sfinge ha sofferto fin dall'inizio di un male cronico. Il progressivo sgretolamento della roccia calcarea di cui è fatta ne ha infatti segnato il destino e solo oggi vengono presi provvedimenti per limitare i danni e conservare la struttura per i posteri.

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LA SFINGE SOTTO LA PIOGGIA

Nonostante la sicurezza degli archeologi sull'origine della Sfinge, c'è chi mette in dubbio il fatto che fu Chefren a farla costruire. A sollevare la questione in tempi recenti è stato l'egittologo John Anthony West, autore del libro "Serpent in the sky".

West è convinto che la Sfinge sia stata solo ritoccata all'epoca di Chefren. Questo faraone si sarebbe impadronito della paternità del monumento, il quale sarebbe in realtà molto più antico. A sostegno della sua tesi West ha portato all'attenzione degli studiosi due indizi molto interessanti.

Per prima cosa ha provato che il volto umano scolpito e attualmente visibile è nettamente sproporzionato rispetto al corpo di leone, il che significa che originariamente tale volto doveva raffigurare qualcos'altro, forse proprio una testa leonina.

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Inoltre lo stato di erosione della Sfinge unitamente a quello delle pareti dell'enorme depressione in cui giace da millenni, proverebbe che il monumento e la zona circostante sarebbero stati sottoposti all'azione dell'acqua e non come si era pensato finora, a quella della sabbia.

Ciò significa che la Sfinge fu eretta in un periodo antecedente l'apparizione della civiltà egizia, un periodo in cui la piana di Giza e tutto il delta del Nilo avevano un clima molto diverso da quello attuale. A quell'epoca piogge battenti diluivano la roccia calcarea circostante, creando scanalature che fino a poco tempo fa si ritenevano causate dall'erosione del vento.

Per giungere a questa conclusione West si è servito dell'apporto professionale di un geologo molto esperto: il dottor Robert Schoch. Schoch ha osservato che la Sfinge e il recinto in cui è contenuta presentano una combinazione di profonde fessure verticali e insenature orizzontali ondulate che sono una prova lampante di quello che succede a una costruzione di pietra calcarea quando viene sferzata dalla pioggia per migliaia di anni. Ma se è così, quando sarebbe stata costruita la Sfinge?

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Se ci basiamo sui dati della paleoclimatologia scopriamo che nella regione egiziana vi furono anticamente due periodi piovosi che potrebbero essere stati la causa dell'erosione riscontrata a Giza. Il primo periodo è compreso tra il 5.000 e il 7.000 a.C. all'epoca del Subpluviale Neolitico, il secondo precede il 10.000 a.C. Schoch propende cautamente per la prima ipotesi e già questo sarebbe un motivo sufficiente per gettare lo scompiglio nelle teorie ufficiali degli egittologi.

West, invece è convinto che la data giusta sia la seconda e che quindi ancora una volta ci troviamo di fronte a un indizio che ci fa pensare al mito di un'antica civiltà perduta e che ci riporta alle teorizzazioni degli studiosi Hancock e Bauval (autori del best seller Impronte degli dei), i quali identificano questa civiltà perduta con Atlantide. Se West ha ragione, la Sfinge di Giza potrebbe rappresentare un manufatto costruito proprio dai membri di questa civiltà.

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IL PASSAGGIO SEGRETO

Gli archeologi ufficiali naturalmente hanno subito contestato questa teoria. Ma anche loro si sono dovuti arrendere all'evidenza che dopotutto un mistero la Sfinge lo custodisce davvero. Si tratta di un condotto che dalla parte posteriore della scultura si inoltra per qualche metro nel sottosuolo terminando improvvisamente in un fondo cieco.

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Questo passaggio fu scoperto dall'archeologo Emile Baraize già nel 1926 ma fu poi dimenticato. Nel 1994 uno degli operai che avevano assistito alla scoperta, ne ricordò l'esistenza e in effetti il condotto fu in un certo senso riscoperto. Quale è stata la sua funzione? C'è chi sostiene che si tratti solo di una sorta di condotto di servizio realizzato dagli operai durante i lavori di costruzione del colosso. Ma c'è anche chi è convinto che il passaggio interrotto prosegua sempre più in profondità fino ad arrivare sotto o forse addirittura dentro alla Grande Piramide, in una stanza segreta.

E c'è infine chi sostiene che il passaggio conduca a una gigantesca camera sotterranea dove sarebbero custoditi i segreti di un'antica civiltà scomparsa.
 

 

Commenti

c'è da rimanere esterrefatti davanti ad un colosso del genere

Scritto da: Pietro | 19/03/2011

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